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mercoledì 23 marzo 2011

Rapporti Usa - Arabia Saudita

Tra le questioni che preoccupano maggiormente gli americani vi è il timore che l’onda rivoluzionaria, partita dalla Tunisia lo scorso dicembre, coinvolga anche la stabilità dell’Arabia Saudita.

Le rivolte nordafricane, partite lo scorso dicembre dalla Tunisia, hanno contagiato tutti i regimi della regione mediorientale. Tra le questioni che preoccupano maggiormente gli americani vi è il timore che l’onda rivoluzionaria coinvolga anche la stabilità dell’Arabia Saudita. A tal proposito, Rachel Bronson, vicepresidente del Chicago Council On Global Affairs, ha scritto un lungo articolo dal titolo “Could the next Mideast uprising happen in Saudi Arabia?”, in cui afferma che per interessi economici “Washington non vuole che la monarchia saudita cada e l’amministrazione Obama vuole che abbia luogo un cambiamento graduale con il passare del tempo, ed incoraggerà la realizzazione di un migliore sistema di governo che includa una maggiore rappresentanza politica e un approccio più liberale”.
Pareva che il governo americano volesse evitare un intervento militare in Libia poiché ciò gli avrebbe precluso, se necessario, la possibilità di intervenire in Arabia Saudita.
Tuttavia, qualche giorno fa, anche gli Stati Uniti si sono uniti all’attacco contro Ghedaffi.

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