Le principali notizie e informazioni di natura economica, finanziaria, giuridica e politica relative all'Arabia Saudita

mercoledì 30 novembre 2011

Si rafforzano i rapporti tra CCIAA Ancona e Arabia Saudita

La Camera di Commercio di Ancona intende coinvolgere l’Autorità portuale di Ancona, l’Interporto e l’Agenzia delle dogane nel progetto di ristrutturazione del porto di Jeddah.

Lo scorso febbraio la Camera di Commercio di Ancona e quella di Jeddah avevano firmato un protocollo d’intesa cui era seguita, ad aprile, la visita di una delegazione istituzionale dall’Arabia Saudita, mostratasi particolarmente interessata alla Piattaforma Logistica delle Marche.
I rapporti istituzionali tra i due enti si sono ora ulteriormente strutturati, grazie all’incontro tra Rodolfo Giampieri e Michele De Vita - presidente e segretario generale della Camera di Commercio di Ancona - e Nashawa Abdulhadi Taher, responsabile dell’area commerciale della Camera di Commercio di Jeddah, nonché una dei maggiori imprenditori dell’Arabia Saudita: la responsabile della Camera di Commercio di Jeddah ha chiesto collaborazione alla Camera di Commercio di Ancona, nell’ambito della creazione un gruppo di lavoro internazionale che possa affiancarli e guidarli in questa fase di ristrutturazione del porto di Jeddah. Giampieri, a tal riguardo, ha dichiarato: “La Camera di Commercio di Ancona si è resa disponibile a organizzare un gruppo tecnico nel quale vorremmo coinvolgere l’Autorità portuale di Ancona, l’Interporto e l’Agenzia delle dogane. Tale gruppo potrebbe incontrare le controparti saudite già da marzo 2012. […] Per la Camera di Commercio di Ancona, nell’ambito della più generale strategia di internazionale delle imprese, una delle risposte alla crisi è l’allargamento del numero delle PMI che intrattengono rapporti commerciali con l’estero e accrescere così la base esportativa”.

venerdì 25 novembre 2011

L’Arabia Saudita teme lo scisto ma continua a investire nel petrolio

Lo sfruttamento dello scisto bituminoso potrebbe rallentare la corsa al petrolio, con conseguente cambiamento del ruolo economico dell’Arabia. Il settore oil, comunque, rimane una delle priorità tra gli investimenti del regno.

Il regno dell’Arabia Saudita ha manifestato una certa preoccupazione dinnanzi alla diffusione di fonti energetiche alternative al petrolio, che rischiano di farle perdere il ruolo di leader energetico mondiale. Oggi, infatti, dei 300 miliardi di barili di petrolio pesante mondiali, 265 miliardi sono dell’Arabia Saudita.
Tra le fonti petrolifere non convenzionali, lo scisto bituminoso è quello che i produttori sauditi temono maggiormente: il sedimento, ricco di bitume, è stato classificato tra le riserve petrolifere solo nel 2002 e dal 2003, con l’aumento del prezzo del greggio, ha iniziato ad essere sfruttato. Lo scisto ha il grande vantaggio di trovarsi in tutto il mondo e da esso si può ricavare un gas naturale non inquinante. Restano, però, le criticità legate ai costi elevati e ai rischi ambientali di estrazione. Leader di produzione dello scisto sono attualmente Stati Unti e Canada, con 6,6 milioni di barili l’anno, mentre i Paesi dell’Opec arriveranno solo nel 2015 a 3,4 milioni di barili e nel 2035 a 8,4 milioni. Ciò mette in allarme le nazioni arabe, Arabia Saudita in primis, per la possibile indipendenza dei Paesi occidentali dal loro petrolio.
Nonostante ciò, il regno saudita continua a investire massicciamente nel settore petrolifero. Recentemente, la Satorp, compagnia locale, ha lanciato un’offerta pubblica di certificati sukuk al fine di finanziare e sostenere un grande progetto: la costruzione di una raffineria e di un complesso petrolchimico nella Jubaul Industrila City, il primo progetto obbligazionario conforme alla Shariah.

mercoledì 16 novembre 2011

Riyad e Seul: accordo bilaterale sul nucleare

Arabia Saudita e Corea del Sud hanno firmato un accordo bilaterale per la cooperazione nello sviluppo dell'energia nucleare.

L'Arabia Saudita, la più grande riserva mondiale di petrolio, si sta impegnando per tenere il passo con la domanda in rapida crescita destinata a triplicare entro il 2032. Al fine di soddisfare la domanda crescente e di diversificare le fonti di approvvigionamento, l’Arabia Saudita ha firmato con la Corea del Sud un accordo bilaterale per la cooperazione nello sviluppo dell'energia nucleare. Si tratta del terzo accordo firmato dall’Arabia Saudita nell'ultimo periodo in ambito energetico, segue, infatti, quelli stipulati con Francia e Argentina.
Secondo la dichiarazione del re Abdullah, l'accordo prevede la cooperazione nella ricerca e nello sviluppo - comprese la ricerca nel nucleare e la costruzione di reattori - e nella gestione dei rifiuti. Il progetto prevede la costruzione di 16 reattori nucleari entro il 2030: Riyad intende utilizzare l'energia solare e nucleare per ridurre il suo bisogno di bruciare olio combustibile per l'energia elettrica, allo scopo di conservare il petrolio per i mercati di esportazione; mentre Seul, incurante del disastro nucleare di Fukushima, mira ad aumentare la sua dipendenza da energia nucleare.

venerdì 11 novembre 2011

Crescono le esportazioni italiane di marmo

+ 20,5% per le esportazioni lapidee italiane in Arabia Saudita nel primo semestre del 2011; ottime performance delle aziende Made in Italy anche alla fiera Saudi Stone Tech.

