Con l’introduzione del piano Nitaqat, sono a rischio i posti di lavoro degli espatriati: in caso di mancato rinnovo del visto, viene congelato il loro conto in banca.
Con l’introduzione del piano Nitaqat, che prevede la destinazione di numerosi posti di lavoro ai cittadini sauditi, sono a rischio gli impieghi dei lavoratori espatriati in Arabia Saudita.
Malcontenti e incertezze serpeggiano tra i migliaia di espatriati in attesa del visto lavorativo, il cui mancato rinnovo comporterebbe il congelamento del loro conto in banca.
Ciò che temono maggiormente i lavoratori stranieri è appunto l’attuazione del piano Nitaqat per la “saudizzazione” delle imprese del regno: infatti, dovendo destinare delle quote fisse di impieghi a lavoratori sauditi, le aziende dovranno assumere meno stranieri, nonostante questi siano spesso più qualificati.
Una volta respinto il rinnovo, il lavoratore straniero dovrà cercare un altro impiego per restare sul suolo saudita; certo il congelamento del conto bancario e il piano Nitaqat non aiutano nella ricerca di un nuovo lavoro, perciò molti si dimostrano disposti anche a comprare illegalmente il visto pur di rimanere in Arabia Saudita.
Il tasso di disoccupazione tra i nativi sauditi è cresciuto a causa di un sistema scolastico obsoleto, incentrato sull’insegnamento della religione e della lingua araba, che ha generato laureati poco preparati, che trovano difficoltà a farsi assumere in aziende private.
Le compagnie, infatti, preferiscono impiegare lavoratori asiatici, abituati a turni lunghi e salari bassi, e specialisti stranieri ben pagati.
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