Le principali notizie e informazioni di natura economica, finanziaria, giuridica e politica relative all'Arabia Saudita

mercoledì 28 dicembre 2011

Arabia Saudita e Kuwait sprecano più acqua

Secondo quanto emerso dal Forum arabo per l'ambiente e lo sviluppo (Afed), i Paesi che sprecano più acqua a livello mondiale sono l’Arabia Saudita e il Kuwait.

In occasione dell’Afed, il Forum arabo per l'ambiente e lo sviluppo, è stato presentato uno studio sul consumo idrico per uso personale relativamente a quegli Stati che si basano esclusivamente sulla desalinizzazione delle acque marine; in Arabia Saudita e nel Kuwait ogni cittadino consuma mediamente 500 litri di acqua ogni giorno: questo determina gravi rischi a livello ambientale e potrebbe portare all'esaurimento delle risorse naturali. Tale minaccia sarebbe scongiurata se i governi dei due Paesi favorissero il passaggio da un’economia basata sulla vendita delle materie prime, a un’economia basata sulla produzione sostenibile.
Il segretario generale di Afed, Najib Saab, in un’intervista al quotidiano saudita “Al-Eqtisadiya” ha dichiarato: “Tutta la regione araba sta facendo fronte a una gravissima crisi idrica e la maggior parte delle misure in atto per combattere questa emergenza mirano solo a rimandare il problema”. Saab ha poi ricordato che nei Paesi arabi la quota pro capite di acqua potabile disponibile scenderà al di sotto dei 500 metri cubi entro i prossimi tre anni, sebbene in precedenza si stimasse che tale soglia si sarebbe raggiunta solo nel 2025.
Saab ha inoltre affermato che sei i governi arabi e quelli dei Paesi del Golfo, investissero di più nell’ambiente, oltre ai vantaggi in termini di salvaguardia del capitale naturale “potrebbero attirare investimenti per 46 miliardi di dollari e creare il 10% in più di posti di lavoro”. In particolare, se nei Paesi arabi l'agricoltura divenisse sostenibile garantirebbe un miglioramento della produttività e conseguenti introiti per 114 miliardi di dollari all'anno, pari al 5-6% del Pil regionale.

mercoledì 21 dicembre 2011

Il principe Al-Waleed compra il 3.75% di Twitter

Il principe saudita Al-Waleed bin Talal ha acquistato più di 300 milioni di dollari di azioni di Twitter,  tramite la Kingdom Holding Company.

L’arabo, con oltre 2 milioni di messaggi pubblici al giorno registrati nell’ottobre del 2011, ha segnato un notevole progresso su Twitter: l’anno scorso, secondo uno studio pubblicato a novembre da Semiocast, istituto specializzato nel social networks, i tweets quotidiani erano solo 99.000. L’incremento del volume dei tweets in arabo è indubbiamente dovuto anche ai rovesciamenti politici verificatisi in vari Paesi arabi. Al-Waleed bin Talal, il principe saudita, nipote del re Abdallah, ha investito oltre 300 milioni di dollari per l’acquisizione del 3.75% delle azioni di Twitter, che secondo la valutazione fatta questa estate, vale più di 8 miliardi di euro. “Il nostro investimento in Twitter riafferma la nostra capacità di identificare le opportunità di investimento nelle imprese a forte crescita ad impatto mondiale” ha dichiarato il principe saudita. L’acquisizione è avvenuta tramite la Kingdom Holding Company, di sua proprietà; il direttore esecutivo per gli investimento internazionali di quest’ultima, Ahmed Halawani, ha sottolineato che l’operazione rappresenta un investimento strategico in quanto “i media sociali cambieranno fondamentalmente il paesaggio dell’industria dei media nei prossimi anni”.Il principe Al-Waleed ha già effettuato vari investimenti nel  settore dei media e si prepara a lanciare nel 2012 un nuovo canale televisivo di informazione continua, Alarab, che diverrà concorrente dei due canali regionali che attualmente dominano il settore nel mondo arabo: Al-Jazzera, con sede nel Qatar e Al-Arabiya, che trasmette da Dubai con capitali sauditi. Inoltre, la Kingdom Holding detiene il 29,9% delle parti del Saudi Research and Marketing Group (SRMG), responsabile dei quotidiani Asharq Al-Awsat e Al Eqtisadiah, e possiede importanti attivi in Citigroup, Apple informatica e News Corp (media) e nei canali alberghieri internazionali.

mercoledì 7 dicembre 2011

Una “legge antiterrorismo” per punire il dissenso

Per evitare il propagarsi del movimento di massa che ha sconvolto Tunisia, Egitto e Siria, l’Arabia Saudita ha elaborato una bozza di legge che rende “reato di terrorismo” ogni manifestazione di dissenso.

Negli ultimi nove mesi, nonostante viga il divieto permanente di protesta, sulla scia dalle proteste in Tunisia, Egitto e Siria, il dissenso si è avvertito anche in Arabia Saudita.
Il governo di Ryad, che intende reprimere tutto ciò che può costituire una minaccia per la monarchia assoluta fondata sulla Sharia, ha preso di mira i manifestanti e i sostenitori delle timide riforme dapprima intraprese per calmare gli animi accesi dalle “Primavere” degli altri paesi arabi e arginare il rischio di rivolta: attraverso il rapporto “Repressione in nome della sicurezza“, Amnesty International ha denunciato come il governo saudita continui ad arrestare e tenere indiscriminatamente in carcere migliaia di persone. Philip Luther, direttore ad interim di Amnesty International per il Medio Oriente e l’Africa del Nord, ha affermato: “È assolutamente evidente che il governo saudita ha il dovere di proteggere le persone da attacchi violenti, ma è tenuto a farlo nei limiti stabiliti dal diritto internazionale”. L’Arabia Saudita ha invece elaborato una bozza di legge antiterrorismo che, se applicata, consente di classificare ogni manifestazione di dissenso come “reato di terrorismo”, limitando ulteriormente i già scarsi diritti civili dei sauditi: per mezzo di tale legge, infatti, alle autorità saudite sarebbe consentito di perseguitare pacifici dissidenti alla stregua di terroristi e di incarcerarli senza accusa né processo.

mercoledì 30 novembre 2011

Si rafforzano i rapporti tra CCIAA Ancona e Arabia Saudita

La Camera di Commercio di Ancona intende coinvolgere l’Autorità portuale di Ancona, l’Interporto e l’Agenzia delle dogane nel progetto di ristrutturazione del porto di Jeddah.

Lo scorso febbraio la Camera di Commercio di Ancona e quella di Jeddah avevano firmato un protocollo d’intesa cui era seguita, ad aprile, la visita di una delegazione istituzionale dall’Arabia Saudita, mostratasi particolarmente interessata alla Piattaforma Logistica delle Marche.
I rapporti istituzionali tra i due enti si sono ora ulteriormente strutturati, grazie all’incontro tra Rodolfo Giampieri e Michele De Vita - presidente e segretario generale della Camera di Commercio di Ancona - e Nashawa Abdulhadi Taher, responsabile dell’area commerciale della Camera di Commercio di Jeddah, nonché una dei maggiori imprenditori dell’Arabia Saudita: la responsabile della Camera di Commercio di Jeddah ha chiesto collaborazione alla Camera di Commercio di Ancona, nell’ambito della creazione un gruppo di lavoro internazionale che possa affiancarli e guidarli in questa fase di ristrutturazione del porto di Jeddah. Giampieri, a tal riguardo, ha dichiarato: “La Camera di Commercio di Ancona si è resa disponibile a organizzare un gruppo tecnico nel quale vorremmo coinvolgere l’Autorità portuale di Ancona, l’Interporto e l’Agenzia delle dogane. Tale gruppo potrebbe incontrare le controparti saudite già da marzo 2012. […] Per la Camera di Commercio di Ancona, nell’ambito della più generale strategia di internazionale delle imprese, una delle risposte alla crisi è l’allargamento del numero delle PMI che intrattengono rapporti commerciali con l’estero e accrescere così la base esportativa”.

venerdì 25 novembre 2011

L’Arabia Saudita teme lo scisto ma continua a investire nel petrolio

Lo sfruttamento dello scisto bituminoso potrebbe rallentare la corsa al petrolio, con conseguente cambiamento del ruolo economico dell’Arabia. Il settore oil, comunque, rimane una delle priorità tra gli investimenti del regno.

Il regno dell’Arabia Saudita ha manifestato una certa preoccupazione dinnanzi alla diffusione di fonti energetiche alternative al petrolio, che rischiano di farle perdere il ruolo di leader energetico mondiale. Oggi, infatti, dei 300 miliardi di barili di petrolio pesante mondiali, 265 miliardi sono dell’Arabia Saudita.
Tra le fonti petrolifere non convenzionali, lo scisto bituminoso è quello che i produttori sauditi temono maggiormente: il sedimento, ricco di bitume, è stato classificato tra le riserve petrolifere solo nel 2002 e dal 2003, con l’aumento del prezzo del greggio, ha iniziato ad essere sfruttato. Lo scisto ha il grande vantaggio di trovarsi in tutto il mondo e da esso si può ricavare un gas naturale non inquinante. Restano, però, le criticità legate ai costi elevati e ai rischi ambientali di estrazione. Leader di produzione dello scisto sono attualmente Stati Unti e Canada, con 6,6 milioni di barili l’anno, mentre i Paesi dell’Opec arriveranno solo nel 2015 a 3,4 milioni di barili e nel 2035 a 8,4 milioni. Ciò mette in allarme le nazioni arabe, Arabia Saudita in primis, per la possibile indipendenza dei Paesi occidentali dal loro petrolio.
Nonostante ciò, il regno saudita continua a investire massicciamente nel settore petrolifero. Recentemente, la Satorp, compagnia locale, ha lanciato un’offerta pubblica di certificati sukuk al fine di finanziare e sostenere un grande progetto: la costruzione di una raffineria e di un complesso petrolchimico nella Jubaul Industrila City, il primo progetto obbligazionario conforme alla Shariah.

mercoledì 16 novembre 2011

Riyad e Seul: accordo bilaterale sul nucleare

Arabia Saudita e Corea del Sud hanno firmato un accordo bilaterale per la cooperazione nello sviluppo dell'energia nucleare.

L'Arabia Saudita, la più grande riserva mondiale di petrolio, si sta impegnando per tenere il passo con la domanda in rapida crescita destinata a triplicare entro il 2032. Al fine di soddisfare la domanda crescente e di diversificare le fonti di approvvigionamento, l’Arabia Saudita ha firmato con la Corea del Sud un accordo bilaterale per la cooperazione nello sviluppo dell'energia nucleare. Si tratta del terzo accordo firmato dall’Arabia Saudita nell'ultimo periodo in ambito energetico, segue, infatti, quelli stipulati con Francia e Argentina.
Secondo la dichiarazione del re Abdullah, l'accordo prevede la cooperazione nella ricerca e nello sviluppo - comprese la ricerca nel nucleare e la costruzione di reattori - e nella gestione dei rifiuti. Il progetto prevede la costruzione di 16 reattori nucleari entro il 2030: Riyad intende utilizzare l'energia solare e nucleare per ridurre il suo bisogno di bruciare olio combustibile per l'energia elettrica, allo scopo di conservare il petrolio per i mercati di esportazione; mentre Seul, incurante del disastro nucleare di Fukushima, mira ad aumentare la sua dipendenza da energia nucleare.

venerdì 11 novembre 2011

Crescono le esportazioni italiane di marmo

+ 20,5% per le esportazioni lapidee italiane in Arabia Saudita nel primo semestre del 2011; ottime performance delle aziende Made in Italy anche alla fiera Saudi Stone Tech.

