Le principali notizie e informazioni di natura economica, finanziaria, giuridica e politica relative all'Arabia Saudita

lunedì 25 luglio 2011

In crescita il mercato halal

Si muove dalla Puglia l’Halal Italy, la filiale italiana della HIA, l’Halal International Autorità, l’organismo che si occupa di certificazione, accreditamento, garanzia del mercato halal. Recentemente è stato siglato un accordo al fine di incrementare le esportazioni italiane.

Con il termine Halal, che in arabo significa “lecito”, si fa riferimento a tutto ciò che è permesso mangiare secondo i dettami del Corano. Il mercato halal, che rappresenta un giro d’affari di 9 miliardi di dollari l’anno in tutta Europa e 5 miliardi di dollari solo in Italia, è un business che sta registrando una crescita significativa.
Si muove dalla Puglia l’Halal Italy, la filiale italiana della HIA, l’Halal International Autorità, l’organismo che si occupa di certificazione, accreditamento, garanzia del mercato hatal.
Recentemente è stato siglato un accordo al fine di incrementare le esportazioni verso l’Oriente delle aziende italiane che conseguiranno la certificazione.

venerdì 22 luglio 2011

Missione imprenditoriale in Arabia Saudita

Dal 27 al 30 novembre 2011 si terrà la missione imprenditoriale in Arabia Saudita organizzata da Promos in collaborazione con l’Azienda Speciale Imprese e Territorio della Camera di Commercio di Udine e il patrocinio di Unioncamere.

La missione multisettoriale organizzata per il prossimo novembre a Riyadh con l’obiettivo di avvicinare Arabia Saudita e Italia avrà per oggetto la ricerca di nuovi canali commerciali. L’Arabia Saudita costituisce per l’Italia un importante mercato di sbocco per i prodotti Made in Italy ed a elevato contenuto tecnologico. Per le aziende italiane la missione rappresenta un’ottima opportunità per entrare in contatto con la controparte saudita attraverso incontri organizzati e valutati sulla base del profilo aziendale al fine di comprendere se l’offerta commerciale e/o industriale possa interessare le aziende saudite. Gli incontri B2B avranno luogo a Riyadh oppure per le aziende che ne faranno richiesta, a Jeddah o Dammam.

giovedì 21 luglio 2011

In progetto un ponte tra Arabia Saudita e Egitto

Sembra in fase di approvazione il progetto di costruzione di un ponte negli stretti di Tiran che unirebbe l’Arabia Saudita e l’Egitto.

Da anni è in cantiere un progetto per la costruzione di un ponte che unirebbe l’Arabia saudita e l’Egitto attraverso gli stretti di Tiran. Il collegamento sarebbe lungo 30 chilometri e unirebbe i due Paesi nelle località di Ras Hamid, nell’ Arabia nordoccidentale, e Ras Nasrani, in Egitto.
Proprio nei giorni scorsi è trapelata la notizia secondo cui il governo egiziano avrebbe dato l’approvazione per la realizzazione dell’infrastruttura; tuttavia, la mossa potrebbe essere, così come sostiene il periodico statunitense Fast Company, un tentativo di rafforzare il debole esecutivo egiziano che si è insediato nel post-Mubarak in seguito alle ribellioni dei mesi precedenti.
Se, comunque, il ponte dovesse venire effettivamente realizzato, si tratterebbe di un’opera destinata a mutare l’assetto geo-politico di molti Paesi dell’area. Innanzitutto, le nazioni arabe avrebbero un collegamento diretto tra loro senza passare via Israele, che oggi limita fortemente il traffico tra Paesi arabi sul suo suolo.
Ad avvantaggiarne, però, sarebbe soprattutto l’Arabia Saudita: il Paese potrebbe finalmente vendere il petrolio all’Africa via terra, diminuendo il traffico sul Mar Rosso e non dovendo più sfruttare solo il porto marittimo della Giordania, attualmente l’unico sbocco per le esportazioni saudite. Inoltre, l’Arabia rafforzerebbe la propria influenza politica sull’Egitto in una fase così debole per il Paese nordafricano.

mercoledì 20 luglio 2011

Consorzio spagnolo in lizza per l’appalto della Tav saudita

Un consorzio di compagnie saudite e spagnole sembra aver vinto l’appalto di circa 10 milioni di dollari per la realizzazione della linea ferroviaria che collegherà le città principali del regno, tra cui la Mecca.

