“Qui in Arabia non ragionano più solo in termini di petrolio ma cominciano a guardare con interesse alle fonti energetiche alternative. E questo può essere una grande opportunità per l’Italia”, ha affermato il ministro dello Sviluppo Paolo Romani dopo un incontro svoltosi qualche mese fa con il ministro del petrolio Ibrahim Al Naimi.
Di fronte ad una crescita sempre più sostenuta della domanda interna, l’Arabia Saudita ha deciso di investire nello sfruttamento di energie alternative. Pertanto il ministro del Greggio Ali al-Nuaimi ha spiegato: “Abbiamo iniziato a prendere misure per utilizzare più fonti di energia, in particolare solare e nucleare”.
La forte domanda interna potrebbe compromettere le esportazioni di petrolio del Paese: secondo il direttore per lo stato di re Abdullah delle energie nucleari e rinnovabili la domanda di elettricità, che nel 2010 è stata di 40 gigawatt, raggiungerebbe nel 2032 i 120 gigawatt. Da ciò nasce l’interesse di investire in fonti alternative di approvvigionamento e, come afferma il ministro dello Sviluppo Paolo Romani, questo può portare benefici all’Italia, molto apprezzata per il know how acquisito nel settore.
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