Il Medio Oriente si conferma una delle aree più importanti per l’export lapideo italiano: nei primi sette mesi del 2011 il valore delle esportazioni italiane nella regione è stato di 99,9 milioni di euro, con una crescita del 10% circa rispetto al 2010.
In particolare, in Arabia Saudita c’è stata una crescita del 20,5% (ovvero 36 milioni di euro). In questo Paese, tra l’altro, si è tenuta dal 16 al 19 ottobre scorsi la fiera Saudi Stone Tech, per le pietre ornamentali e relative tecnologie, attrezzature per l’estrazione e la lavorazione, organizzata da Veronafiere/Marmomacc e Confindustra Marmomacchine in collaborazione con la Riyahd Exhibition Co Ltd. all’interno della manifestazione Saudi Build 2011. All’evento c’è stata una massiccia presenza di imprese italiane, raddoppiate rispetto all’anno precedente.
Il settore Made in Italy del marmo si trova in una fase positiva, posizionando il nostro Paese al primo posto per la lavorazione e commercializzazione di prodotti lapidei nel 2011: il valore degli interscambi è cresciuto del 7,8% rispetto all’anno precedente, nonostante un calo dei volumi pari al 2%. Per questo motivo la spinta su nuovi mercati, come i Paesi del Medio Oriente sembra essere la strategia migliore per riequilibrare l’andamento commerciale.

mercoledì 9 novembre 2011

Rilasciati gli attivisti arrestati per la pubblicazione del video-denuncia

Sono stati rilasciati gli attivisti sauditi arrestati in seguito alla diffusione online di un documentario sull'estrema povertà che caratterizza alcune zone di Riyadh.

Sono stati rilasciati i tre video blogger sauditi - Firas Buqna, Hussan Al-Darwish e Khaled Al-Rasheed - che nella seconda metà del mese scorso erano stati arrestati dalle autorità saudite in seguito alla pubblicazione online di una serie di quattro mini-reportage, dal titolo “We are Being Cheated” (Ci stanno imbrogliando), attraverso  YouTube.
L'ultimo video, racconta le condizioni di povertà estrema che caratterizzano al-Jaradeya, una periferia di Riyadh: l'intento del mini-reportage, manifesto fin dai primi secondi del video, è di mostrare le profonde disparità nelle condizioni di vita che si riscontrano in Arabia Saudita, Paese che detiene il 20 per cento delle riserve mondiali di petrolio, ma dove, come si vede nel documentario, nuclei familiari composti da oltre 10 persone vivono in locali di dimensioni inadeguate e devono sopravvivere con 900 euro al mese.
I tre giovani attivisti sono stati arrestati sulla base di una legge, in vigore da aprile, che proibisce ai media la trasmissione di qualunque contenuto che violi la legge islamica o inciti alla divisione minacciando la sicurezza interna, e che consente al governo saudita di chiudere o multare pubblicazioni che nuocciono alla stabilità del regno o che si configurino come insulti all'Islam. I video blogger arrestati si sono difesi affermando che lo stesso governo è a conoscenza della situazione di povertà documentata e risulta loro “difficile comprendere come un video sulla povertà in Arabia Saudita possa costituire una minaccia nazionale alla sicurezza del Paese e dei suoi cittadini”.
Alcuni esperti di questioni inerenti alla legalità saudita sostengono che il ritardo della scarcerazione dei tre giovani sia ascrivibile all’intento del governo di scoraggiare tutti i blogger e agli attivisti, affinché si ricordino dell'esistenza di una linea da non oltrepassare. Tuttavia, l’arresto sembra invece aver favorito l’intento degli attivisti; nei giorni immediatamente successivi al loro arresto, infatti, il video in questione ha registrato un vero e proprio boom: la versione in lingua originale è stata visionato da 600.000 persone.

venerdì 4 novembre 2011

Riad investe 18,3 miliardi USD per la costruzione di ospedali

L’Arabia Saudita, nel 2011, ha stabilito di destinare 18,3 miliardi di dollari alla realizzazione di 12 nuovi ospedali e al completamento di 120 progetti avviati all’inizio dell’anno.

Nel bilancio relativo all’anno in corso, Riad ha previsto di investire 18,3 miliardi di dollari per la realizzazione di 12 nuovi ospedali e il completamento di 120 progetti che erano già stati avviati all’inizio del 2011. Il progetto al quale è destinata la commessa più imponente nel settore delle costruzioni, riguarda la realizzazione di due complessi ospedalieri, “Security Forces Medical Cities”, il cui valore complessivo è di 25 miliardi di reali sauditi, 6,7 miliardi di dollari circa. Le due strutture, situate a Riad e a Gedda, sono state concepite sulla base dello stesso progetto architettonico e si estenderanno su un’area di 1,3 milioni di metri quadri, che comprenderà tre ospedali con annesse cliniche, istituti universitari, un centro di ricerca, unità residenziali e le relative infrastrutture.
Secondo fonti di stampa, le società favorite per l’aggiudicazione dei contratti sarebbero i gruppi locali ABV Rock Group, per la “medical city” di Riad, e Saudi Binladin, per la struttura di Gedda; mentre il committente dei lavori è il Ministero dell’Interno.
Relativamente a Gedda, il Ministero della Salute ha invitato a presentare le manifestazioni di interesse per il progetto di ampliamento del King Faisal Specialist and Research Centre, che prevede, tra l’altro, la realizzazione di un Centro oncologico di 25 mila metri quadri, 30 nuove sale operatorie, 150 unità di terapia intensiva, un reparto di neurologia, una clinica cardiologia, ambulatori e unità di pronto soccorso. Per quanto riguarda la capitale saudita, invece, nel mese di luglio erano state presentate le offerte per l’espansione della King Fahd Medical City.

martedì 27 settembre 2011

Re Abdullah concede il voto e la eleggibilità alle donne

Un passo in avanti è stato fatto, in Arabia Saudita, a favore delle donne: dal 2015 sarà loro concesso il diritto di voto e di eleggibilità alle elezioni municipali.

Il re Abdullah ha ufficializzato, infine, una piccola apertura nei confronti del gentil sesso: il sovrano ha annunciato davanti alla Shura che le donne potranno far parte del Consiglio esecutivo a partire dalla prossima sessione, che sarà nel 2015, e potranno candidarsi alle elezioni municipali che seguiranno quelle del prossimo 29 settembre. Inoltre, alle donne sarà concesso il diritto di voto. Tutto ciò accadrà tra quattro anni, alle prossime elezioni municipali. dove metà dei 285 seggi dei consigli municipali (l’altra metà è nominata dal governo) potranno essere eletti finalmente da entrambi i sessi.
Si tratta di un’apertura importante da parte di uno dei Paesi più conservatori al mondo, dove le donne sono però ancora fortemente discriminate. Secondo le leggi locali, infatti, le donne devono avere un tutore maschile e sono subordinate all’uomo in ogni aspetto familiare; a loro, inoltre, non è permesso circolare liberamente né tantomeno guidare. Con riferimento a questo ultimo aspetto, proprio alcuni mesi fa gruppi di donne saudite si misero al volante in segno di protesta al fine di ottenere il diritto di guidare liberamente, ma la risposta fu soltanto l’arresto di alcune manifestanti.
Il loro accesso in politica potrebbe essere il primo passo verso una futura, ma ancora lontana, parità dei diritti; la voce femminile, tra quattro anni, potrebbe portare nel Regno cambiamenti interni importanti e far emergere una realtà saudita nascosta che con il tempo regalerà nuovi scenari politici ed economici.

mercoledì 21 settembre 2011

Arabia Saudita, il bando del voto alle donne

Il bando del voto alle donne saudite per i consigli municipali in Arabia Saudita, sta provocando una campagna per il boicottaggio delle elezioni in programma il prossimo 29 settembre.

Un gruppo di circa 60 intellettuali intende boicottare le elezioni previste per il prossimo 29 settembre in Arabia Saudita. L’invito a non andare a votare ha trovato eco in alcuni blog, nazionali e internazionali, creati per contestare la decisione dello Shura Council, l’assemblea consultiva, che intende posticipare la partecipazione femminile al voto di quattro anni, quando si terranno le prossime elezioni, motivando tale decisione con l’attuale impossibilità di realizzare seggi separati per maschi e femmine: in Arabia Saudita vige il divieto di commistione dei sessi.
L’annuncio della campagna per il boicottaggio è arrivato lo scorso lunedì 19 settembre, in concomitanza con quello dell’avvio della campagna elettorale da parte della commissione elettorale. I potenziali votanti sono 1,2 milioni e sono chiamati a scegliere più di 5mila candidati alla metà dei seggi di 285 consigli municipali (l’altra metà viene nominata dal governo). Riyadh sembra non voler accogliere la richiesta di democrazia che ha scosso gran parte del mondo arabo quest’anno: i candidati alle elezioni, le seconde nella storia dell’Arabia Saudita dopo quelle del 2005, sono tutti uomini, in quanto le donne sono ancora oggi prive del diritto di voto attivo e passivo.

venerdì 16 settembre 2011

Il regno Saudita aumenta i sussidi

Con la primavera araba, che ha marginalmente toccato l’Arabia Saudita, il re Abdullah ha deciso di emanare un nuovo pacchetto di sussidi per evitare ulteriori rivolte.

L’Arabia Saudita investe molto in sovvenzioni per i cittadini: 20,2 sono i miliardi che vengono stanziati annualmente in sussidi per l’acqua e 13,3 per l’elettricità. La benzina nel Paese ha un costo irrisorio (18 centesimi di dollaro) e dal maggio scorso è entrata in vigore una tassa della solidarietà per garantire ai lavoratori privati un bonus extra di 13,3 miliardi. Con la primavera araba, inoltre, i sussidi sono aumentati ulteriormente; la reazione della famiglia reale alle turbolenze sociale nel mondo arabo è stata tale da far aumentare i consensi dei cittadini e il re Abdullah ha deciso di intervenire con un nuovo pacchetto di investimenti al fine di evitare il rischio di altri disordini. Sono 130 i miliardi di dollari che saranno spesi a favore di dipendenti pubblici, disoccupati, borse di studio, stipendi di soldati, fondi per scuole, cliniche e istituzioni religiose.
Per le aziende private, inoltre, sono in programma incentivi al ine di favorire l’occupazione nazionale: le imprese che hanno la maggioranza dei dipendenti stranieri hanno ha disposizione alcuni mesi per eseguire il turn over e favorire l’assunzione di manodopera autoctona, pena l’applicazione di sanzioni economiche.
Tuttavia, questi aiuti contrastano con la realtà del Regno; in primis, se da un alto aumentano i sussidi, dall’altro gli stipendi medi tendono a diminuire: dagli anni ‘80 ad oggi gli introiti per persona sono quasi dimezzati, fino ad arrivare a 8.550 dollari. Inoltre, l’occupazione conta molto sulla presenza straniera specializzata e con le nuove disposizioni c’è il rischio che vengano assunti disoccupati privi di esperienza e giovani senza competenze. Infine, è giusto ricordare che i membri della famiglia reale, anche se parenti alla lontana, usufruiscono di sussidi diretti e godono di innumerevoli benefici.

giovedì 8 settembre 2011

Crescono l’offerta e l’export petroliferi

Le esportazioni petrolifere saudite crescono ad un ritmo del 30%.