Secondo voci non confermate, un consorzio formato da compagnie saudite e spagnole avrebbe vinto l’appalto di circa dieci milioni di dollari per la realizzazione di una linea ferroviaria ad alta velocità.
La nuova linea, lunga circa 450 chilometri, collegherà alcune città chiave del regno saudita, tra cui Medina, Jeddah, Riyadh e la Mecca.
Il progetto riveste un ruolo importante soprattutto perché permetterà un maggior collegamento con la Mecca, meta di pellegrinaggio che attira ogni anno due milioni e mezzo di musulmani provenienti da tutto il mondo.
Secondo le previsioni, la nuova ferrovia trasporterà oltre tre milioni di persone all’anno e smaltirà in parte il traffico che congestiona attualmente le strade del regno.
La decisione non è stata ancora formalizzata dalle istituzioni, ma appare probabile la scelta della collaborazione con la Spagna, visto che questa si presenta come leader nella realizzazione di collegamenti ferroviari ad alta velocità.
Il concorrente più valido in questo appalto è un consorzio francese che coinvolge anche la compagnia Alstom.

martedì 19 luglio 2011

Saudi Build 2011 in arrivo ad ottobre

A ottobre si svolgerà l’edizione 2011 di Saudi Build, la fiera dedicata alle imprese di costruzione. A Riyadh sono attesi migliaia di visitatori.

Dal 16 al 19 ottobre 2011, avrà luogo a Riyadh la ventitreesima edizione di Saudi Build, la fiera dedicata al settore delle costruzioni.
Migliaia di visitatori sono attesi e centinaia saranno gli espositori.
La fiera mira ad attrarre numerosi addetti del comparto, tra dirigenti di alto profilo, sia locali che internazionali, nonché diplomatici ed esponenti del Governo saudita.
Le imprese partecipanti provengono da Europa, Africa, Medio Oriente e Asia, e offriranno una panoramica sugli ultimi prodotti, servizi e tecnologie del settore delle costruzioni.
L’evento assume ancora più importanza alla luce del fatto che numerose compagnie straniere stanno valutando strategie di espansione dei propri affari nel regno saudita, in un periodo in cui altri mercati perdono competitività.
Inoltre, parallelamente al Saudi Build, si svolgerà la quattordicesima edizione del Saudi Stone-Tech.

lunedì 18 luglio 2011

In pericolo i posti di lavoro degli espatriati

Con l’introduzione del piano Nitaqat, sono a rischio i posti di lavoro degli espatriati: in caso di mancato rinnovo del visto, viene congelato il loro conto in banca.

Con l’introduzione del piano Nitaqat, che prevede la destinazione di numerosi posti di lavoro ai cittadini sauditi, sono a rischio gli impieghi dei lavoratori espatriati in Arabia Saudita.
Malcontenti e incertezze serpeggiano tra i migliaia di espatriati in attesa del visto lavorativo, il cui mancato rinnovo comporterebbe il congelamento del loro conto in banca.
Ciò che temono maggiormente i lavoratori stranieri è appunto l’attuazione del piano Nitaqat per la “saudizzazione” delle imprese del regno: infatti, dovendo destinare delle quote fisse di impieghi a lavoratori sauditi, le aziende dovranno assumere meno stranieri, nonostante questi siano spesso più qualificati.
Una volta respinto il rinnovo, il lavoratore straniero dovrà cercare un altro impiego per restare sul suolo saudita; certo il congelamento del conto bancario e il piano Nitaqat non aiutano nella ricerca di un nuovo lavoro, perciò molti si dimostrano disposti anche a comprare illegalmente il visto pur di rimanere in Arabia Saudita.
Il tasso di disoccupazione tra i nativi sauditi è cresciuto a causa di un sistema scolastico obsoleto, incentrato sull’insegnamento della religione e della lingua araba, che ha generato laureati poco preparati, che trovano difficoltà a farsi assumere in aziende private.
Le compagnie, infatti, preferiscono impiegare lavoratori asiatici, abituati a turni lunghi e salari bassi, e specialisti stranieri ben pagati.

