Le principali notizie e informazioni di natura economica, finanziaria, giuridica e politica relative all'Arabia Saudita

venerdì 27 maggio 2011

L’Atm entra nel mercato saudita

“L’espansione di Atm a livello internazionale aiuta a creare le premesse anche per una maggiore presenza interna”.

L’Atm, società dei trasporti pubblici milanesi, si è aggiudicata una commessa da 35 milioni di euro per la gestione di una metrò automatica che opererà nella città di Riad dal prossimo settembre. Si tratta di un servizio driveless, ovvero senza conducente, che coprirà l’area dedicata all’università femminile “Princess Nora”.
Secondo Elio Catania, presidente e amministratore delegato di Atm Milano, essere presenti sul mercato estero significa non soltanto poter crescere sul mercato locale ma diventare anche più competitivi. Egli, infatti, ha affermato: “L’espansione di Atm a livello internazionale aiuta a creare le premesse anche per una maggiore presenza interna”.

martedì 24 maggio 2011

GCC, unione doganale

Entro il 2015 sarà operativo il nuovo sistema relativo all’unione doganale tra i paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo.

Durante l’incontro svoltosi recentemente tra i Ministri delle Finanze del GCC e il Vicepresidente di Dubai e Ministro delle Finanze degli EAU, Shaikh Hamdan bin Rashid, è stata discussa la proposta degli EAU di creare un mercato comune all’interno dei paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo, ovvero Arabia Saudita, Emirati Arabi, Oman, Qatar, Bahrain e Kuwait.
L’intenzione è quella di risolvere la questione nel corso dei prossimi anni, in modo tale da rendere operativo il nuovo sistema entro il 2015.

venerdì 20 maggio 2011

La registrazione di marchi e brevetti in Arabia Saudita

Sul mercato saudita vi è un’affluenza sempre maggiore di prodotti contraffatti importati in particolare dall’Asia e dalla Cina. È perciò indispensabile registrare il proprio marchio presso il Dipartimento del Commercio Interno del Ministero del Commercio. Invece, per quanto riguarda la registrazione di brevetti, l’organismo competente è il KACST.

L’organismo competente in materia di brevetti è il KACST (King Abdulaziz City for Science and Technology) ma per la registrazione è necessario fare affidamento ad un agente locale. Se invece si necessita di una registrazione anche negli altri Paesi dell’area ci si deve rivolgere all’Ufficio Brevetti del Consiglio di Cooperazione del Golfo.
Per quanto riguarda i marchi, nonostante in Arabia Saudita sia presente una legge di riconoscimento e tutela, il problema della contraffazione è alquanto diffuso: sul mercato vi è un’affluenza sempre maggiore di prodotti contraffatti importati in particolare dall’Asia e dalla Cina. È perciò indispensabile registrare il proprio marchio presso il Dipartimento del Commercio Interno del Ministero del Commercio per ottenerne una protezione valida per 10 anni (rinnovabili). Il concetto di marchio, le procedure di registrazione, pubblicità, rinnovo, cancellazione, trasferimento sono regolate dal Decreto Reale M5 del 7.1.1984, il quale descrive anche le sanzioni previste per chi utilizzasse un trade mark protetto.

giovedì 19 maggio 2011

Paesi del Golfo, aumenta la domanda di prodotti di lusso

Il mercato del lusso è in forte espansione: secondo i dati elaborati dalla Fondazione Altagamma, nel 2010 i marchi di lusso hanno raggiunto una cifra d’affari di 4,1 miliardi di euro.

Il 50% degli abitanti dei Paesi del Golfo ha meno di 30 anni e il potere d’acquisto di una fascia importante della popolazione sta aumentando: tutto questo rende l’area un ambiente favorevole per la vendita dei prodotti di lusso” ha spiegato Patrick Chalhoub, ad del gruppo Chalhoub, specializzato nella vendita e distribuzione nei Paesi del Golfo. Secondo i dati elaborati da Armando Brachini, segretario generale della Fondazione Altagamma, nel 2010 i marchi di lusso hanno raggiunto una cifra d’affari di 4,1 miliardi di euro e si prevede una crescita del 7% durante l’anno in corso. In generale il Medio Oriente rappresenta il 2% del mercato globale del lusso. Le aree commerciali sono quasi triplicate, passando da 5,3 milioni di metri quadrati nel 2005 a 13,2 milioni nel 2010.
L’amministratore delegato di Tod’s, presente sul mercato da più di dieci anni ha affermato: “Ai consumatori bisogna far capire cos’è il nostro Italian style legato a tradizioni ed eleganza senza tempo.” Aggiunge, inoltre, che è importante investire in attività di marketing per consolidare la brand awareness. La crescita che si sta registrando non riguarda soltanto gli acquisti tradizionali ma anche quelli online, soprattutto in Arabia Saudita.
Il Medio Oriente è un mercato sempre più appetibile per le grandi griffe Made in Italy: per essere competitivi bisogna offrire prodotti e servizi di grande qualità, adattare i prodotti alle esigenze della domanda, rivolgersi a una clientela giovane e investire in comunicazione.