Il settore petrolifero sta conoscendo una lieve fase di ripresa, dopo che nel mese scorso le quotazioni sono aumentate, in parte anche a causa del clima sfavorevole negli Stati Uniti. In agosto, inoltre, nazioni quali Nigeria, Arabia Saudita e altri Paesi del Golfo avevano aumentato la produzione favorendo l’offerta sul mercato.
Il Regno Saudita, in particolare, aveva iniziato a produrre a livelli piuttosto elevati e ora assiste ad una forte crescita della domanda. Quest’anno l’Arabia Saudita ha già guadagnato 180 miliardi di euro con le esportazioni, una cifra pari a quella di tutto il 2010, con un incremento del 30% su base annuale. Quantitativamente le vendite di petrolio, invece, sono salite del 7%, con quasi 400.000 tonnellate di greggio. Tra gli acquirenti maggiori ci sono Giappone, Stati uniti e Cina.

giovedì 1 settembre 2011

+ 30% per le telecomunicazioni in Arabia

Il settore delle telecomunicazioni in Arabia Saudita crescerà del 30% entro il 2011; Alcatel si aggiudica un appalto nel Regno.

Il settore delle telecomunicazioni in Arabia Saudita è in continua espansione e registra una forte domanda, soprattutto per i servizi di banda larga. Il mercato saudita , infatti, è il più grande del Medio oriente e la sua crescita è stimata del 30% entro il 2011. Per questo molte aziende straniere stanno cercando di entrare nel Paese attraverso gli appalti offerti dai partner locali.
Recentemente l’azienda francese Alcatel Lucent è stata scelta dalla compagnia saudita Zain Saudi Arabia, il principale operatore di telefonia mobile del Regno, per la gestione della dorsale mobile su base IP/MPLS.

martedì 30 agosto 2011

L’interscambio con l’Italia cresce

Cresce l’interscambio commerciale tra Italia e Arabia Saudita, che nei primi tre mesi del 2011 vede un incremento del 109%.

L’interscambio commerciale tra Italia e Arabia Saudita è cresciuto molto nel primo trimestre 2011: da gennaio a marzo il valore è stato pari a 2.227 milioni di euro, con un incremento del 109% annuo rispetto allo stesso periodo nel 2010.
Le importazioni italiane dall’Arabia Saudita sono cresciute del 169%, attestandosi a 1.424 milioni di euro, mentre le esportazioni sono aumentate del 50%, arrivando a quota 804 milioni. Queste ultime hanno riguardato principalmente: macchinari, con una quota del 37,4%, seguiti da tubi e profilati (+ 584%), prodotti petroliferi raffinati (+360%), mobili (+69%) e abbigliamento (+22%).
Le esportazioni saudite verso l’Italia, invece, sono costituite per il 95% da petrolio greggio e prodotti della petrolchimica.
Il contributo delle esportazioni nell’interscambio commerciale ha fatto si che l’Arabia Saudita si posizionasse come secondo mercato per l’export nel mondo arabo, subito dopo gli emirati Arabi Uniti.

giovedì 25 agosto 2011

Aumenta l’inflazione a luglio

Il tasso d’inflazione dell’Arabia Saudita aumenta lievemente nel mese di luglio e il FMI sollecita una maggior attenzione.

Nonostante le rosee previsioni riguardanti l’economia saudita, nel periodo estivo sono emersi dei dati meno positivi.
Il tasso di inflazione nel mese di luglio è cresciuto del 4,9%, contro il 4,7% di giugno; il costo della vita, su base mensile, si è innalzato dell’1,2%. Le statistiche non sono comunque preoccupanti, dato che l’incremento è dovuto all’aumento dei consumi estivi e dai rialzi tipici del mese di Ramadan. Il Fondo Monetario internazionale, però, suggerisce al Paese arabo un maggior controllo su tale fenomeno inflattivo, dato che la banca d’affari egiziana, Beltonce Financial, ha previsto una ulteriore crescita anche nei prossimi mesi, pur senza contraccolpi sui prezzi dei servizi.
Il Fmi, inoltre, segnala altri dati in lieve calo: il PIL del 2011 è sceso al 9,3%, contro il 12,8% di aprile, mentre si stima che il surplus di conto corrente 2011 di esportatore di petrolio sarà del 20,1% del PIL, contro il precedente 19,8%.

mercoledì 24 agosto 2011

Grandi opere in Arabia Saudita

L’Arabia Saudita ha in cantiere la realizzazione di quello che sarà il grattacielo più alto del mondo.
 
L’Arabia Saudita investe continuamente in grandi opere e infrastrutture che mirano a consolidare l’immagine di solida economia agli occhi del mondo. A breve, infatti, partiranno i lavori per il grattacielo più alto del mondo: 50 piani e mille metri di altezza tutti in cemento, vetro e acciaio, che ospiteranno un hotel, appartamenti e uffici. L’opera è finanziata dal principe saudita Al-Waleed bin Talal e verrà realizzata in circa 5 anni. La società del nipote di re Abdullah, la Saudi Arabia Kingdom Holding, ha firmato un accordo da 1,23 miliardi con il gruppo di costruzioni Bin Laden, leader del settore in Medio Oriente. A disegnare l’edificio sarà, però, lo studio statunitense Adrian Smith e Gordon Gill. Il grattacielo è, quindi, destinato a soffiare il record mondiale di altezza del Burj Khalifa, alto 828 metri.
Altra grande opera riguarda, invece, l’ampliamento della Grande Moschea di la Mecca, un intervento da 10,6 miliardi di dollari che permetterà di ospitare, in uno spazio di 400 mila mq, circa 2 milioni di pellegrini. Le infrastrutture della città, tra l’altro, sono in continuo rinnovamento: nel novembre scorso è stata inaugurata la nuova linea metropolitana, mentre si stanno ancora valutando i partner stranieri per la realizzazione della linea ad alta velocità tra La Mecca e Medina; in lizza ci sono i francesi di Sncf e Alstom e gli spagnoli di Renfe.

lunedì 25 luglio 2011

In crescita il mercato halal

Si muove dalla Puglia l’Halal Italy, la filiale italiana della HIA, l’Halal International Autorità, l’organismo che si occupa di certificazione, accreditamento, garanzia del mercato halal. Recentemente è stato siglato un accordo al fine di incrementare le esportazioni italiane.

Con il termine Halal, che in arabo significa “lecito”, si fa riferimento a tutto ciò che è permesso mangiare secondo i dettami del Corano. Il mercato halal, che rappresenta un giro d’affari di 9 miliardi di dollari l’anno in tutta Europa e 5 miliardi di dollari solo in Italia, è un business che sta registrando una crescita significativa.
Si muove dalla Puglia l’Halal Italy, la filiale italiana della HIA, l’Halal International Autorità, l’organismo che si occupa di certificazione, accreditamento, garanzia del mercato hatal.
Recentemente è stato siglato un accordo al fine di incrementare le esportazioni verso l’Oriente delle aziende italiane che conseguiranno la certificazione.

venerdì 22 luglio 2011

Missione imprenditoriale in Arabia Saudita

Dal 27 al 30 novembre 2011 si terrà la missione imprenditoriale in Arabia Saudita organizzata da Promos in collaborazione con l’Azienda Speciale Imprese e Territorio della Camera di Commercio di Udine e il patrocinio di Unioncamere.

La missione multisettoriale organizzata per il prossimo novembre a Riyadh con l’obiettivo di avvicinare Arabia Saudita e Italia avrà per oggetto la ricerca di nuovi canali commerciali. L’Arabia Saudita costituisce per l’Italia un importante mercato di sbocco per i prodotti Made in Italy ed a elevato contenuto tecnologico. Per le aziende italiane la missione rappresenta un’ottima opportunità per entrare in contatto con la controparte saudita attraverso incontri organizzati e valutati sulla base del profilo aziendale al fine di comprendere se l’offerta commerciale e/o industriale possa interessare le aziende saudite. Gli incontri B2B avranno luogo a Riyadh oppure per le aziende che ne faranno richiesta, a Jeddah o Dammam.

giovedì 21 luglio 2011

In progetto un ponte tra Arabia Saudita e Egitto

Sembra in fase di approvazione il progetto di costruzione di un ponte negli stretti di Tiran che unirebbe l’Arabia Saudita e l’Egitto.

Da anni è in cantiere un progetto per la costruzione di un ponte che unirebbe l’Arabia saudita e l’Egitto attraverso gli stretti di Tiran. Il collegamento sarebbe lungo 30 chilometri e unirebbe i due Paesi nelle località di Ras Hamid, nell’ Arabia nordoccidentale, e Ras Nasrani, in Egitto.
Proprio nei giorni scorsi è trapelata la notizia secondo cui il governo egiziano avrebbe dato l’approvazione per la realizzazione dell’infrastruttura; tuttavia, la mossa potrebbe essere, così come sostiene il periodico statunitense Fast Company, un tentativo di rafforzare il debole esecutivo egiziano che si è insediato nel post-Mubarak in seguito alle ribellioni dei mesi precedenti.
Se, comunque, il ponte dovesse venire effettivamente realizzato, si tratterebbe di un’opera destinata a mutare l’assetto geo-politico di molti Paesi dell’area. Innanzitutto, le nazioni arabe avrebbero un collegamento diretto tra loro senza passare via Israele, che oggi limita fortemente il traffico tra Paesi arabi sul suo suolo.
Ad avvantaggiarne, però, sarebbe soprattutto l’Arabia Saudita: il Paese potrebbe finalmente vendere il petrolio all’Africa via terra, diminuendo il traffico sul Mar Rosso e non dovendo più sfruttare solo il porto marittimo della Giordania, attualmente l’unico sbocco per le esportazioni saudite. Inoltre, l’Arabia rafforzerebbe la propria influenza politica sull’Egitto in una fase così debole per il Paese nordafricano.

mercoledì 20 luglio 2011

Consorzio spagnolo in lizza per l’appalto della Tav saudita

Un consorzio di compagnie saudite e spagnole sembra aver vinto l’appalto di circa 10 milioni di dollari per la realizzazione della linea ferroviaria che collegherà le città principali del regno, tra cui la Mecca.

Secondo voci non confermate, un consorzio formato da compagnie saudite e spagnole avrebbe vinto l’appalto di circa dieci milioni di dollari per la realizzazione di una linea ferroviaria ad alta velocità.
La nuova linea, lunga circa 450 chilometri, collegherà alcune città chiave del regno saudita, tra cui Medina, Jeddah, Riyadh e la Mecca.
Il progetto riveste un ruolo importante soprattutto perché permetterà un maggior collegamento con la Mecca, meta di pellegrinaggio che attira ogni anno due milioni e mezzo di musulmani provenienti da tutto il mondo.
Secondo le previsioni, la nuova ferrovia trasporterà oltre tre milioni di persone all’anno e smaltirà in parte il traffico che congestiona attualmente le strade del regno.
La decisione non è stata ancora formalizzata dalle istituzioni, ma appare probabile la scelta della collaborazione con la Spagna, visto che questa si presenta come leader nella realizzazione di collegamenti ferroviari ad alta velocità.
Il concorrente più valido in questo appalto è un consorzio francese che coinvolge anche la compagnia Alstom.

martedì 19 luglio 2011

Saudi Build 2011 in arrivo ad ottobre

A ottobre si svolgerà l’edizione 2011 di Saudi Build, la fiera dedicata alle imprese di costruzione. A Riyadh sono attesi migliaia di visitatori.