venerdì 15 luglio 2011

Cittadine saudite bandite dai lavori di fatica

Il Ministero del Lavoro ha bandito le donne saudite da più di venti lavori nell’industria, nell’edilizia e di manutenzione, al fine di proteggerle e rispettare i loro diritti.

Dopo alcuni passi in avanti, sembra regredire nuovamente la condizione della donna in Arabia Saudita: Adel Fakeih, ministro del Lavoro, ha stilato una lista di oltre venti impieghi proibiti alle cittadine saudite.
Si tratta principalmente di lavori fisici nei settori dell’edilizia, dell’industria e della manutenzione, tra cui figurano la riparazione e la pulizia di macchinari, la produzione di carbone e la raffineria di metalli.
A sostegno del proprio provvedimento, il ministro Fakeih ha dichiarato che “queste decisioni non intendono cambiare i nostri costumi e le nostre tradizioni. Le donne saudite hanno diritto di lavorare. Stiamo solo approntando delle normative che le proteggeranno e che assicureranno i loro diritti”.
Inoltre Fakeih ha spiegato che le nuove restrizioni non saranno applicate alle donne straniere e che non proibiranno alle cittadine saudite di possedere imprese nei settori in cui non possono lavorare come impiegate.
Il divieto ai lavori pesanti si aggiunge a quello applicato all’insegnamento; a detta delle associazioni femministe, tutte queste restrizioni non gioveranno di certo ad un’economia che cerca di svilupparsi come quella saudita, che in questo modo perde un notevole potenziale lavorativo.

giovedì 14 luglio 2011

Programma Nitaqat: incentivi alle imprese e nuovi posti di lavoro

Il programma Nitaqat, lanciato il mese scorso dal Ministero del Lavoro, grazie agli incentivi e ai benefici accordati agli imprenditori, darà una spinta al mondo del lavoro saudita.

Accolto da reazioni contrastanti, il programma Nitaqat, lanciato dal Ministero del Lavoro, potrebbe giovare agli affari sauditi, abbassando il tasso di disoccupazione e stimolando i giovani a creare nuovi impieghi, almeno secondo quanto affermato dall’economista della National Commercial Bank, Said Al-Shaikh, durante la presentazione del rapporto Business Optimism Index sulla situazione dell’Arabia Saudita nel terzo trimestre del 2011.
Lo studio indica un certo rallentamento del ritmo di crescita, in un clima di debolezza degli affari globali; inoltre analizza l’andamento dei vari settori strategici del regno saudita, come ad esempio quello degli idrocarburi.
L’Arabia Saudita sta compiendo numerosi sforzi per diversificare la propria economia, investendo in settori diversi da quello petrolifero, in modo da potenziare lo sviluppo industriale del regno.
Il programma Nitaqat fa parte di questo piano, che sta permettendo alla maggior parte delle imprese di espandere i propri affari.

mercoledì 13 luglio 2011

Arabia Saudita regina dell’industria chimica

Tra i paesi dell’area GCC, il contributo dell’Arabia Saudita all’industria chimica è stato il più ingente del 2010.

