Le principali notizie e informazioni di natura economica, finanziaria, giuridica e politica relative all'Arabia Saudita

giovedì 28 aprile 2011

Lo sviluppo della rete ferroviaria

Tra i programmi prioritari del Paese saudita vi è lo sviluppo della rete ferroviaria, la quale prevede l’esecuzione di diversi progetti.

Tra i programmi prioritari del Paese saudita vi è lo sviluppo della rete ferroviaria, la quale prevede l’esecuzione di diversi progetti. Attualmente è attiva la linea di collegamento tra Ryadh ed il porto di Dammam di circa 500 Km (nella provincia orientale). Tra i progetti in programma, invece, rientrano: Mecca-Medina railway ad alta velocità, long bridge railway per il collegamento di Jeddah e Ryadh (il 4° più importante progetto in Arabia Saudita), la metropolitana leggera di Ryadh, la stazione di snodo presso l’aeroporto di Ryadh (per trasporto pendolari) e il primo tratto di 2.000 Km tra Kuwait e Arabia Saudita, che si inserisce all’interno del progetto dello sviluppo dell’intera rete ferroviaria di collegamento tra i Paese GCC, i quali investiranno oltre 106 miliardi di USD. Con un investimento di circa 25,6 miliardi di USD, sarà l’Arabia Saudita a guidare il gruppo in tale progetto.

mercoledì 27 aprile 2011

Il settore dell’ICT

Attualmente si sta verificando un processo di privatizzazione del settore dell’ICT che favorisce sia l’entrata di investitori, sia la possibilità di partnerships pubbliche-private.

L’Arabia Saudita, con circa 27 milioni di consumatori e numerose aziende globali, rappresenta il maggiore mercato nel settore dell’ICT dell’area del Golfo, all’interno della quale le compagnie saudite delle telecomunicazioni e della tecnologia dell’informazione coprono rispettivamente una percentuale superiore al 55% e al 51%.
Attualmente si sta verificando un processo di privatizzazione del settore che favorisce sia l’entrata di investitori, sia la possibilità di partnerships pubbliche-private.
La Commissione sulle Comunicazioni ha diffuso i dati relativi alle società operanti nel Paese: nel 2010 il fatturato si è aggirato intorno ai 14 miliardi di euro (il 73% proviene dalla telefonia mobile), registrando una crescita del 13% rispetto all’anno precedente. Un valore di circa 2,7 miliardi del fatturato totale è stato realizzato all’estero, una voce che nel 2007 raggiungeva appena gli 84 milioni di euro.

martedì 26 aprile 2011

Settore arredo: l’Italia è tra i principali fornitori del mercato saudita

Con una percentuale del 10% del mercato, l’Italia rientra tra i maggiori fornitori del Paese assieme a Cina (41%), Malesia (5%) ed Usa (3%).

Nel settore mobili e arredo l’industria italiana si colloca nella fascia alta del mercato, soprattutto con mobili di ufficio in legno e metallo, mobili per la casa, sedie poltrone, camere da letto e mobili in plastica.
Con una percentuale del 10% del mercato, l’Italia rientra tra i maggiori fornitori del Paese assieme a Cina (41%), Malesia (5%) ed Usa (3%). Pertanto i produttori cinesi rappresentano i maggiori competitors per il sistema italiano del mobile, poiché forniscono prodotti di qualità, ad un prezzo inferiore persino fino al 70%. Tuttavia per le aziende italiane l’immagine e la credibilità del made in Italy resta un fattore di successo, in particolare nei rapporti con studi di architettura e con professionisti, mentre nella visione comune l’Italia è considerata ancora il paese della moda.

venerdì 22 aprile 2011

Boom edilizio nel mercato saudita

La seconda industria che contribuisce maggiormente alla formazione del Pil saudita, dopo il petrolio, è quella delle costruzioni, accanto a cui si rafforza anche il settore dei materiali edili e dell’estrazione e lavorazione dei metalli.