Dal 16 al 19 ottobre 2011, avrà luogo a Riyadh la ventitreesima edizione di Saudi Build, la fiera dedicata al settore delle costruzioni.
Migliaia di visitatori sono attesi e centinaia saranno gli espositori.
La fiera mira ad attrarre numerosi addetti del comparto, tra dirigenti di alto profilo, sia locali che internazionali, nonché diplomatici ed esponenti del Governo saudita.
Le imprese partecipanti provengono da Europa, Africa, Medio Oriente e Asia, e offriranno una panoramica sugli ultimi prodotti, servizi e tecnologie del settore delle costruzioni.
L’evento assume ancora più importanza alla luce del fatto che numerose compagnie straniere stanno valutando strategie di espansione dei propri affari nel regno saudita, in un periodo in cui altri mercati perdono competitività.
Inoltre, parallelamente al Saudi Build, si svolgerà la quattordicesima edizione del Saudi Stone-Tech.

lunedì 18 luglio 2011

In pericolo i posti di lavoro degli espatriati

Con l’introduzione del piano Nitaqat, sono a rischio i posti di lavoro degli espatriati: in caso di mancato rinnovo del visto, viene congelato il loro conto in banca.

Con l’introduzione del piano Nitaqat, che prevede la destinazione di numerosi posti di lavoro ai cittadini sauditi, sono a rischio gli impieghi dei lavoratori espatriati in Arabia Saudita.
Malcontenti e incertezze serpeggiano tra i migliaia di espatriati in attesa del visto lavorativo, il cui mancato rinnovo comporterebbe il congelamento del loro conto in banca.
Ciò che temono maggiormente i lavoratori stranieri è appunto l’attuazione del piano Nitaqat per la “saudizzazione” delle imprese del regno: infatti, dovendo destinare delle quote fisse di impieghi a lavoratori sauditi, le aziende dovranno assumere meno stranieri, nonostante questi siano spesso più qualificati.
Una volta respinto il rinnovo, il lavoratore straniero dovrà cercare un altro impiego per restare sul suolo saudita; certo il congelamento del conto bancario e il piano Nitaqat non aiutano nella ricerca di un nuovo lavoro, perciò molti si dimostrano disposti anche a comprare illegalmente il visto pur di rimanere in Arabia Saudita.
Il tasso di disoccupazione tra i nativi sauditi è cresciuto a causa di un sistema scolastico obsoleto, incentrato sull’insegnamento della religione e della lingua araba, che ha generato laureati poco preparati, che trovano difficoltà a farsi assumere in aziende private.
Le compagnie, infatti, preferiscono impiegare lavoratori asiatici, abituati a turni lunghi e salari bassi, e specialisti stranieri ben pagati.

venerdì 15 luglio 2011

Cittadine saudite bandite dai lavori di fatica

Il Ministero del Lavoro ha bandito le donne saudite da più di venti lavori nell’industria, nell’edilizia e di manutenzione, al fine di proteggerle e rispettare i loro diritti.

Dopo alcuni passi in avanti, sembra regredire nuovamente la condizione della donna in Arabia Saudita: Adel Fakeih, ministro del Lavoro, ha stilato una lista di oltre venti impieghi proibiti alle cittadine saudite.
Si tratta principalmente di lavori fisici nei settori dell’edilizia, dell’industria e della manutenzione, tra cui figurano la riparazione e la pulizia di macchinari, la produzione di carbone e la raffineria di metalli.
A sostegno del proprio provvedimento, il ministro Fakeih ha dichiarato che “queste decisioni non intendono cambiare i nostri costumi e le nostre tradizioni. Le donne saudite hanno diritto di lavorare. Stiamo solo approntando delle normative che le proteggeranno e che assicureranno i loro diritti”.
Inoltre Fakeih ha spiegato che le nuove restrizioni non saranno applicate alle donne straniere e che non proibiranno alle cittadine saudite di possedere imprese nei settori in cui non possono lavorare come impiegate.
Il divieto ai lavori pesanti si aggiunge a quello applicato all’insegnamento; a detta delle associazioni femministe, tutte queste restrizioni non gioveranno di certo ad un’economia che cerca di svilupparsi come quella saudita, che in questo modo perde un notevole potenziale lavorativo.

giovedì 14 luglio 2011

Programma Nitaqat: incentivi alle imprese e nuovi posti di lavoro

Il programma Nitaqat, lanciato il mese scorso dal Ministero del Lavoro, grazie agli incentivi e ai benefici accordati agli imprenditori, darà una spinta al mondo del lavoro saudita.

Accolto da reazioni contrastanti, il programma Nitaqat, lanciato dal Ministero del Lavoro, potrebbe giovare agli affari sauditi, abbassando il tasso di disoccupazione e stimolando i giovani a creare nuovi impieghi, almeno secondo quanto affermato dall’economista della National Commercial Bank, Said Al-Shaikh, durante la presentazione del rapporto Business Optimism Index sulla situazione dell’Arabia Saudita nel terzo trimestre del 2011.
Lo studio indica un certo rallentamento del ritmo di crescita, in un clima di debolezza degli affari globali; inoltre analizza l’andamento dei vari settori strategici del regno saudita, come ad esempio quello degli idrocarburi.
L’Arabia Saudita sta compiendo numerosi sforzi per diversificare la propria economia, investendo in settori diversi da quello petrolifero, in modo da potenziare lo sviluppo industriale del regno.
Il programma Nitaqat fa parte di questo piano, che sta permettendo alla maggior parte delle imprese di espandere i propri affari.

mercoledì 13 luglio 2011

Arabia Saudita regina dell’industria chimica

Tra i paesi dell’area GCC, il contributo dell’Arabia Saudita all’industria chimica è stato il più ingente del 2010.

Con oltre il 70% dei 73,2 miliardi di dollari di investimenti totali, nel 2010 l’Arabia Saudita è stata la nazione che ha dato il maggiore contributo all’industria chimica, tra i paesi dell’area del Golfo.
Le ultime statistiche, diffuse dalla Gulf Organization for Industrial Consulting, rivelano che, nel 2005, il regno saudita era già il maggiore esportatore della regione, con una quota di 10,8 miliardi di dollari di esportazioni di prodotti chimici.
L’indagine mostra inoltre che le esportazioni sono arrivate a 16, 2 miliardi di dollari nel 2008, ma che a causa della crisi globale, successivamente sono scese a 13, 7 miliardi.
Negli ultimi anni sono aumentate anche le importazioni, passando dai 5 miliardi del 2005 agli 8,5 miliardi del 2009.
Questo trend di crescita del settore chimico coinvolge anche gli altri paesi dell’area GCC, i quali però non raggiungono i livelli dell’Arabia Saudita, che mantiene il primato dell’industria chimica.

martedì 12 luglio 2011

Settore immobiliare in forte espansione

La crescita del settore immobiliare saudita è la più veloce tra le regioni del Medio Oriente. Tuttavia, nonostante i ritmi accelerati, appare ancora ampio il divario tra la domanda e l’offerta di soluzioni abitative.

Nonostante l’incerta ripresa economica globale, l’Arabia Saudita mantiene il primato di meta preferita degli investitori del settore immobiliare, settore appunto che sta crescendo a ritmi vertiginosi per poter colmare il divario esistente tra domanda e offerta di abitazioni.
Le cause di questa crescita sono rintracciabili nella ripresa del prezzo del petrolio, nelle manovre finanziarie del governo saudita e nella graduale distensione dei prestiti bancari.
Sebbene siano numerose le abitazioni in costruzione, il mercato soffre ancora per il grande divario tra domanda e offerta, causato dalla rapida espansione della popolazione, formata sia da locali che da espatriati, insieme alla celere diminuzione della dimensione dei nuclei familiari; inoltre la maggior parte dei cittadini sauditi non possiede un’abitazione, ma vive in affitto. Per colmare questo gap, si dovranno costruire oltre un milione di case entro il 2014.
Inoltre, la richiesta di abitazioni dovrebbe aumentare ulteriormente se fosse definitivamente varata la legge sui mutui, che permetterebbe di ottenere più facilmente i finanziamenti.
La nuova regolamentazione dei mutui darebbe un assetto diverso al mercato immobiliare, promuovendo l’acquisto da parte di giovani compratori, i quali attualmente trovano difficoltà nell’ottenere finanziamenti di questo genere.
Parallelamente al settore immobiliare, si sta sviluppando anche il comparto dei mobili, la cui domanda crescerà e si diversificherà notevolmente nei prossimi anni.

lunedì 11 luglio 2011

Mercato Halal: siglato accordo per l’export italiano verso l’Oriente

Con un giro d’affari  di cinque miliardi di dollari, in Italia il cosiddetto mercato Halal si sta sviluppando a ritmi vertiginosi. Ultima mossa la firma di un protocollo di intesa per l’esportazione italiana verso l’Oriente.

Halal Italy, la filiale italiana della Halal International Autority, ha appena firmato un protocollo di intesa, il cui obiettivo è incrementare le esportazioni delle imprese italiane verso l'Oriente.
L’accordo prevede anche l’istituzione dell’Halal Italy club, una piattaforma informale di comunicazione alla quale aderiscono consulenti, aziende, buyer e centri di ricerca, interessati a promuovere nel mondo le imprese italiane, di qualunque settore merceologico, certificate "halal Italy". Queste azioni mirano a potenziare lo sviluppo delle aziende italiane che conseguiranno la certificazione.
Con sede in Arabia Saudita, la Halal International Autority si occupa della certificazione, dell'accreditamento, della garanzia e della tutela dei prodotti halal.
In Occidente, il termine halal indica quei cibi preparati secondo la legge islamica e il commercio di questi prodotti attualmente ha un valore di consumo pari a tre miliardi, con una crescita che si attesta intorno al 20% l’anno: con l’aumento dell’emigrazione di popolazioni di religione musulmana, il mercato halal sta prendendo sempre più piede in Europa e in Italia, infatti il suo giro d’affari europeo tocca i nove miliardi di dollari.

giovedì 7 luglio 2011

Gli scambi commerciali tra Italia e GCC

Tra i Paesi GCC l’Arabia Saudita è il primo paese da cui l’Italia acquista: le importazioni si riferiscono prevalentemente a prodotti petroliferi e chimici.
Relativamente invece alle esportazioni dell’Italia nei Paesi GCC l’Arabia Saudita rappresenta un mercato legato principalmente al settore industriale, dell’edilizia e delle costruzioni.

Tra i Paesi GCC l’Arabia Saudita è il primo paese da cui l’Italia acquista: le importazioni si riferiscono prevalentemente a prodotti petroliferi e chimici. Secondo alcune elaborazioni della Camera di Commercio su dati Istat, nel primo semestre dell’anno precedente l’Italia avrebbe importato dal Paese saudita prodotti pari a un valore di 1.189,2 milioni di euro. Relativamente invece alle esportazioni dell’Italia nei Paesi GCC l’Arabia Saudita si colloca al secondo posto rappresentando un mercato legato principalmente al settore industriale, dell’edilizia e delle costruzioni. È preceduta dagli EAU, in cui prevale il business dei beni di consumo, in particolare gioielleria, bigiotteria, pietre preziose lavorate, articoli di abbigliamento, mobili e calzature.

mercoledì 6 luglio 2011

Cenni storici: le relazioni italo-saudite

A seguito del boom economico che caratterizzò l’Italia tra il 1950 e il 1963, sorse la necessità di rivolgersi a nuovi mercati. Essendo l’Arabia Saudita riconosciuta come il secondo produttore di petrolio del Medio Oriente, l’Italia intraprese inizialmente una politica energetica, la quale successivamente portò l’instaurarsi di rapporti commerciali e culturali.