Il Medio Oriente si conferma una delle aree più importanti per l’export lapideo italiano: nei primi sette mesi del 2011 il valore delle esportazioni italiane nella regione è stato di 99,9 milioni di euro, con una crescita del 10% circa rispetto al 2010.
In particolare, in Arabia Saudita c’è stata una crescita del 20,5% (ovvero 36 milioni di euro). In questo Paese, tra l’altro, si è tenuta dal 16 al 19 ottobre scorsi la fiera Saudi Stone Tech, per le pietre ornamentali e relative tecnologie, attrezzature per l’estrazione e la lavorazione, organizzata da Veronafiere/Marmomacc e Confindustra Marmomacchine in collaborazione con la Riyahd Exhibition Co Ltd. all’interno della manifestazione Saudi Build 2011. All’evento c’è stata una massiccia presenza di imprese italiane, raddoppiate rispetto all’anno precedente.
Il settore Made in Italy del marmo si trova in una fase positiva, posizionando il nostro Paese al primo posto per la lavorazione e commercializzazione di prodotti lapidei nel 2011: il valore degli interscambi è cresciuto del 7,8% rispetto all’anno precedente, nonostante un calo dei volumi pari al 2%. Per questo motivo la spinta su nuovi mercati, come i Paesi del Medio Oriente sembra essere la strategia migliore per riequilibrare l’andamento commerciale.

mercoledì 9 novembre 2011

Rilasciati gli attivisti arrestati per la pubblicazione del video-denuncia

Sono stati rilasciati gli attivisti sauditi arrestati in seguito alla diffusione online di un documentario sull'estrema povertà che caratterizza alcune zone di Riyadh.

Sono stati rilasciati i tre video blogger sauditi - Firas Buqna, Hussan Al-Darwish e Khaled Al-Rasheed - che nella seconda metà del mese scorso erano stati arrestati dalle autorità saudite in seguito alla pubblicazione online di una serie di quattro mini-reportage, dal titolo “We are Being Cheated” (Ci stanno imbrogliando), attraverso  YouTube.
L'ultimo video, racconta le condizioni di povertà estrema che caratterizzano al-Jaradeya, una periferia di Riyadh: l'intento del mini-reportage, manifesto fin dai primi secondi del video, è di mostrare le profonde disparità nelle condizioni di vita che si riscontrano in Arabia Saudita, Paese che detiene il 20 per cento delle riserve mondiali di petrolio, ma dove, come si vede nel documentario, nuclei familiari composti da oltre 10 persone vivono in locali di dimensioni inadeguate e devono sopravvivere con 900 euro al mese.
I tre giovani attivisti sono stati arrestati sulla base di una legge, in vigore da aprile, che proibisce ai media la trasmissione di qualunque contenuto che violi la legge islamica o inciti alla divisione minacciando la sicurezza interna, e che consente al governo saudita di chiudere o multare pubblicazioni che nuocciono alla stabilità del regno o che si configurino come insulti all'Islam. I video blogger arrestati si sono difesi affermando che lo stesso governo è a conoscenza della situazione di povertà documentata e risulta loro “difficile comprendere come un video sulla povertà in Arabia Saudita possa costituire una minaccia nazionale alla sicurezza del Paese e dei suoi cittadini”.
Alcuni esperti di questioni inerenti alla legalità saudita sostengono che il ritardo della scarcerazione dei tre giovani sia ascrivibile all’intento del governo di scoraggiare tutti i blogger e agli attivisti, affinché si ricordino dell'esistenza di una linea da non oltrepassare. Tuttavia, l’arresto sembra invece aver favorito l’intento degli attivisti; nei giorni immediatamente successivi al loro arresto, infatti, il video in questione ha registrato un vero e proprio boom: la versione in lingua originale è stata visionato da 600.000 persone.

venerdì 4 novembre 2011

Riad investe 18,3 miliardi USD per la costruzione di ospedali

L’Arabia Saudita, nel 2011, ha stabilito di destinare 18,3 miliardi di dollari alla realizzazione di 12 nuovi ospedali e al completamento di 120 progetti avviati all’inizio dell’anno.

Nel bilancio relativo all’anno in corso, Riad ha previsto di investire 18,3 miliardi di dollari per la realizzazione di 12 nuovi ospedali e il completamento di 120 progetti che erano già stati avviati all’inizio del 2011. Il progetto al quale è destinata la commessa più imponente nel settore delle costruzioni, riguarda la realizzazione di due complessi ospedalieri, “Security Forces Medical Cities”, il cui valore complessivo è di 25 miliardi di reali sauditi, 6,7 miliardi di dollari circa. Le due strutture, situate a Riad e a Gedda, sono state concepite sulla base dello stesso progetto architettonico e si estenderanno su un’area di 1,3 milioni di metri quadri, che comprenderà tre ospedali con annesse cliniche, istituti universitari, un centro di ricerca, unità residenziali e le relative infrastrutture.
Secondo fonti di stampa, le società favorite per l’aggiudicazione dei contratti sarebbero i gruppi locali ABV Rock Group, per la “medical city” di Riad, e Saudi Binladin, per la struttura di Gedda; mentre il committente dei lavori è il Ministero dell’Interno.
Relativamente a Gedda, il Ministero della Salute ha invitato a presentare le manifestazioni di interesse per il progetto di ampliamento del King Faisal Specialist and Research Centre, che prevede, tra l’altro, la realizzazione di un Centro oncologico di 25 mila metri quadri, 30 nuove sale operatorie, 150 unità di terapia intensiva, un reparto di neurologia, una clinica cardiologia, ambulatori e unità di pronto soccorso. Per quanto riguarda la capitale saudita, invece, nel mese di luglio erano state presentate le offerte per l’espansione della King Fahd Medical City.