Con oltre il 70% dei 73,2 miliardi di dollari di investimenti totali, nel 2010 l’Arabia Saudita è stata la nazione che ha dato il maggiore contributo all’industria chimica, tra i paesi dell’area del Golfo.
Le ultime statistiche, diffuse dalla Gulf Organization for Industrial Consulting, rivelano che, nel 2005, il regno saudita era già il maggiore esportatore della regione, con una quota di 10,8 miliardi di dollari di esportazioni di prodotti chimici.
L’indagine mostra inoltre che le esportazioni sono arrivate a 16, 2 miliardi di dollari nel 2008, ma che a causa della crisi globale, successivamente sono scese a 13, 7 miliardi.
Negli ultimi anni sono aumentate anche le importazioni, passando dai 5 miliardi del 2005 agli 8,5 miliardi del 2009.
Questo trend di crescita del settore chimico coinvolge anche gli altri paesi dell’area GCC, i quali però non raggiungono i livelli dell’Arabia Saudita, che mantiene il primato dell’industria chimica.

martedì 12 luglio 2011

Settore immobiliare in forte espansione

La crescita del settore immobiliare saudita è la più veloce tra le regioni del Medio Oriente. Tuttavia, nonostante i ritmi accelerati, appare ancora ampio il divario tra la domanda e l’offerta di soluzioni abitative.

Nonostante l’incerta ripresa economica globale, l’Arabia Saudita mantiene il primato di meta preferita degli investitori del settore immobiliare, settore appunto che sta crescendo a ritmi vertiginosi per poter colmare il divario esistente tra domanda e offerta di abitazioni.
Le cause di questa crescita sono rintracciabili nella ripresa del prezzo del petrolio, nelle manovre finanziarie del governo saudita e nella graduale distensione dei prestiti bancari.
Sebbene siano numerose le abitazioni in costruzione, il mercato soffre ancora per il grande divario tra domanda e offerta, causato dalla rapida espansione della popolazione, formata sia da locali che da espatriati, insieme alla celere diminuzione della dimensione dei nuclei familiari; inoltre la maggior parte dei cittadini sauditi non possiede un’abitazione, ma vive in affitto. Per colmare questo gap, si dovranno costruire oltre un milione di case entro il 2014.
Inoltre, la richiesta di abitazioni dovrebbe aumentare ulteriormente se fosse definitivamente varata la legge sui mutui, che permetterebbe di ottenere più facilmente i finanziamenti.
La nuova regolamentazione dei mutui darebbe un assetto diverso al mercato immobiliare, promuovendo l’acquisto da parte di giovani compratori, i quali attualmente trovano difficoltà nell’ottenere finanziamenti di questo genere.
Parallelamente al settore immobiliare, si sta sviluppando anche il comparto dei mobili, la cui domanda crescerà e si diversificherà notevolmente nei prossimi anni.

lunedì 11 luglio 2011

Mercato Halal: siglato accordo per l’export italiano verso l’Oriente

Con un giro d’affari  di cinque miliardi di dollari, in Italia il cosiddetto mercato Halal si sta sviluppando a ritmi vertiginosi. Ultima mossa la firma di un protocollo di intesa per l’esportazione italiana verso l’Oriente.

Halal Italy, la filiale italiana della Halal International Autority, ha appena firmato un protocollo di intesa, il cui obiettivo è incrementare le esportazioni delle imprese italiane verso l'Oriente.
L’accordo prevede anche l’istituzione dell’Halal Italy club, una piattaforma informale di comunicazione alla quale aderiscono consulenti, aziende, buyer e centri di ricerca, interessati a promuovere nel mondo le imprese italiane, di qualunque settore merceologico, certificate "halal Italy". Queste azioni mirano a potenziare lo sviluppo delle aziende italiane che conseguiranno la certificazione.
Con sede in Arabia Saudita, la Halal International Autority si occupa della certificazione, dell'accreditamento, della garanzia e della tutela dei prodotti halal.
In Occidente, il termine halal indica quei cibi preparati secondo la legge islamica e il commercio di questi prodotti attualmente ha un valore di consumo pari a tre miliardi, con una crescita che si attesta intorno al 20% l’anno: con l’aumento dell’emigrazione di popolazioni di religione musulmana, il mercato halal sta prendendo sempre più piede in Europa e in Italia, infatti il suo giro d’affari europeo tocca i nove miliardi di dollari.

giovedì 7 luglio 2011

Gli scambi commerciali tra Italia e GCC

Tra i Paesi GCC l’Arabia Saudita è il primo paese da cui l’Italia acquista: le importazioni si riferiscono prevalentemente a prodotti petroliferi e chimici.
Relativamente invece alle esportazioni dell’Italia nei Paesi GCC l’Arabia Saudita rappresenta un mercato legato principalmente al settore industriale, dell’edilizia e delle costruzioni.

