Il Ministero del Lavoro ha bandito le donne saudite da più di venti lavori nell’industria, nell’edilizia e di manutenzione, al fine di proteggerle e rispettare i loro diritti.
Dopo alcuni passi in avanti, sembra regredire nuovamente la condizione della donna in Arabia Saudita: Adel Fakeih, ministro del Lavoro, ha stilato una lista di oltre venti impieghi proibiti alle cittadine saudite.
Si tratta principalmente di lavori fisici nei settori dell’edilizia, dell’industria e della manutenzione, tra cui figurano la riparazione e la pulizia di macchinari, la produzione di carbone e la raffineria di metalli.
A sostegno del proprio provvedimento, il ministro Fakeih ha dichiarato che “queste decisioni non intendono cambiare i nostri costumi e le nostre tradizioni. Le donne saudite hanno diritto di lavorare. Stiamo solo approntando delle normative che le proteggeranno e che assicureranno i loro diritti”.
Inoltre Fakeih ha spiegato che le nuove restrizioni non saranno applicate alle donne straniere e che non proibiranno alle cittadine saudite di possedere imprese nei settori in cui non possono lavorare come impiegate.
Il divieto ai lavori pesanti si aggiunge a quello applicato all’insegnamento; a detta delle associazioni femministe, tutte queste restrizioni non gioveranno di certo ad un’economia che cerca di svilupparsi come quella saudita, che in questo modo perde un notevole potenziale lavorativo.
Nessun commento:
Posta un commento