A seguito del boom economico che caratterizzò l’Italia tra il 1950 e il 1963, sorse la necessità di rivolgersi a nuovi mercati. Essendo l’Arabia Saudita riconosciuta come il secondo produttore di petrolio del Medio Oriente, fu avviata una politica energetica con l’Eni, di cui Enrico Mattei era presidente. Successivamente venne concluso un importante progetto per la collaborazione nelle ricerche petrolifere, rafforzando maggiormente l’avvicinamento tra i due Paesi. A partire dagli anni ’70 vennero conclusi diversi accordi anche in materia culturale: nel 1973 fu approvato il progetto del Centro Islamico di Roma, al quale il re Faysal contribuì con una somma di sette milioni di dollari. Per quanto riguarda le relazioni economiche, di particolare rilievo è stata l’istituzione a Ryadh dell’Associazione delle aziende italiane in Arabia Saudita (1993) e la proposta di 140 nuove joint ventures, presentata in italiana nel 1996 da una delegazione saudita presieduta dal Presidente delle Camere di Industria e Commercio saudite, Hammad al-Zamil.

martedì 5 luglio 2011

Arabia Saudita, relazioni interpersonali e prodotti di nicchia per un business di successo

Per avere successo nel mercato saudita è rilevante considerare principalmente due aspetti. Il primo riguarda lo sviluppo delle relazioni e dei rapporti interpersonali, il secondo fa riferimento, invece, alla natura del prodotto da esportare.

Per avere successo nel mercato saudita è rilevante considerare principalmente due aspetti. Il primo riguarda lo sviluppo delle relazioni e dei rapporti interpersonali che, per la cultura e la mentalità araba, sono indispensabili per fare business. Il consolidarsi di una reciproca fiducia, infatti, pone le basi per un rapporto duraturo che faciliterà il mantenimento dei rapporti commerciali.
Il secondo aspetto riguarda, invece, la natura del prodotto da esportare: se questo appartiene alla tipologia di beni di consumo non particolarmente costosi, i Paesi dell’area medio orientale, essendo non molto grandi e piuttosto statici, generalmente non costituiscono un mercato attrattivo. L’azienda italiana si troverebbe a fronteggiare un’agguerritissima concorrenza sia locale che internazionale di prodotti a prezzi bassissimi. Al contrario, se si tratta di prodotti di nicchia, l’Arabia Saudita è tra i mercati più promettenti.

martedì 28 giugno 2011

In Arabia Saudita cresce il costo della vita

In Arabia Saudita, secondo dati ufficiali, l’inflazione sta registrando un significativo aumento. È stato registrato un aumento non soltanto in affitti, carburante, acqua, settore dell’abbigliamento e delle calzature, ma anche nel settore dei trasporti e delle telecomunicazioni.

In Arabia Saudita, secondo dati ufficiali, l’inflazione sta registrando un significativo aumento. Il costo della vita dello scorso mese di maggio è cresciuto del 4,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente soprattutto a causa dell’innalzamento dei prezzi in alcuni settori.
È stato registrato un aumento non soltanto in affitti, carburante, acqua, settore dell’abbigliamento e delle calzature, ma anche nel settore dei trasporti e delle telecomunicazioni.
Secondo le statistiche, i settori che pare abbiano registrato, invece, una riduzione dei prezzi, sembrano essere l’alimentare e quello delle bevande.

martedì 21 giugno 2011

Arabia Sadita, dal 2015 voteranno anche le donne

Il timore della primavera araba ha avuto, probabilmente, qualche influenza anche in Arabia Saudita: ne è testimonianza la decisione del Consiglio di shura di Riad, il quale ha approvato il progetto di legge relativo al diritto di voto per le donne.

Il timore della primavera araba ha avuto, probabilmente, qualche influenza anche in Arabia Saudita: ne è testimonianza la decisione del Consiglio di shura di Riad (che detiene poteri consultivi), il quale ha approvato il progetto di legge relativo al diritto di voto per le donne. Considerando il fatto che in Arabia Saudita il suffragio universale maschile è stato introdotto soltanto sei anni fa, ovvero nel 2005, la nuova legge rappresenta un passo avanti particolarmente significativo.
Con la firma del re Abdullah, la legge entrerà in vigore nelle elezioni municipali previste per il 2015, ma non per quelle che si terranno nel prossimo settembre.
Attualmente in Arabia Saudita, quale monarchia assoluta, le donne non hanno diritto di voto, ma nemmeno gli uomini ne hanno piena titolarità.

giovedì 16 giugno 2011

Il CCG, discusse possibili nuove annessioni

Recentemente si è discusso sulla possibile entrata nel Consiglio di Cooperazione del Golfo di due nuovi Paesi, ovvero Marocco e Giordania. L’integrazione richiederebbe però un procedimento alquanto complesso, basato innanzitutto sull’armonizzazione delle regolamentazioni in materie legislative, finanziarie, commerciali e amministrative.

Recentemente si è discusso sulla possibile entrata nel Consiglio di Cooperazione del Golfo di due nuovi Paesi, ovvero Marocco e Giordania.
La volontà da parte del CCG di annettere nuovi membri al gruppo potrebbe essere interpretata come la necessità di contrastare la crescente influenza dell’Iran e, come afferma Mustafa Alani, direttore del dipartimento per la sicurezza del Gulf Research Center a Dubai, per ottenere maggiore “profondità politica e strategica”.
Affermare che Giordania e Marocco diventeranno parte del CCG nel prossimo futuro pare essere alquanto complicato, anche a causa delle notevoli differenze economiche, tra le quali il registrarsi di un Pil interno lordo pro-capite decisamente inferiore a quello dei Paesi del Golfo. Tuttavia, è più probabile che verranno rafforzati gli investimenti bilaterali.
L’integrazione richiederebbe un procedimento complesso, basato innanzitutto sull’armonizzazione delle regolamentazioni in materie legislative, finanziarie, commerciali e amministrative.

mercoledì 15 giugno 2011

Arabia Saudita: approvate nuove misure per l’impiego di manodopera straniera

Sono state approvate recentemente dal governo saudita nuove misure volte a ridurre l’impiego della manodopera straniera, che attualmente rappresenta il 70% della popolazione attiva.

Sono state approvate recentemente dal governo saudita nuove misure volte a ridurre l’impiego della manodopera straniera, che attualmente rappresenta il 70% della popolazione attiva. Le disposizioni, che entreranno in vigore nel mese di settembre dell’anno in corso, vanno a determinare in quali contesti sarà possibile prorogare il permesso di lavoro dei dipendenti stranieri.
Le imprese appartenenti alla categoria verde, ovvero quelle che rispettano la quota minima di occupazione di personale saudita, non avranno problemi nella richiesta di proroga dei permessi di lavoro; alle aziende che appartengono alla categoria gialla, che mostrano un impegno verso l’impiego di una maggiore occupazione saudita, sarà concesso un periodo di massimo sei anni di occupazione (non prorogabile). Le società che rientrano invece nella categoria rossa, le quali non mostrano alcuno sforzo per il raggiungimento della quota minima, non potranno prolungare i permessi anche se non sono raggiunti i sei anni d’impiego.

martedì 14 giugno 2011

Jeddah, Corporate Social Responsability Forum

La questione della responsabilità sociale all’interno delle imprese fa parte di un più ampio piano a livello nazionale volto a garantire lo sviluppo sociale e l’equità. Se ne è parlato durante il Corporate Social Responsability Forum, svoltosi recentemente a Jeddah.

La scorsa settima si è svolto a Jeddah il Forum sulla responsabilità sociale, con il patrocinio di Khaled al-Faisal, governatore della provincia di Mecca, ed organizzato dalla Camera di Commercio dell’Industria di Jeddah.
Faysal al-Aquil, direttore della Construction Products Holdin Company, la quale si occupa di Business development ed affari amministrativi, ha affermato che negli ultimi cinque anni l’indice di responsabilità sociale è cresciuto in maniera significativa.
La questione della responsabilità sociale all’interno delle imprese fa parte di un più ampio piano a livello nazionale volto a garantire lo sviluppo sociale e l’equità. Una delle iniziative discusse per raggiungere tale obiettivo ha riguardato la promozione di servizi di istruzione e di volontariato. All’interno del Forum è stata ritagliata una sessione con oggetto “Giovani: Partner strategico di sviluppo”, nella quale si è affrontata la questione di come coinvolgere i giovani e le donne nei programmi di sviluppo sociale.

martedì 7 giugno 2011

Forum ‘Strategia di sviluppo e opportunità di investimento in Arabia Saudita’

Il baricentro dell’economia mondiale si sta spostando, dobbiamo essere pronti a cogliere ogni opportunità”, ha affermato il Presidente di Confindustria Padova, Massimo Pavin, in occasione del Forum ‘Strategia di sviluppo e opportunità di investimento in Arabia Saudita’.

Lo scorso 30 maggio si è svolto il Forum ‘Strategia di sviluppo e opportunità di investimento in Arabia Saudita’ promosso da Confindustria Padova e Confindustria Veneto. Il mercato saudita rappresenta un mercato dinamico per il Made in Italy, grazie anche al piano promosso dal governo per l’innovazione e la ristrutturazione di infrastrutture, università, ospedali, telecomunicazioni, che ha aperto la strada agli investimenti esteri.
Ospite dell’evento è stato Amr Abdullah Al-Dabbagh, il Governatore e Presidente della Saudi Arabian General Investment Authority (SAGIA), ovvero l’Autorità saudita per gli investimenti.
A questo riguardo, il presidente di Confindustria Padova, Massimo Pavin, ha affermato: “E’ una visita che ci onora e testimonia il nostro impegno a sostenere su più fronti l’internazionalizzazione delle imprese. Il baricentro dell’economia mondiale si sta spostando, dobbiamo essere pronti a cogliere ogni opportunità.” Aggiunge, inoltre, che in Arabia Saudita sono diversi i settori che stanno registrano una significativa crescita, quali meccanica, materie plastiche, trasporto, energia, infrastrutture.

lunedì 6 giugno 2011

Ryadh punta sull’energia nucleare, previste 16 centrali entro il 2030

A causa dell’esaurimento delle scorte petrolifere che si prospetta in “un futuro non molto lontano”, i paesi della penisola arabica stanno da tempo prendendo in considerazione la possibilità della diversificazione energetica.

L'Arabia Saudita ha di recente reso pubblico un progetto che prevede la costruzione di 16 reattori nucleari civili entro il 2030 e un investimento complessivo di 300 miliardi di rial, che corrispondono a circa 80 miliardi di dollari. Sebbene il programma saudita di diversificazione energetica preveda anche un massiccio investimento sulle fonti rinnovabili, il ricorso all'atomo risulta predominante.
Come annunciato la scorsa settimana da Abdul Ghani Malibari - coordinatore presso l'Agenzia nucleare saudita – in occasione del Forum per l'Ambiente del Golfo tenuto a Gedda,  Ryadh avrebbe lanciato una gara internazionale per la realizzazione dei nuovi reattori: "Dopo 10 anni avremo i primi due reattori […]. Dopo di che, ogni anno ne entreranno in funzione altri due, fino ad arrivare a 16 entro il 2030". Inoltre, Malibari ha precisato che tali reattori andrebbero a coprire circa il 20% del fabbisogno di energia elettrica del Paese.
Il fine del programma è generare energia elettrica per poter soddisfare il sempre maggiore fabbisogno interno e per alimentare gli impianti di dissalazione dell'acqua di mare: Ryadh ospita un quarto degli oltre 7.500 impianti nel mondo e produce, giornalmente, quasi 3 miliardi di litri d'acqua potabile.
Per l'Arabia Saudita l'approvvigionamento idrico è prioritario: negli ultimi anni il fabbisogno idrico in Medio Oriente è aumentato notevolmente ed è necessario l’impiego di un considerevole quantitativo di energia per la dissalazione dell’acqua, un processo che, comportando costi elevati, contribuisce a spingere l'Arabia Saudita nella direzione una fonte energetica continua e a bassi consumi.

mercoledì 1 giugno 2011

Sace assicura investimenti in Arabia Saudita

Nella classifica di operazioni assicurate dal Gruppo Sace, lo Stato arabo si posiziona al terzo posto con 1,6 miliardi di euro, dietro solo a Russia e Turchia.