Tra i Paesi GCC l’Arabia Saudita è il primo paese da cui l’Italia acquista: le importazioni si riferiscono prevalentemente a prodotti petroliferi e chimici. Secondo alcune elaborazioni della Camera di Commercio su dati Istat, nel primo semestre dell’anno precedente l’Italia avrebbe importato dal Paese saudita prodotti pari a un valore di 1.189,2 milioni di euro. Relativamente invece alle esportazioni dell’Italia nei Paesi GCC l’Arabia Saudita si colloca al secondo posto rappresentando un mercato legato principalmente al settore industriale, dell’edilizia e delle costruzioni. È preceduta dagli EAU, in cui prevale il business dei beni di consumo, in particolare gioielleria, bigiotteria, pietre preziose lavorate, articoli di abbigliamento, mobili e calzature.

mercoledì 6 luglio 2011

Cenni storici: le relazioni italo-saudite

A seguito del boom economico che caratterizzò l’Italia tra il 1950 e il 1963, sorse la necessità di rivolgersi a nuovi mercati. Essendo l’Arabia Saudita riconosciuta come il secondo produttore di petrolio del Medio Oriente, l’Italia intraprese inizialmente una politica energetica, la quale successivamente portò l’instaurarsi di rapporti commerciali e culturali.

A seguito del boom economico che caratterizzò l’Italia tra il 1950 e il 1963, sorse la necessità di rivolgersi a nuovi mercati. Essendo l’Arabia Saudita riconosciuta come il secondo produttore di petrolio del Medio Oriente, fu avviata una politica energetica con l’Eni, di cui Enrico Mattei era presidente. Successivamente venne concluso un importante progetto per la collaborazione nelle ricerche petrolifere, rafforzando maggiormente l’avvicinamento tra i due Paesi. A partire dagli anni ’70 vennero conclusi diversi accordi anche in materia culturale: nel 1973 fu approvato il progetto del Centro Islamico di Roma, al quale il re Faysal contribuì con una somma di sette milioni di dollari. Per quanto riguarda le relazioni economiche, di particolare rilievo è stata l’istituzione a Ryadh dell’Associazione delle aziende italiane in Arabia Saudita (1993) e la proposta di 140 nuove joint ventures, presentata in italiana nel 1996 da una delegazione saudita presieduta dal Presidente delle Camere di Industria e Commercio saudite, Hammad al-Zamil.

martedì 5 luglio 2011

Arabia Saudita, relazioni interpersonali e prodotti di nicchia per un business di successo

Per avere successo nel mercato saudita è rilevante considerare principalmente due aspetti. Il primo riguarda lo sviluppo delle relazioni e dei rapporti interpersonali, il secondo fa riferimento, invece, alla natura del prodotto da esportare.

Per avere successo nel mercato saudita è rilevante considerare principalmente due aspetti. Il primo riguarda lo sviluppo delle relazioni e dei rapporti interpersonali che, per la cultura e la mentalità araba, sono indispensabili per fare business. Il consolidarsi di una reciproca fiducia, infatti, pone le basi per un rapporto duraturo che faciliterà il mantenimento dei rapporti commerciali.
Il secondo aspetto riguarda, invece, la natura del prodotto da esportare: se questo appartiene alla tipologia di beni di consumo non particolarmente costosi, i Paesi dell’area medio orientale, essendo non molto grandi e piuttosto statici, generalmente non costituiscono un mercato attrattivo. L’azienda italiana si troverebbe a fronteggiare un’agguerritissima concorrenza sia locale che internazionale di prodotti a prezzi bassissimi. Al contrario, se si tratta di prodotti di nicchia, l’Arabia Saudita è tra i mercati più promettenti.