A seguito del boom economico che caratterizzò l’Italia tra il 1950 e il 1963, sorse la necessità di rivolgersi a nuovi mercati. Essendo l’Arabia Saudita riconosciuta come il secondo produttore di petrolio del Medio Oriente, l’Italia intraprese inizialmente una politica energetica, la quale successivamente portò l’instaurarsi di rapporti commerciali e culturali.
A seguito del boom economico che caratterizzò l’Italia tra il 1950 e il 1963, sorse la necessità di rivolgersi a nuovi mercati. Essendo l’Arabia Saudita riconosciuta come il secondo produttore di petrolio del Medio Oriente, fu avviata una politica energetica con l’Eni, di cui Enrico Mattei era presidente. Successivamente venne concluso un importante progetto per la collaborazione nelle ricerche petrolifere, rafforzando maggiormente l’avvicinamento tra i due Paesi. A partire dagli anni ’70 vennero conclusi diversi accordi anche in materia culturale: nel 1973 fu approvato il progetto del Centro Islamico di Roma, al quale il re Faysal contribuì con una somma di sette milioni di dollari. Per quanto riguarda le relazioni economiche, di particolare rilievo è stata l’istituzione a Ryadh dell’Associazione delle aziende italiane in Arabia Saudita (1993) e la proposta di 140 nuove joint ventures, presentata in italiana nel 1996 da una delegazione saudita presieduta dal Presidente delle Camere di Industria e Commercio saudite, Hammad al-Zamil.
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