mercoledì 18 maggio 2011

I dazi doganali previsti nel mercato saudita

In relazione ai dazi doganali nel mercato saudita, il tasso che prevale, comune anche a tutti i Paesi appartenenti al Consiglio di Cooperazione del Golfo è pari al 5%. Ad alcuni prodotti, invece, viene applicata un’aliquota superiore (tra il 12% e il 25%) con l’obiettivo di proteggere la produzione locale.

Il mercato saudita, che è aperto a tutto il mondo tranne ad Israele, non prevede tariffe d’ingresso particolarmente elevate. Il tasso che prevale, comune anche a tutti i Paesi appartenenti al Consiglio di Cooperazione del Golfo è pari al 5%. Ad alcuni prodotti, invece, viene applicata un’aliquota superiore (tra il 12% e il 25%) con l’obiettivo di proteggere la produzione locale. Fanno parte di questa categoria soprattutto prodotti alimentari, chimici, igenico-sanitario, materiali per uso elettrico e prefabbricati. Sull’importazione di datteri, essendo già un prodotto in sovrapproduzione, grava un dazio del 40%.
Tuttavia con l’adesione del Paese al WTO il Governo ha già iniziato ad intraprendere una politica di riduzione di alcune tariffe, anche per rallentare la crescita dei prezzi nel mercato locale.
Inoltre, grazie all’appartenenza dell’Arabia Saudita all’Agreement to Facilitate Trade and Exchange and to Organze Transit between the Arab League States (accordo di libero scambio e libero transito tra i paesi della Lega Araba) sono stati soppressi i dazi doganali per i prodotti di origine GCC. Per le merci che provengono dall’esterno ma che hanno già attraversato la dogana di uno dei sei Paesi GCC non è previsto il pagamento di alcuna tariffa nel caso in cui appartengono alla categoria sottoposta all’aliquota comune del 5%.



martedì 17 maggio 2011

La disciplina normativa degli investimenti esteri

Gli investimenti esteri nel marcato saudita sono regolati dalla Foreign Investment Law (FIL) che, approvata nel 2000, determina le procedure e i requisiti necessari per poter effettuare investimenti, stabilisce i diritti e i doveri degli investitori e descrive le attività della negative list.

La normativa che si occupa di regolare gli investimenti esteri in Arabia Saudita è la Foreign Investment Law (FIL). Questa, approvata nel 2000, determina non soltanto le procedure e i requisiti necessari per effettuare degli investimenti ma stabilisce anche diritti e doveri degli investitori stranieri ed elenca le attività che non possono essere svolte da quest’ultimi. Esiste infatti una negative list, di cui la Sagia effettua periodicamente una revisione, che descrive quali sono i comparti preclusi agli investitori stranieri: la ricerca, l’estrazione e la produzione di petrolio, la produzione di attrezzature e uniformi militari, la produzione di esplosivi civili, l’intermediazione immobiliare, stampa ed editoria in genere, servizi audiovisivi e dei media, telecomunicazione, trasporto aereo e terrestre.
Per le attività rimanenti, tutti gli investitori stranieri devono avere una license: la legge permette sia di possedere il 100% di aziende industriali nel mercato saudita sia di stabilire delle unità locali della propria azienda.

lunedì 16 maggio 2011

L’importanza dei rapporti con l’Arabia Saudita

Stabilire buone relazioni con l’Arabia Saudita, da parte dell’Ue, sembra essere di particolare rilievo per la politica estera europea dell’intera area mediorientale.