Nella classifica di operazioni assicurate dal Gruppo Sace, lo Stato arabo si posiziona al terzo posto con 1,6 miliardi di euro, a seguito della Russia con 4,5 miliardi e alla Turchia con 1,7 miliardi. Una situazione molto positiva se si considera che nei primi mesi del 2011 le operazioni assicurate dal Gruppo sono risultate in calo del 2,4% rispetto agli ultimi mesi del 2010.
Le garanzie finanziarie approvate riguardano non soltanto operazioni nel settore petrolchimico ma anche progetti sul fronte delle infrastrutture e di altri settori non-oil.
Come afferma Sace, il contesto di crescita dell’Arabia Saudita dipenderà in gran misura dal rilancio del processo di diversificazione economica promosso negli ultimi anni dal Governo.

venerdì 27 maggio 2011

L’Atm entra nel mercato saudita

“L’espansione di Atm a livello internazionale aiuta a creare le premesse anche per una maggiore presenza interna”.

L’Atm, società dei trasporti pubblici milanesi, si è aggiudicata una commessa da 35 milioni di euro per la gestione di una metrò automatica che opererà nella città di Riad dal prossimo settembre. Si tratta di un servizio driveless, ovvero senza conducente, che coprirà l’area dedicata all’università femminile “Princess Nora”.
Secondo Elio Catania, presidente e amministratore delegato di Atm Milano, essere presenti sul mercato estero significa non soltanto poter crescere sul mercato locale ma diventare anche più competitivi. Egli, infatti, ha affermato: “L’espansione di Atm a livello internazionale aiuta a creare le premesse anche per una maggiore presenza interna”.

martedì 24 maggio 2011

GCC, unione doganale

Entro il 2015 sarà operativo il nuovo sistema relativo all’unione doganale tra i paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo.

Durante l’incontro svoltosi recentemente tra i Ministri delle Finanze del GCC e il Vicepresidente di Dubai e Ministro delle Finanze degli EAU, Shaikh Hamdan bin Rashid, è stata discussa la proposta degli EAU di creare un mercato comune all’interno dei paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo, ovvero Arabia Saudita, Emirati Arabi, Oman, Qatar, Bahrain e Kuwait.
L’intenzione è quella di risolvere la questione nel corso dei prossimi anni, in modo tale da rendere operativo il nuovo sistema entro il 2015.

venerdì 20 maggio 2011

La registrazione di marchi e brevetti in Arabia Saudita

Sul mercato saudita vi è un’affluenza sempre maggiore di prodotti contraffatti importati in particolare dall’Asia e dalla Cina. È perciò indispensabile registrare il proprio marchio presso il Dipartimento del Commercio Interno del Ministero del Commercio. Invece, per quanto riguarda la registrazione di brevetti, l’organismo competente è il KACST.

L’organismo competente in materia di brevetti è il KACST (King Abdulaziz City for Science and Technology) ma per la registrazione è necessario fare affidamento ad un agente locale. Se invece si necessita di una registrazione anche negli altri Paesi dell’area ci si deve rivolgere all’Ufficio Brevetti del Consiglio di Cooperazione del Golfo.
Per quanto riguarda i marchi, nonostante in Arabia Saudita sia presente una legge di riconoscimento e tutela, il problema della contraffazione è alquanto diffuso: sul mercato vi è un’affluenza sempre maggiore di prodotti contraffatti importati in particolare dall’Asia e dalla Cina. È perciò indispensabile registrare il proprio marchio presso il Dipartimento del Commercio Interno del Ministero del Commercio per ottenerne una protezione valida per 10 anni (rinnovabili). Il concetto di marchio, le procedure di registrazione, pubblicità, rinnovo, cancellazione, trasferimento sono regolate dal Decreto Reale M5 del 7.1.1984, il quale descrive anche le sanzioni previste per chi utilizzasse un trade mark protetto.

giovedì 19 maggio 2011

Paesi del Golfo, aumenta la domanda di prodotti di lusso

Il mercato del lusso è in forte espansione: secondo i dati elaborati dalla Fondazione Altagamma, nel 2010 i marchi di lusso hanno raggiunto una cifra d’affari di 4,1 miliardi di euro.

Il 50% degli abitanti dei Paesi del Golfo ha meno di 30 anni e il potere d’acquisto di una fascia importante della popolazione sta aumentando: tutto questo rende l’area un ambiente favorevole per la vendita dei prodotti di lusso” ha spiegato Patrick Chalhoub, ad del gruppo Chalhoub, specializzato nella vendita e distribuzione nei Paesi del Golfo. Secondo i dati elaborati da Armando Brachini, segretario generale della Fondazione Altagamma, nel 2010 i marchi di lusso hanno raggiunto una cifra d’affari di 4,1 miliardi di euro e si prevede una crescita del 7% durante l’anno in corso. In generale il Medio Oriente rappresenta il 2% del mercato globale del lusso. Le aree commerciali sono quasi triplicate, passando da 5,3 milioni di metri quadrati nel 2005 a 13,2 milioni nel 2010.
L’amministratore delegato di Tod’s, presente sul mercato da più di dieci anni ha affermato: “Ai consumatori bisogna far capire cos’è il nostro Italian style legato a tradizioni ed eleganza senza tempo.” Aggiunge, inoltre, che è importante investire in attività di marketing per consolidare la brand awareness. La crescita che si sta registrando non riguarda soltanto gli acquisti tradizionali ma anche quelli online, soprattutto in Arabia Saudita.
Il Medio Oriente è un mercato sempre più appetibile per le grandi griffe Made in Italy: per essere competitivi bisogna offrire prodotti e servizi di grande qualità, adattare i prodotti alle esigenze della domanda, rivolgersi a una clientela giovane e investire in comunicazione.

mercoledì 18 maggio 2011

I dazi doganali previsti nel mercato saudita

In relazione ai dazi doganali nel mercato saudita, il tasso che prevale, comune anche a tutti i Paesi appartenenti al Consiglio di Cooperazione del Golfo è pari al 5%. Ad alcuni prodotti, invece, viene applicata un’aliquota superiore (tra il 12% e il 25%) con l’obiettivo di proteggere la produzione locale.

Il mercato saudita, che è aperto a tutto il mondo tranne ad Israele, non prevede tariffe d’ingresso particolarmente elevate. Il tasso che prevale, comune anche a tutti i Paesi appartenenti al Consiglio di Cooperazione del Golfo è pari al 5%. Ad alcuni prodotti, invece, viene applicata un’aliquota superiore (tra il 12% e il 25%) con l’obiettivo di proteggere la produzione locale. Fanno parte di questa categoria soprattutto prodotti alimentari, chimici, igenico-sanitario, materiali per uso elettrico e prefabbricati. Sull’importazione di datteri, essendo già un prodotto in sovrapproduzione, grava un dazio del 40%.
Tuttavia con l’adesione del Paese al WTO il Governo ha già iniziato ad intraprendere una politica di riduzione di alcune tariffe, anche per rallentare la crescita dei prezzi nel mercato locale.
Inoltre, grazie all’appartenenza dell’Arabia Saudita all’Agreement to Facilitate Trade and Exchange and to Organze Transit between the Arab League States (accordo di libero scambio e libero transito tra i paesi della Lega Araba) sono stati soppressi i dazi doganali per i prodotti di origine GCC. Per le merci che provengono dall’esterno ma che hanno già attraversato la dogana di uno dei sei Paesi GCC non è previsto il pagamento di alcuna tariffa nel caso in cui appartengono alla categoria sottoposta all’aliquota comune del 5%.



martedì 17 maggio 2011

La disciplina normativa degli investimenti esteri

Gli investimenti esteri nel marcato saudita sono regolati dalla Foreign Investment Law (FIL) che, approvata nel 2000, determina le procedure e i requisiti necessari per poter effettuare investimenti, stabilisce i diritti e i doveri degli investitori e descrive le attività della negative list.

La normativa che si occupa di regolare gli investimenti esteri in Arabia Saudita è la Foreign Investment Law (FIL). Questa, approvata nel 2000, determina non soltanto le procedure e i requisiti necessari per effettuare degli investimenti ma stabilisce anche diritti e doveri degli investitori stranieri ed elenca le attività che non possono essere svolte da quest’ultimi. Esiste infatti una negative list, di cui la Sagia effettua periodicamente una revisione, che descrive quali sono i comparti preclusi agli investitori stranieri: la ricerca, l’estrazione e la produzione di petrolio, la produzione di attrezzature e uniformi militari, la produzione di esplosivi civili, l’intermediazione immobiliare, stampa ed editoria in genere, servizi audiovisivi e dei media, telecomunicazione, trasporto aereo e terrestre.
Per le attività rimanenti, tutti gli investitori stranieri devono avere una license: la legge permette sia di possedere il 100% di aziende industriali nel mercato saudita sia di stabilire delle unità locali della propria azienda.

lunedì 16 maggio 2011

L’importanza dei rapporti con l’Arabia Saudita

Stabilire buone relazioni con l’Arabia Saudita, da parte dell’Ue, sembra essere di particolare rilievo per la politica estera europea dell’intera area mediorientale.

Lo scambio commerciale tra Bruxelles e Ryad è di circa 30 miliardi di euro: ciò riveste una certa importanza in particolare per l’Arabia Saudita, per la quale l’Ue rappresenta il primo partner commerciale. Il 33% delle importazioni saudite proviene infatti da Paesi europei, mentre per l’Ue l’Arabia Saudita si colloca al quinto posto (per le importazioni petrolifere) dopo Russia, Norvegia, Libia, Kazakhstan.
Ciononostante mantenere buone relazioni con l’Arabia Saudita sembra essere di particolare rilievo. Da un punto di vista energetico, il Paese saudita è l’unico paese all’interno dell’Opec che può garantire la stabilità del prezzo del petrolio sul mercato internazionale. Inoltre nell’area mediorientale rappresenta un punto di riferimento sia culturale e religioso (per la presenza delle due città sante, ovvero Medina e La Mecca), che economico e geo-strategico.
Perciò un’instabilità nel regno saudita o il compromettersi di relazioni avrebbero un’influenza negativa sulla politica estera europea dell’intera area.

martedì 10 maggio 2011

Arabia Saudita nella categoria a rischio medio

Secondo Sace l’Arabia Saudita si colloca nella categoria dei paesi a rischio medio (M1); l’OCSE e le altre agenzie di rating le attribuiscono un rischio esiguo.

Per rischio economico “si intende l’insieme dei rischi che non si sostengono se si effettuano delle transazioni nel mercato domestico, ma che emergono nel momento in cui si effettua un investimento in un paese estero”. Questi rischi sono in stretta relazione con le differenze di tipo politico, economico e sociale esistenti tra il paese dell’investitore ed il paese oggetto dell’investimento.
Sace, l’agenzia di assicurazione dei crediti, colloca l’Arabia Saudita nella categoria dei paesi a rischio medio (M1); anche l’OCSE e le altre agenzie di rating, in una scala che va da 0 (rischio minimo) a 7 (rischio massimo), la collocano in posizione 2.

lunedì 9 maggio 2011

Veronafiere parteciperà alla Saudi Stone-Tech

Subito dopo la chiusura dell’appuntamento Marmomacc a Verona, Veronafiere parteciperà con Confindustria Marmomacchine alla “Saudi Stone-Tech” (16-19 ottobre) di Riyad, all’interno della quale verrà organizzata una “fiera nella fiera” per il settore della pietra, materiali e tecnologie.

