In relazione ai dazi doganali nel mercato saudita, il tasso che prevale, comune anche a tutti i Paesi appartenenti al Consiglio di Cooperazione del Golfo è pari al 5%. Ad alcuni prodotti, invece, viene applicata un’aliquota superiore (tra il 12% e il 25%) con l’obiettivo di proteggere la produzione locale.
Il mercato saudita, che è aperto a tutto il mondo tranne ad Israele, non prevede tariffe d’ingresso particolarmente elevate. Il tasso che prevale, comune anche a tutti i Paesi appartenenti al Consiglio di Cooperazione del Golfo è pari al 5%. Ad alcuni prodotti, invece, viene applicata un’aliquota superiore (tra il 12% e il 25%) con l’obiettivo di proteggere la produzione locale. Fanno parte di questa categoria soprattutto prodotti alimentari, chimici, igenico-sanitario, materiali per uso elettrico e prefabbricati. Sull’importazione di datteri, essendo già un prodotto in sovrapproduzione, grava un dazio del 40%.
Tuttavia con l’adesione del Paese al WTO il Governo ha già iniziato ad intraprendere una politica di riduzione di alcune tariffe, anche per rallentare la crescita dei prezzi nel mercato locale.
Inoltre, grazie all’appartenenza dell’Arabia Saudita all’Agreement to Facilitate Trade and Exchange and to Organze Transit between the Arab League States (accordo di libero scambio e libero transito tra i paesi della Lega Araba) sono stati soppressi i dazi doganali per i prodotti di origine GCC. Per le merci che provengono dall’esterno ma che hanno già attraversato la dogana di uno dei sei Paesi GCC non è previsto il pagamento di alcuna tariffa nel caso in cui appartengono alla categoria sottoposta all’aliquota comune del 5%.
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