Lo scambio commerciale tra Bruxelles e Ryad è di circa 30 miliardi di euro: ciò riveste una certa importanza in particolare per l’Arabia Saudita, per la quale l’Ue rappresenta il primo partner commerciale. Il 33% delle importazioni saudite proviene infatti da Paesi europei, mentre per l’Ue l’Arabia Saudita si colloca al quinto posto (per le importazioni petrolifere) dopo Russia, Norvegia, Libia, Kazakhstan.
Ciononostante mantenere buone relazioni con l’Arabia Saudita sembra essere di particolare rilievo. Da un punto di vista energetico, il Paese saudita è l’unico paese all’interno dell’Opec che può garantire la stabilità del prezzo del petrolio sul mercato internazionale. Inoltre nell’area mediorientale rappresenta un punto di riferimento sia culturale e religioso (per la presenza delle due città sante, ovvero Medina e La Mecca), che economico e geo-strategico.
Perciò un’instabilità nel regno saudita o il compromettersi di relazioni avrebbero un’influenza negativa sulla politica estera europea dell’intera area.

martedì 10 maggio 2011

Arabia Saudita nella categoria a rischio medio

Secondo Sace l’Arabia Saudita si colloca nella categoria dei paesi a rischio medio (M1); l’OCSE e le altre agenzie di rating le attribuiscono un rischio esiguo.

Per rischio economico “si intende l’insieme dei rischi che non si sostengono se si effettuano delle transazioni nel mercato domestico, ma che emergono nel momento in cui si effettua un investimento in un paese estero”. Questi rischi sono in stretta relazione con le differenze di tipo politico, economico e sociale esistenti tra il paese dell’investitore ed il paese oggetto dell’investimento.
Sace, l’agenzia di assicurazione dei crediti, colloca l’Arabia Saudita nella categoria dei paesi a rischio medio (M1); anche l’OCSE e le altre agenzie di rating, in una scala che va da 0 (rischio minimo) a 7 (rischio massimo), la collocano in posizione 2.

lunedì 9 maggio 2011

Veronafiere parteciperà alla Saudi Stone-Tech

Subito dopo la chiusura dell’appuntamento Marmomacc a Verona, Veronafiere parteciperà con Confindustria Marmomacchine alla “Saudi Stone-Tech” (16-19 ottobre) di Riyad, all’interno della quale verrà organizzata una “fiera nella fiera” per il settore della pietra, materiali e tecnologie.

Il prossimo settembre si svolgerà a Verona la 46° edizione di Marmomacc, la Mostra internazionale di Pietre, Tecnologie e Design che intende rafforzare la propria presenza in Paesi con mercati in crescita, come, ad esempio, quello saudita.
L’evento che, nel raffronto 2010/2009, ha registrato un aumento degli operatori esteri pari a 12,5%, è importante per la commercializzazione di differenti comparti: pietra grezza, realizzazioni di design in pietra, macchinari, prodotti strumentali e accessori.
Subito dopo la chiusura dell’appuntamento a Verona, Veronafiere parteciperà con Confindustria Marmomacchine alla “Saudi Stone-Tech” (16-19 ottobre) di Riyad, all’interno della quale verrà organizzata una “fiera nella fiera” per il settore della pietra, materiali e tecnologie per promuovere prodotti e design Made in Italy.

venerdì 6 maggio 2011

Alimentare in Arabia Saudita: esportazioni italiane limitate ai prodotti di nicchia

Le esportazioni italiane in Arabia Saudita sono superate dai concorrenti europei, quali Germania, Francia e Olanda. I maggiori fornitori
del mercato saudita sono invece Brasile (9,61%), India (7,38%), EAU (6,45%) e USA (6,31%).

L’Arabia Saudita rappresenta il principale importatore di prodotti alimentari di tutto il Medio Oriente. Ciononostante, le esportazioni dell’Italia sono limitate ai prodotti di nicchia, rappresentando, rispetto alle importazioni totali, circa lo 0,90%.
Ciò è dovuto sia per lo scarso impegno promozionale delle aziende italiane e dalla carenza di sinergie nel supporto logistico che dalla presenza di concorrenza con maggior forza contrattuale. Tuttavia esistono le premesse per una crescita, essendo l’immagine di qualità dell’”Italian Food” diffusa anche in questo Paese: sono conosciuti infatti alcuni marchi italiani gestiti però da multinazionali straniere. Il risultato è che le esportazioni italiane sono superate dai concorrenti europei, quali Germania, Francia e Olanda. I maggiori fornitori
del mercato saudita sono invece Brasile (9,61%), India (7,38%), EAU (6,45%) e USA (6,31%).

giovedì 5 maggio 2011

I prodotti di consumo per la persona

Quali sono le opportunità nel mercato saudita per le imprese italiane nel settore dei prodotti per la persona? Sono apprezzati gioielli, calzature e abbigliamento made in Italy anche se, per quest’ultimo, solo se rappresenta uno status symbol.

