Sembra in fase di approvazione il progetto di costruzione di un ponte negli stretti di Tiran che unirebbe l’Arabia Saudita e l’Egitto.
Da anni è in cantiere un progetto per la costruzione di un ponte che unirebbe l’Arabia saudita e l’Egitto attraverso gli stretti di Tiran. Il collegamento sarebbe lungo 30 chilometri e unirebbe i due Paesi nelle località di Ras Hamid, nell’ Arabia nordoccidentale, e Ras Nasrani, in Egitto.
Proprio nei giorni scorsi è trapelata la notizia secondo cui il governo egiziano avrebbe dato l’approvazione per la realizzazione dell’infrastruttura; tuttavia, la mossa potrebbe essere, così come sostiene il periodico statunitense Fast Company, un tentativo di rafforzare il debole esecutivo egiziano che si è insediato nel post-Mubarak in seguito alle ribellioni dei mesi precedenti.
Se, comunque, il ponte dovesse venire effettivamente realizzato, si tratterebbe di un’opera destinata a mutare l’assetto geo-politico di molti Paesi dell’area. Innanzitutto, le nazioni arabe avrebbero un collegamento diretto tra loro senza passare via Israele, che oggi limita fortemente il traffico tra Paesi arabi sul suo suolo.
Ad avvantaggiarne, però, sarebbe soprattutto l’Arabia Saudita: il Paese potrebbe finalmente vendere il petrolio all’Africa via terra, diminuendo il traffico sul Mar Rosso e non dovendo più sfruttare solo il porto marittimo della Giordania, attualmente l’unico sbocco per le esportazioni saudite. Inoltre, l’Arabia rafforzerebbe la propria influenza politica sull’Egitto in una fase così debole per il Paese nordafricano.
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