Il prossimo settembre si svolgerà a Verona la 46° edizione di Marmomacc, la Mostra internazionale di Pietre, Tecnologie e Design che intende rafforzare la propria presenza in Paesi con mercati in crescita, come, ad esempio, quello saudita.
L’evento che, nel raffronto 2010/2009, ha registrato un aumento degli operatori esteri pari a 12,5%, è importante per la commercializzazione di differenti comparti: pietra grezza, realizzazioni di design in pietra, macchinari, prodotti strumentali e accessori.
Subito dopo la chiusura dell’appuntamento a Verona, Veronafiere parteciperà con Confindustria Marmomacchine alla “Saudi Stone-Tech” (16-19 ottobre) di Riyad, all’interno della quale verrà organizzata una “fiera nella fiera” per il settore della pietra, materiali e tecnologie per promuovere prodotti e design Made in Italy.

venerdì 6 maggio 2011

Alimentare in Arabia Saudita: esportazioni italiane limitate ai prodotti di nicchia

Le esportazioni italiane in Arabia Saudita sono superate dai concorrenti europei, quali Germania, Francia e Olanda. I maggiori fornitori
del mercato saudita sono invece Brasile (9,61%), India (7,38%), EAU (6,45%) e USA (6,31%).

L’Arabia Saudita rappresenta il principale importatore di prodotti alimentari di tutto il Medio Oriente. Ciononostante, le esportazioni dell’Italia sono limitate ai prodotti di nicchia, rappresentando, rispetto alle importazioni totali, circa lo 0,90%.
Ciò è dovuto sia per lo scarso impegno promozionale delle aziende italiane e dalla carenza di sinergie nel supporto logistico che dalla presenza di concorrenza con maggior forza contrattuale. Tuttavia esistono le premesse per una crescita, essendo l’immagine di qualità dell’”Italian Food” diffusa anche in questo Paese: sono conosciuti infatti alcuni marchi italiani gestiti però da multinazionali straniere. Il risultato è che le esportazioni italiane sono superate dai concorrenti europei, quali Germania, Francia e Olanda. I maggiori fornitori
del mercato saudita sono invece Brasile (9,61%), India (7,38%), EAU (6,45%) e USA (6,31%).

giovedì 5 maggio 2011

I prodotti di consumo per la persona

Quali sono le opportunità nel mercato saudita per le imprese italiane nel settore dei prodotti per la persona? Sono apprezzati gioielli, calzature e abbigliamento made in Italy anche se, per quest’ultimo, solo se rappresenta uno status symbol.

Per quanto riguarda la gioielleria è significativo l’interesse all’acquisto di gioielli made in Italy, molto apprezzati per qualità e design. Generalmente questa preferenza non risulta dalle ricerche statistiche poiché l’importazione di tali prodotti avviene attraverso la città di Dubai o è frutto di acquisti effettuati direttamente nel mercato estero.
Un altro settore da considerare è quello dell’abbigliamento. Il sistema distributivo del mercato locale contiene all’interno anche le grandi marche italiane, ovvero quelle conosciute a livello internazionale. Si tratta però di prodotti destinati a consumatori di fascia alta che, se non rappresentassero uno status symbol, godrebbero di poco successo.
Infine le calzature: le opportunità di esportazione di calzature italiane in Arabia Saudita riguardano la fascia medio-alta. Si stima che l’acquisto di calzature del mercato saudita sia di circa 200 milioni di calzature all’anno, delle quali il 75% importate.
Tra i principali fornitori di calzature vi è anche l’Italia che, con una percentuale tra l’11% e il 12%, si colloca dopo la Cina, la quale copre più della metà del mercato. Seguono poi Turchia ed India.

mercoledì 4 maggio 2011

Opportunità nei settori industriali

Tra i principali settori industriali dell’Arabia Saudita che offrono opportunità di investimento per le imprese italiane ed estere rientrano il comparto della plastica, l’industria metallurgica e le macchine per il trattamento dei prodotti alimentari e per il confezionamento, quelle per le costruzioni edili, infrastrutturali e quelle per il vetro.

Il settore dell’industria della plastica nel mercato saudita offre molte opportunità di business in quanto l’accesso alle materie prime, essendo in stretto collegamento con l’industria petrolchimica, è particolarmente facilitato. Circa il 70% delle esportazioni saudite non-oil è rappresentato da prodotti petrolchimici e, pur in quota minore, da prodotti della plastica: la produzione di prodotti derivati secondari, come quelli plastici finiti di alta tecnologia, è uno degli obiettivi del Paese.
Il programma di sviluppo delle città economiche e delle città industriale di Jubail e Yanbu e il piano saudita di diversificazione industriale suggeriscono che si svilupperanno opportunità d’affari anche nell’industria metallurgica, in particolare nel settore “metal processing”: smelter e laminatoi per la fusione e lavorazione dell’alluminio.
Infine, tra i principali settori industriali favorevoli per le imprese italiane ed estere rientrano, le macchine per il trattamento dei prodotti alimentari e per il confezionamento (in crescita per la notevole dipendenza del mercato saudita dall’importazione dei prodotti alimentari), le macchine per le costruzioni edili, infrastrutturali e le macchine per il vetro che offrono diverse opportunità derivanti principalmente dalla crescita dinamica dell’edilizia e delle costruzioni.

martedì 3 maggio 2011

Opportunità nel settore sanitario

Le opportunità di business nel settore sanitario nascono dagli ingenti stanziamenti pubblici del Paese saudita mirati a supportare le forniture e i settori complementari, come quello della ricerca scientifica.

Le opportunità di business nel settore sanitario nascono dagli ingenti stanziamenti pubblici del Paese saudita mirati a supportare le forniture e i settori complementari, come quello della ricerca scientifica.
Sono diversi i vantaggi di cui un imprenditore godrebbe nell’investire nell’ambito sanitario. Innanzitutto, considerando la veloce crescita del mercato, è previsto un aumento sia dei posti ospedalieri, che dagli attuali 51.000 diverranno 70.000 nel 2016, sia del numero di ospedali, i quali da 364 passeranno a 502; come sopra citato, vi è la possibilità di soddisfare la domanda in ogni comparto del settore sanitario, come la ricerca, l’istruzione medica, attrezzature, forniture e finanziamenti; inoltre, la continua ricerca di partners internazionali da parte di cliniche private e case farmaceutiche facilita l’opportunità di stringere accordi commerciali.
L’ambito di interesse è, come già menzionato, multisettoriale, costituito prevalentemente da attrezzature elettromedicali, attrezzature meccaniche, mobili ospedalieri, attrezzature dentali e attrezzature paramediche di supporto.
Relativamente all’importazione, essa potrebbe avvenire direttamente dagli utilizzatori finali (ospedali e cliniche private) nel caso di forniture con tecnologia altamente specializzata, o attraverso gara se si tratta di attrezzature standard. In questa seconda ipotesi, è importante che l’azienda italiana instauri un rapporto privilegiato con agenti o importatori specializzati, in modo tale che possa godere di un valido supporto nel processo di acquisizione di documenti e di svolgimento della gara. Nel caso di gare solo nazionali (nonostante siano destinate ai Sauditi la produzione offerta può anche non essere locale), il rapporto con un agente del Paese importatore diventa indispensabile per poter accedere al mercato.

giovedì 28 aprile 2011

Lo sviluppo della rete ferroviaria

Tra i programmi prioritari del Paese saudita vi è lo sviluppo della rete ferroviaria, la quale prevede l’esecuzione di diversi progetti.

Tra i programmi prioritari del Paese saudita vi è lo sviluppo della rete ferroviaria, la quale prevede l’esecuzione di diversi progetti. Attualmente è attiva la linea di collegamento tra Ryadh ed il porto di Dammam di circa 500 Km (nella provincia orientale). Tra i progetti in programma, invece, rientrano: Mecca-Medina railway ad alta velocità, long bridge railway per il collegamento di Jeddah e Ryadh (il 4° più importante progetto in Arabia Saudita), la metropolitana leggera di Ryadh, la stazione di snodo presso l’aeroporto di Ryadh (per trasporto pendolari) e il primo tratto di 2.000 Km tra Kuwait e Arabia Saudita, che si inserisce all’interno del progetto dello sviluppo dell’intera rete ferroviaria di collegamento tra i Paese GCC, i quali investiranno oltre 106 miliardi di USD. Con un investimento di circa 25,6 miliardi di USD, sarà l’Arabia Saudita a guidare il gruppo in tale progetto.

mercoledì 27 aprile 2011

Il settore dell’ICT

Attualmente si sta verificando un processo di privatizzazione del settore dell’ICT che favorisce sia l’entrata di investitori, sia la possibilità di partnerships pubbliche-private.

L’Arabia Saudita, con circa 27 milioni di consumatori e numerose aziende globali, rappresenta il maggiore mercato nel settore dell’ICT dell’area del Golfo, all’interno della quale le compagnie saudite delle telecomunicazioni e della tecnologia dell’informazione coprono rispettivamente una percentuale superiore al 55% e al 51%.
Attualmente si sta verificando un processo di privatizzazione del settore che favorisce sia l’entrata di investitori, sia la possibilità di partnerships pubbliche-private.
La Commissione sulle Comunicazioni ha diffuso i dati relativi alle società operanti nel Paese: nel 2010 il fatturato si è aggirato intorno ai 14 miliardi di euro (il 73% proviene dalla telefonia mobile), registrando una crescita del 13% rispetto all’anno precedente. Un valore di circa 2,7 miliardi del fatturato totale è stato realizzato all’estero, una voce che nel 2007 raggiungeva appena gli 84 milioni di euro.

martedì 26 aprile 2011

Settore arredo: l’Italia è tra i principali fornitori del mercato saudita

Con una percentuale del 10% del mercato, l’Italia rientra tra i maggiori fornitori del Paese assieme a Cina (41%), Malesia (5%) ed Usa (3%).

Nel settore mobili e arredo l’industria italiana si colloca nella fascia alta del mercato, soprattutto con mobili di ufficio in legno e metallo, mobili per la casa, sedie poltrone, camere da letto e mobili in plastica.
Con una percentuale del 10% del mercato, l’Italia rientra tra i maggiori fornitori del Paese assieme a Cina (41%), Malesia (5%) ed Usa (3%). Pertanto i produttori cinesi rappresentano i maggiori competitors per il sistema italiano del mobile, poiché forniscono prodotti di qualità, ad un prezzo inferiore persino fino al 70%. Tuttavia per le aziende italiane l’immagine e la credibilità del made in Italy resta un fattore di successo, in particolare nei rapporti con studi di architettura e con professionisti, mentre nella visione comune l’Italia è considerata ancora il paese della moda.

venerdì 22 aprile 2011

Boom edilizio nel mercato saudita

La seconda industria che contribuisce maggiormente alla formazione del Pil saudita, dopo il petrolio, è quella delle costruzioni, accanto a cui si rafforza anche il settore dei materiali edili e dell’estrazione e lavorazione dei metalli.

La seconda industria che contribuisce maggiormente alla formazione del Pil saudita, dopo il petrolio, è quella delle costruzioni: il 90% del fatturato del settore deriva dall’edilizia abitativa, il restante da immobili industriali e commerciali. Accanto al boom edilizio si rafforza anche l’industria dei materiali edili, quali cemento, ceramica e materiali lapidei. Il Paese è grande produttore di granito di alta qualità (proveniente principalmente dalla regione di Najiran) ed importatore di marmo, essendo il prodotto locale insufficiente e di difficile estrazione (anche a causa di tecnologie ancora arretrate).
Pertanto la crescita del settore delle costruzioni è in stretta relazione con lo sviluppo di opportunità nel settore di estrazione e lavorazione dei metalli. La presenza di grandi risorse minerarie (bauxite, fosfati, zinco, rame), la disponibilità di energia e gas a basso costo per effettuare le lavorazioni e l’instaurazione del Mining Investment Services Center che sostiene lo sviluppo del settore rappresentano fattori di attrazione per gli investitori stranieri.

giovedì 21 aprile 2011

Il settore petrolchimico è aperto agli investimenti privati

L’Aramco ha siglato accordi con partner esteri per la costruzione di tre nuove raffinerie per prodotti destinati all’export e, allo stesso tempo, incoraggia gli investimenti privati nel settore per poter mantenere la posizione di leader sul mercato mondiale.