Per quanto riguarda la gioielleria è significativo l’interesse all’acquisto di gioielli made in Italy, molto apprezzati per qualità e design. Generalmente questa preferenza non risulta dalle ricerche statistiche poiché l’importazione di tali prodotti avviene attraverso la città di Dubai o è frutto di acquisti effettuati direttamente nel mercato estero.
Un altro settore da considerare è quello dell’abbigliamento. Il sistema distributivo del mercato locale contiene all’interno anche le grandi marche italiane, ovvero quelle conosciute a livello internazionale. Si tratta però di prodotti destinati a consumatori di fascia alta che, se non rappresentassero uno status symbol, godrebbero di poco successo.
Infine le calzature: le opportunità di esportazione di calzature italiane in Arabia Saudita riguardano la fascia medio-alta. Si stima che l’acquisto di calzature del mercato saudita sia di circa 200 milioni di calzature all’anno, delle quali il 75% importate.
Tra i principali fornitori di calzature vi è anche l’Italia che, con una percentuale tra l’11% e il 12%, si colloca dopo la Cina, la quale copre più della metà del mercato. Seguono poi Turchia ed India.

mercoledì 4 maggio 2011

Opportunità nei settori industriali

Tra i principali settori industriali dell’Arabia Saudita che offrono opportunità di investimento per le imprese italiane ed estere rientrano il comparto della plastica, l’industria metallurgica e le macchine per il trattamento dei prodotti alimentari e per il confezionamento, quelle per le costruzioni edili, infrastrutturali e quelle per il vetro.

Il settore dell’industria della plastica nel mercato saudita offre molte opportunità di business in quanto l’accesso alle materie prime, essendo in stretto collegamento con l’industria petrolchimica, è particolarmente facilitato. Circa il 70% delle esportazioni saudite non-oil è rappresentato da prodotti petrolchimici e, pur in quota minore, da prodotti della plastica: la produzione di prodotti derivati secondari, come quelli plastici finiti di alta tecnologia, è uno degli obiettivi del Paese.
Il programma di sviluppo delle città economiche e delle città industriale di Jubail e Yanbu e il piano saudita di diversificazione industriale suggeriscono che si svilupperanno opportunità d’affari anche nell’industria metallurgica, in particolare nel settore “metal processing”: smelter e laminatoi per la fusione e lavorazione dell’alluminio.
Infine, tra i principali settori industriali favorevoli per le imprese italiane ed estere rientrano, le macchine per il trattamento dei prodotti alimentari e per il confezionamento (in crescita per la notevole dipendenza del mercato saudita dall’importazione dei prodotti alimentari), le macchine per le costruzioni edili, infrastrutturali e le macchine per il vetro che offrono diverse opportunità derivanti principalmente dalla crescita dinamica dell’edilizia e delle costruzioni.

martedì 3 maggio 2011

Opportunità nel settore sanitario

Le opportunità di business nel settore sanitario nascono dagli ingenti stanziamenti pubblici del Paese saudita mirati a supportare le forniture e i settori complementari, come quello della ricerca scientifica.

Le opportunità di business nel settore sanitario nascono dagli ingenti stanziamenti pubblici del Paese saudita mirati a supportare le forniture e i settori complementari, come quello della ricerca scientifica.
Sono diversi i vantaggi di cui un imprenditore godrebbe nell’investire nell’ambito sanitario. Innanzitutto, considerando la veloce crescita del mercato, è previsto un aumento sia dei posti ospedalieri, che dagli attuali 51.000 diverranno 70.000 nel 2016, sia del numero di ospedali, i quali da 364 passeranno a 502; come sopra citato, vi è la possibilità di soddisfare la domanda in ogni comparto del settore sanitario, come la ricerca, l’istruzione medica, attrezzature, forniture e finanziamenti; inoltre, la continua ricerca di partners internazionali da parte di cliniche private e case farmaceutiche facilita l’opportunità di stringere accordi commerciali.
L’ambito di interesse è, come già menzionato, multisettoriale, costituito prevalentemente da attrezzature elettromedicali, attrezzature meccaniche, mobili ospedalieri, attrezzature dentali e attrezzature paramediche di supporto.
Relativamente all’importazione, essa potrebbe avvenire direttamente dagli utilizzatori finali (ospedali e cliniche private) nel caso di forniture con tecnologia altamente specializzata, o attraverso gara se si tratta di attrezzature standard. In questa seconda ipotesi, è importante che l’azienda italiana instauri un rapporto privilegiato con agenti o importatori specializzati, in modo tale che possa godere di un valido supporto nel processo di acquisizione di documenti e di svolgimento della gara. Nel caso di gare solo nazionali (nonostante siano destinate ai Sauditi la produzione offerta può anche non essere locale), il rapporto con un agente del Paese importatore diventa indispensabile per poter accedere al mercato.