Le principali notizie e informazioni di natura economica, finanziaria, giuridica e politica relative all'Arabia Saudita

martedì 29 marzo 2011

Interscambio commerciale a livello mondiale

L’Arabia Saudita, dopo un drastico calo dell’interscambio commerciale registrato nel 2009, ha mostrato una buona capacità di ripresa. Confrontando i dati relativi al primo trimestre del 2009 e a quello del 2010 si assiste già ad un incremento del 39,3% per quanto riguarda le esportazioni e del 6% per quanto riguarda le importazioni.

Alcune elaborazioni dell’Osservatorio Economico del Ministero dello Sviluppo Economico mostrano come nel 2009, l’anno della crisi mondiale, l’Arabia Saudita abbia registrato un forte calo sia nelle esportazioni che nelle importazioni. Dal 2003 in poi, invece, si era assistito ad una continua crescita dei valori, raggiungendo, nel 2008, 300.204 milioni di dollari nell’export, e 113.690 milioni di dollari nell’import: dati che, nell’anno successivo, hanno riportato una variazione negativa, rispettivamente del -41,2% e del -16,5%.
Confrontando i dati relativi al primo trimestre del 2009 e a quello del 2010, si assiste però ad una significativa ripresa, che registra un incremento del 39,3% per quanto riguarda le esportazioni e del 6% per quanto riguarda le importazioni. Pertanto, nonostante il grave arresto dell’economia dovuto al momento di recessione globale, il mercato saudita gode di una buona capacità di ripresa e, attualmente, nell’intenzione di diversificare il proprio mercato, offre opportunità di investimento alle aziende italiane.

mercoledì 23 marzo 2011

Rapporti Usa - Arabia Saudita

Tra le questioni che preoccupano maggiormente gli americani vi è il timore che l’onda rivoluzionaria, partita dalla Tunisia lo scorso dicembre, coinvolga anche la stabilità dell’Arabia Saudita.

Le rivolte nordafricane, partite lo scorso dicembre dalla Tunisia, hanno contagiato tutti i regimi della regione mediorientale. Tra le questioni che preoccupano maggiormente gli americani vi è il timore che l’onda rivoluzionaria coinvolga anche la stabilità dell’Arabia Saudita. A tal proposito, Rachel Bronson, vicepresidente del Chicago Council On Global Affairs, ha scritto un lungo articolo dal titolo “Could the next Mideast uprising happen in Saudi Arabia?”, in cui afferma che per interessi economici “Washington non vuole che la monarchia saudita cada e l’amministrazione Obama vuole che abbia luogo un cambiamento graduale con il passare del tempo, ed incoraggerà la realizzazione di un migliore sistema di governo che includa una maggiore rappresentanza politica e un approccio più liberale”.
Pareva che il governo americano volesse evitare un intervento militare in Libia poiché ciò gli avrebbe precluso, se necessario, la possibilità di intervenire in Arabia Saudita.
Tuttavia, qualche giorno fa, anche gli Stati Uniti si sono uniti all’attacco contro Ghedaffi.

lunedì 21 marzo 2011

L’Arabia Saudita investe in bioedilizia

Il primo Green Building Forum, svoltosi lo scorso ottobre, e il Green Building design e interni del prossimo maggio, sono tra le iniziative che sottolineano l’impegno del Governo saudita ad investire nel settore della bioedilizia.

La città di Jeddah, in Arabia Saudita, ospita uno degli edifici verdi famosi in tutto il mondo. Si tratta del King Abdullah University of Science and Technology, terminato lo scorso anno e dotato di un impianto termico e fotovoltaico che produce fino a tremila e trecento MW di energia pulita all’anno.
Attualmente nell’area saudita i progetti di costruzione di infrastrutture ecosostenibile sono circa 700, per un investimento totale di 185 miliardi di dollari. A testimonianza del fatto che il Medio Oriente sta iniziando ad investire nel campo dell’edilizia verde, si metta in evidenza l’importanza del primo Green Building Forum svoltosi nel Paese saudita lo scorso ottobre, un convegno nazionale dedicato esclusivamente alla bioedilizia. A maggio, inoltre, si terrà a Ryadh il Green Building design e interni, ovvero la prima mostra aperta sia ad aziende locali che internazionali, durante la quale vi saranno approfondimenti sui materiali eco-friendly, tecnologie ad alta efficienza energetica e progettazione di edifici verdi.

venerdì 18 marzo 2011

L’Arabia Saudita punta sull’energia nucleare e rinnovabile

Qui in Arabia non ragionano più solo in termini di petrolio ma cominciano a guardare con interesse alle fonti energetiche alternative. E questo può essere una grande opportunità per l’Italia”, ha affermato il ministro dello Sviluppo Paolo Romani dopo un incontro svoltosi qualche mese fa con il ministro del petrolio Ibrahim Al Naimi.

Di fronte ad una crescita sempre più sostenuta della domanda interna, l’Arabia Saudita ha deciso di investire nello sfruttamento di energie alternative. Pertanto il ministro del Greggio Ali al-Nuaimi ha spiegato: “Abbiamo iniziato a prendere misure per utilizzare più fonti di energia, in particolare solare e nucleare”.
La forte domanda interna potrebbe compromettere le esportazioni di petrolio del Paese: secondo il direttore per lo stato di re Abdullah delle energie nucleari e rinnovabili la domanda di elettricità, che nel 2010 è stata di 40 gigawatt, raggiungerebbe nel 2032 i 120 gigawatt. Da ciò nasce l’interesse di investire in fonti alternative di approvvigionamento e, come afferma il ministro dello Sviluppo Paolo Romani, questo può portare benefici all’Italia, molto apprezzata per il know how acquisito nel settore.


martedì 8 marzo 2011

Arabia Saudita al 10° posto nella classifica della Banca Mondiale come “possibilità di fare business”

Il presidente del Saudi Business Council, Youssef Al Maimani, ha dichiarato recentemente che la volontà dell’Arabia Saudita è quella di non essere più “stazione di benzina del mondo, ma di sviluppare altri settori, importando tecnologie e il modello delle piccole e medie imprese”.

Sono positivi i rapporti tra Italia e Arabia Saudita: arrivare ad un interscambio di 10 miliardi di euro è l’obiettivo dei prossimi tre anni. Il presidente del Saudi Business Council, Youssef Al Maimani, ha dichiarato recentemente che la volontà dell’Arabia Saudita è quella di non essere più “stazione di benzina del mondo, ma di sviluppare altri settori, importando tecnologie e il modello delle piccole e medie imprese”. Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, ha quindi incoraggiato le imprese sottolineando che vi sono “ampi spazi di crescita” sia per la forte realtà manifatturiera del Made in Italy, sia per i settori dell’energia e della green economy in cui l’Italia ha conquistato posizioni di leadership.
Restano ancora ostacoli burocratici, una lentezza della giustizia amministrativa, ci sono barriere all’ingresso”, afferma inoltre la presidente di Confindustria. Ciononostante il Paese saudita è collocato al decimo posto nella classifica della Banca Mondiale come “possibilità di fare business”, prima di Giappone e Germania. In questo clima favorevole per l’internazionalizzazione, lo scorso novembre è stata organizzata la prima missione di sistema organizzata da Confindustria, Abi, Ice e governo, la quale ha contato circa 250 partecipanti.