L’Arabia Saudita ha iniziato ad effettuare ingenti investimenti nel settore petrolchimico a partire dagli anni ’70. Un ruolo di particolare rilievo nella gestione di questo comparto è rivestito dalla SABIC (Saudi Basic Industries Corporation) la quale, sulla base del fatturato, è la terza azienda petrolchimica a livello mondiale. Non soltanto è il quarto produttore mondiale di poliolefine, ma è anche presente nei settori delle fibre, dei fertilizzanti ed altri prodotti chimici. Negli ultimi anni ha allargato la sua attività anche all’estero attraverso l’acquisizione di alcune società ed è presente con una sede anche a Milano.
Anche l’Aramco ha siglato accordi con partner esteri per la costruzione di tre nuove raffinerie per prodotti destinati all’export e, allo stesso tempo, incoraggia gli investimenti privati nel settore per poter mantenere la posizione di leader sul mercato mondiale. Tra i vantaggi di cui un investitore godrebbe nell’inserirsi nel mercato petrolchimico vi è il fatto che l’Arabia Saudita è l’unico paese del GCC che consente investimenti privati nel suddetto settore. Inoltre è importante considerare la situazione geografica del Paese (collocandosi tra Europa ed Asia, riveste una posizione strategica che gli consente di servire vasti mercati), la garanzia della disponibilità del prodotto a lungo termine e dei prezzi competitivi, l’elevata domanda di prodotti raffinati dovuta al rapido sviluppo dei mercati e la presenza di infrastrutture d’eccellenza per l’esportazione.

mercoledì 20 aprile 2011

Il settore energetico

L’Arabia Saudita, il Paese con le maggiori riserve di petrolio, è una delle economie energetiche più importanti a livello globale.

L’Arabia Saudita, il Paese con le maggiori riserve di petrolio, è una delle economie energetiche più importanti a livello globale.
Le riserve stimate ammontano circa a 260 mld barili di petrolio e costituiscono un quarto delle riserve mondiali, il cui livello in valuta estera ha raggiunto nel corso del 2010 i 432 miliardi di dollari, il 10% in più rispetto all’anno precedente.
Alla fine del 2009 le riserve petrolifere risultavano distribuite nel modo seguente: il 56.6% nel Medio Oriente, il 14.9% nell’America centrale e meridionale, il 10.3% in Europa ed Eurasia, il 9.6% in Africa, il 5.5% in nord America e il 3.2% nell’area asiatico-pacifica.
Grazie agli investimenti effettuati da Saudi Aramco (l’azienda statale monopolista delle attività di upstream), la capacità estrattiva saudita attualmente è pari a circa 12,20 mln bpd. Ciò permette a Riad di svolgere il ruolo di “swing producer” all’interno dell’Opec, ovvero di mantenere stabilità nel mercato del petrolio, attraverso la riduzione o l’aumento della propria produzione a seconda del verificarsi di un eccesso di offerta da parte degli altri membri dell’Opec o dell’aumento dei prezzi.
Molti capitali sono stanziati per ampliare strutture già esistenti e sviluppare nuovi progetti, non soltanto relativi al greggio ma anche al settore petrolchimico (derivati del petrolio e plastiche, fertilizzanti e altre attività chimiche).

lunedì 18 aprile 2011

Progetti infrastrutturali

Nell’area GCC è previsto un investimento di 452 mld di USD per la realizzazione di progetti infrastrutturali, l’80% dei quali in Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti.

Nell’area GCC è previsto un investimento di 452 mld di USD per la realizzazione di progetti infrastrutturali, l’80% dei quali in Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti. Secondo il rapporto “GCC Construction – An overview of buildings, energy, and infrastructure” di Ventures Middle East, ciò dovrebbe sostenere la ripresa del comparto delle costruzioni entro il 2012. Le risorse disponibili sono state destinate a programmi infrastrutturali non soltanto per far fronte alla crescita della popolazione, ma anche per diversificare l’economia, in modo tale da ridurne la dipendenza dal tradizionale oil & gas.

giovedì 14 aprile 2011

Arabia Saudita in buona posizione nella classifica Doing Business

“L’Arabia Saudita, paese riformatore al massimo livello nella regione, ha reso più facile avviare un’impresa continuando a semplificare le formalità per la registrazione commerciale e riducendo le tasse d’iscrizione dell’80%”.

Secondo la classifica Doing Business stilata dalla Banca Mondiale, L’Arabia Saudita, assieme a Qatar, Egitto, Bahrein ed Emirati Arabi, si colloca tra le prime venti posizioni per “facilità d’impresa”. Il rapporto spiega: “L’Arabia Saudita, paese riformatore al massimo livello nella regione, ha reso più facile avviare un’impresa continuando a semplificare le formalità per la registrazione commerciale e riducendo le tasse d’iscrizione dell’80%”.
Pertanto non soltanto L’Arabia Saudita, ma anche il resto del Medio Oriente è impegnato in un processo di semplificazione della normativa del fare affair.
La classifica è realizzata secondo i differenti fattori che agevolano o rendono difficile le attività dell’investitore straniero: il problema più rilevante nel mercato saudita riguarda l’esecutività dei contratti. Ciò significa che nel caso di una vertenza con un cliente o un partner, non è semplice ottenere l’esecuzione delle clausole stabilite legalmente.

mercoledì 13 aprile 2011

L’Arabia Saudita e le rinnovabili

“Il fabbisogno energetico interno sta crescendo a livelli allarmanti, trainato dalla crescita economica e demografica. Passare alle rinnovabili non è un lusso ma una necessità”.

Khalid Al Sulaiman, il vice presidente per le energie rinnovabili presso la King Abdullah City, l’ente che si occupa dello sviluppo dell’energia alternativa nel regno saudita, ha affermato: “Il fabbisogno energetico interno sta crescendo a livelli allarmanti, trainato dalla crescita economica e demografica. Passare alle rinnovabili non è un lusso ma una necessità”.
Pertanto il mercato saudita vuole puntare sui settori eolico, solare e nucleare, sui quali intende investire circa 100 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni.
Lo sfruttamento di fonti sostenibili porterebbe a dimezzare la dipendenza dal petrolio, di fronte soprattutto alla crescita della domanda interna che si prevede aumenterà del 300% nei prossimi vent’anni.

martedì 12 aprile 2011

Piani di sviluppo nel mercato saudita

Tra i piani di sviluppo in cui è impegnata l’Arabia Saudita, di particolare rilievo vi sono il piano quinquennale (2010-2015) e quello relativo alle nuove “economic cities”.

Tra i piani di sviluppo in cui è impegnata l’Arabia Saudita, di particolare rilievo vi sono il “Piano di sviluppo quinquennale” (2010-2015) e quello relativo alle nuove “economic cities”.
Il primo, che prevede una spesa complessiva pari a 385 miliardi di dollari, ovvero il 67% in più rispetto al quinquennio precedente, riserva particolare attenzione allo sviluppo del capitale umano (formazione e istruzione) al quale sarà destinato oltre il 50% del budget. Le rimanenti risorse saranno impiegate nel settore socio-sanitario (19%), nello sviluppo di infrastrutture (15,7%), nel settore dei trasporti e delle comunicazioni (7,7%) e in quello dell’edilizia (7%).
Il secondo progetto sopra citato, ovvero quello relativo alle quattro nuove “economic cities”, che dovrebbe mobilitare investimenti pubblici e privati per 80 miliardi di dollari, prevede la costruzione ex novo di sei nuove città. Saranno realizzati insediamenti commerciali, sportivi e turistici, aree residenziali, industriali ed aree dedicate ad attività logistiche.
Pertanto si tratta di un progetto ambizioso e molto interessante per gli investitori stranieri che operano nel mercato saudita.

giovedì 7 aprile 2011

L’allocazione del budget

Relativamente all’allocazione del budget, l’obiettivo del governo saudita è quello di sviluppare piani d’investimento finalizzati alla diversificazione dell’economia e alla riduzione della disoccupazione.

L’allocazione del budget nell’anno 2010 ha confermato la diversificazione della spesa che il governo sta attuando. Sono state impiegate risorse sia per le fasce basse della popolazione (sussidi per prodotti alimentari), che per la difesa dell’occupazione (molti contratti pubblici sono diventati contratti a tempo indeterminato) e per lo sviluppo dell’istruzione a cui è stato destinato il 25% del budget.
Circa il 48% è stato impiegato in infrastrutture, quali ponti, aeroporti, ferrovie, telecomunicazioni, dighe, strade, illuminazione e ponti, in istruzione e sanità; rilevante anche la spesa destinata alla difesa e sicurezza (circa il 32%).
L’obiettivo delle autorità è quello di mantenere anche per il futuro piani d’investimento finalizzati alla diversificazione dell’economia e alla riduzione dell’occupazione.

mercoledì 6 aprile 2011

L’importanza dei partner finanziari locali

Il mercato saudita è caratterizzato da una presenza significativa di partner finanziari locali che gestiscono non soltanto le attività edilizie e commerciali, ma anche molte aziende nel settore industriale e dei servizi.

Il mercato saudita è caratterizzato da una presenza significativa di partner finanziari locali, generalmente legati alla famiglia reale. Essi gestiscono non soltanto le attività edilizie e commerciali, ma anche molte aziende nel settore industriale e dei servizi.
Ad esempio Alfanar Group è uno dei maggiori “contractor”nel mercato delle infrastrutture elettriche; non soltanto sta ampliando l’attività al settore edile attraverso l’apertura di un’industria di piastrelle con tecnologia italiana, ma ha anche concluso un accordo con Simest per la promozione della presenza italiana nel mercato saudita.
Sono società ben disposte a considerare nuove iniziative, ma per poter sviluppare opportunità di business è necessario che si instaurino contatti personali.

martedì 5 aprile 2011

Arabia Saudita: i canali d’ingresso

Tra i canali d’ingresso in Arabia Saudita un ruolo importante è rivestito dall’Ice, dal sistema fieristico e dalla Sidco.

L’ingresso di un’azienda in Arabia Saudita è strettamente legato allo sviluppo di rapporti personali nel mercato stesso. Tra gli strumenti di supporto utili alla creazione dei contatti necessari un ruolo importante è rivestito dall’Ice, dal sistema fieristico e dalla Sidco. L’Ice è il principale “presidio operativo” del Sistema Italia in Arabia Saudita: non soltanto fornisce servizi personalizzati ma ha anche un ruolo di promozione della presenza italiana sul mercato.
Il sistema fieristico, essendo piuttosto sviluppato, rappresenta un canale d’ingresso potenziale: i tre poli espositivi di maggior rilievo sono il Riyadh Exhibition Center, l’International Exhibitions and Convention Center (Jeddah) e il Dahran International Exhibitions Center.
Il terzo strumento sopra citato utile per entrare nel mercato saudita è la Sidco, Saudi Italian Development Company, una società saudita che promuove l’internazionalizzazione e sviluppa attività di scouting, ovvero cerca contatti italiani interessati al mercato locale.