La seconda industria che contribuisce maggiormente alla formazione del Pil saudita, dopo il petrolio, è quella delle costruzioni: il 90% del fatturato del settore deriva dall’edilizia abitativa, il restante da immobili industriali e commerciali. Accanto al boom edilizio si rafforza anche l’industria dei materiali edili, quali cemento, ceramica e materiali lapidei. Il Paese è grande produttore di granito di alta qualità (proveniente principalmente dalla regione di Najiran) ed importatore di marmo, essendo il prodotto locale insufficiente e di difficile estrazione (anche a causa di tecnologie ancora arretrate).
Pertanto la crescita del settore delle costruzioni è in stretta relazione con lo sviluppo di opportunità nel settore di estrazione e lavorazione dei metalli. La presenza di grandi risorse minerarie (bauxite, fosfati, zinco, rame), la disponibilità di energia e gas a basso costo per effettuare le lavorazioni e l’instaurazione del Mining Investment Services Center che sostiene lo sviluppo del settore rappresentano fattori di attrazione per gli investitori stranieri.

giovedì 21 aprile 2011

Il settore petrolchimico è aperto agli investimenti privati

L’Aramco ha siglato accordi con partner esteri per la costruzione di tre nuove raffinerie per prodotti destinati all’export e, allo stesso tempo, incoraggia gli investimenti privati nel settore per poter mantenere la posizione di leader sul mercato mondiale.

L’Arabia Saudita ha iniziato ad effettuare ingenti investimenti nel settore petrolchimico a partire dagli anni ’70. Un ruolo di particolare rilievo nella gestione di questo comparto è rivestito dalla SABIC (Saudi Basic Industries Corporation) la quale, sulla base del fatturato, è la terza azienda petrolchimica a livello mondiale. Non soltanto è il quarto produttore mondiale di poliolefine, ma è anche presente nei settori delle fibre, dei fertilizzanti ed altri prodotti chimici. Negli ultimi anni ha allargato la sua attività anche all’estero attraverso l’acquisizione di alcune società ed è presente con una sede anche a Milano.
Anche l’Aramco ha siglato accordi con partner esteri per la costruzione di tre nuove raffinerie per prodotti destinati all’export e, allo stesso tempo, incoraggia gli investimenti privati nel settore per poter mantenere la posizione di leader sul mercato mondiale. Tra i vantaggi di cui un investitore godrebbe nell’inserirsi nel mercato petrolchimico vi è il fatto che l’Arabia Saudita è l’unico paese del GCC che consente investimenti privati nel suddetto settore. Inoltre è importante considerare la situazione geografica del Paese (collocandosi tra Europa ed Asia, riveste una posizione strategica che gli consente di servire vasti mercati), la garanzia della disponibilità del prodotto a lungo termine e dei prezzi competitivi, l’elevata domanda di prodotti raffinati dovuta al rapido sviluppo dei mercati e la presenza di infrastrutture d’eccellenza per l’esportazione.

mercoledì 20 aprile 2011

Il settore energetico

L’Arabia Saudita, il Paese con le maggiori riserve di petrolio, è una delle economie energetiche più importanti a livello globale.

L’Arabia Saudita, il Paese con le maggiori riserve di petrolio, è una delle economie energetiche più importanti a livello globale.
Le riserve stimate ammontano circa a 260 mld barili di petrolio e costituiscono un quarto delle riserve mondiali, il cui livello in valuta estera ha raggiunto nel corso del 2010 i 432 miliardi di dollari, il 10% in più rispetto all’anno precedente.
Alla fine del 2009 le riserve petrolifere risultavano distribuite nel modo seguente: il 56.6% nel Medio Oriente, il 14.9% nell’America centrale e meridionale, il 10.3% in Europa ed Eurasia, il 9.6% in Africa, il 5.5% in nord America e il 3.2% nell’area asiatico-pacifica.
Grazie agli investimenti effettuati da Saudi Aramco (l’azienda statale monopolista delle attività di upstream), la capacità estrattiva saudita attualmente è pari a circa 12,20 mln bpd. Ciò permette a Riad di svolgere il ruolo di “swing producer” all’interno dell’Opec, ovvero di mantenere stabilità nel mercato del petrolio, attraverso la riduzione o l’aumento della propria produzione a seconda del verificarsi di un eccesso di offerta da parte degli altri membri dell’Opec o dell’aumento dei prezzi.
Molti capitali sono stanziati per ampliare strutture già esistenti e sviluppare nuovi progetti, non soltanto relativi al greggio ma anche al settore petrolchimico (derivati del petrolio e plastiche, fertilizzanti e altre attività chimiche).

lunedì 18 aprile 2011

Progetti infrastrutturali

Nell’area GCC è previsto un investimento di 452 mld di USD per la realizzazione di progetti infrastrutturali, l’80% dei quali in Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti.

Nell’area GCC è previsto un investimento di 452 mld di USD per la realizzazione di progetti infrastrutturali, l’80% dei quali in Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti. Secondo il rapporto “GCC Construction – An overview of buildings, energy, and infrastructure” di Ventures Middle East, ciò dovrebbe sostenere la ripresa del comparto delle costruzioni entro il 2012. Le risorse disponibili sono state destinate a programmi infrastrutturali non soltanto per far fronte alla crescita della popolazione, ma anche per diversificare l’economia, in modo tale da ridurne la dipendenza dal tradizionale oil & gas.

giovedì 14 aprile 2011

Arabia Saudita in buona posizione nella classifica Doing Business

“L’Arabia Saudita, paese riformatore al massimo livello nella regione, ha reso più facile avviare un’impresa continuando a semplificare le formalità per la registrazione commerciale e riducendo le tasse d’iscrizione dell’80%”.

Secondo la classifica Doing Business stilata dalla Banca Mondiale, L’Arabia Saudita, assieme a Qatar, Egitto, Bahrein ed Emirati Arabi, si colloca tra le prime venti posizioni per “facilità d’impresa”. Il rapporto spiega: “L’Arabia Saudita, paese riformatore al massimo livello nella regione, ha reso più facile avviare un’impresa continuando a semplificare le formalità per la registrazione commerciale e riducendo le tasse d’iscrizione dell’80%”.
Pertanto non soltanto L’Arabia Saudita, ma anche il resto del Medio Oriente è impegnato in un processo di semplificazione della normativa del fare affair.
La classifica è realizzata secondo i differenti fattori che agevolano o rendono difficile le attività dell’investitore straniero: il problema più rilevante nel mercato saudita riguarda l’esecutività dei contratti. Ciò significa che nel caso di una vertenza con un cliente o un partner, non è semplice ottenere l’esecuzione delle clausole stabilite legalmente.

mercoledì 13 aprile 2011

L’Arabia Saudita e le rinnovabili

“Il fabbisogno energetico interno sta crescendo a livelli allarmanti, trainato dalla crescita economica e demografica. Passare alle rinnovabili non è un lusso ma una necessità”.

Khalid Al Sulaiman, il vice presidente per le energie rinnovabili presso la King Abdullah City, l’ente che si occupa dello sviluppo dell’energia alternativa nel regno saudita, ha affermato: “Il fabbisogno energetico interno sta crescendo a livelli allarmanti, trainato dalla crescita economica e demografica. Passare alle rinnovabili non è un lusso ma una necessità”.
Pertanto il mercato saudita vuole puntare sui settori eolico, solare e nucleare, sui quali intende investire circa 100 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni.
Lo sfruttamento di fonti sostenibili porterebbe a dimezzare la dipendenza dal petrolio, di fronte soprattutto alla crescita della domanda interna che si prevede aumenterà del 300% nei prossimi vent’anni.

martedì 12 aprile 2011

Piani di sviluppo nel mercato saudita

Tra i piani di sviluppo in cui è impegnata l’Arabia Saudita, di particolare rilievo vi sono il piano quinquennale (2010-2015) e quello relativo alle nuove “economic cities”.

Tra i piani di sviluppo in cui è impegnata l’Arabia Saudita, di particolare rilievo vi sono il “Piano di sviluppo quinquennale” (2010-2015) e quello relativo alle nuove “economic cities”.
Il primo, che prevede una spesa complessiva pari a 385 miliardi di dollari, ovvero il 67% in più rispetto al quinquennio precedente, riserva particolare attenzione allo sviluppo del capitale umano (formazione e istruzione) al quale sarà destinato oltre il 50% del budget. Le rimanenti risorse saranno impiegate nel settore socio-sanitario (19%), nello sviluppo di infrastrutture (15,7%), nel settore dei trasporti e delle comunicazioni (7,7%) e in quello dell’edilizia (7%).
Il secondo progetto sopra citato, ovvero quello relativo alle quattro nuove “economic cities”, che dovrebbe mobilitare investimenti pubblici e privati per 80 miliardi di dollari, prevede la costruzione ex novo di sei nuove città. Saranno realizzati insediamenti commerciali, sportivi e turistici, aree residenziali, industriali ed aree dedicate ad attività logistiche.
Pertanto si tratta di un progetto ambizioso e molto interessante per gli investitori stranieri che operano nel mercato saudita.

giovedì 7 aprile 2011

L’allocazione del budget

Relativamente all’allocazione del budget, l’obiettivo del governo saudita è quello di sviluppare piani d’investimento finalizzati alla diversificazione dell’economia e alla riduzione della disoccupazione.

L’allocazione del budget nell’anno 2010 ha confermato la diversificazione della spesa che il governo sta attuando. Sono state impiegate risorse sia per le fasce basse della popolazione (sussidi per prodotti alimentari), che per la difesa dell’occupazione (molti contratti pubblici sono diventati contratti a tempo indeterminato) e per lo sviluppo dell’istruzione a cui è stato destinato il 25% del budget.
Circa il 48% è stato impiegato in infrastrutture, quali ponti, aeroporti, ferrovie, telecomunicazioni, dighe, strade, illuminazione e ponti, in istruzione e sanità; rilevante anche la spesa destinata alla difesa e sicurezza (circa il 32%).
L’obiettivo delle autorità è quello di mantenere anche per il futuro piani d’investimento finalizzati alla diversificazione dell’economia e alla riduzione dell’occupazione.

mercoledì 6 aprile 2011

L’importanza dei partner finanziari locali

Il mercato saudita è caratterizzato da una presenza significativa di partner finanziari locali che gestiscono non soltanto le attività edilizie e commerciali, ma anche molte aziende nel settore industriale e dei servizi.

Il mercato saudita è caratterizzato da una presenza significativa di partner finanziari locali, generalmente legati alla famiglia reale. Essi gestiscono non soltanto le attività edilizie e commerciali, ma anche molte aziende nel settore industriale e dei servizi.
Ad esempio Alfanar Group è uno dei maggiori “contractor”nel mercato delle infrastrutture elettriche; non soltanto sta ampliando l’attività al settore edile attraverso l’apertura di un’industria di piastrelle con tecnologia italiana, ma ha anche concluso un accordo con Simest per la promozione della presenza italiana nel mercato saudita.
Sono società ben disposte a considerare nuove iniziative, ma per poter sviluppare opportunità di business è necessario che si instaurino contatti personali.

martedì 5 aprile 2011

Arabia Saudita: i canali d’ingresso

Tra i canali d’ingresso in Arabia Saudita un ruolo importante è rivestito dall’Ice, dal sistema fieristico e dalla Sidco.

L’ingresso di un’azienda in Arabia Saudita è strettamente legato allo sviluppo di rapporti personali nel mercato stesso. Tra gli strumenti di supporto utili alla creazione dei contatti necessari un ruolo importante è rivestito dall’Ice, dal sistema fieristico e dalla Sidco. L’Ice è il principale “presidio operativo” del Sistema Italia in Arabia Saudita: non soltanto fornisce servizi personalizzati ma ha anche un ruolo di promozione della presenza italiana sul mercato.
Il sistema fieristico, essendo piuttosto sviluppato, rappresenta un canale d’ingresso potenziale: i tre poli espositivi di maggior rilievo sono il Riyadh Exhibition Center, l’International Exhibitions and Convention Center (Jeddah) e il Dahran International Exhibitions Center.
Il terzo strumento sopra citato utile per entrare nel mercato saudita è la Sidco, Saudi Italian Development Company, una società saudita che promuove l’internazionalizzazione e sviluppa attività di scouting, ovvero cerca contatti italiani interessati al mercato locale.