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mercoledì 2 maggio 2012

Tensione tra Egitto e Arabia

Riyadh ha deciso di chiudere la sua sede diplomatica al Cairo e i consolati di Alessandria e Port Said.

L’escalation di tensione fra Egitto e Arabia Saudita, è iniziata lo scorso 17 aprile, quando le autorità dell’aeroporto di Gedda hanno fermato Ahmad el Guinzawi - avvocato e attivista egiziano che ha denunciato il trattamento riservato - accusandolo di avere tentato di entrare nel paese con una valigia contenente oltre ventimila pastiglie di un antidepressivo che è considerato uno stupefacente nella monarchia del Golfo; la sorella dell’attivista ha avviato le proteste denunce sulla detenzione del fratello davanti all’ambasciata saudita.
 L’Arabia Saudita, alleato storico dell’Egitto e suo finanziatore con un flusso di 4 miliardi di dollari l’anno, ha sempre sostenuto l’ex rais egiziano Hosni Mubarak. Tuttavia, dopo giorni di proteste “ingiustificate”, Riyadh ha deciso di chiudere la propria sede diplomatica al Cairo e i consolati di Alessandria e Port Said: come ha ammesso il capo del Consiglio militare egiziano, Hussein Tantawi, è iniziata la prima crisi diplomatica fra i due Paesi dalla fine del regime dell’ex rais egiziano.
Le autorità egiziane hanno voluto evidenziare i rapporti fraterni e privilegiati fra i due paesi e il capo del Consiglio militare Hussein Tantawi si è messo in contatto col governo di Riyadh per tentare di placare la disputa, anche in vista delle elezioni presidenziali che si terranno in Egitto il 23 e 24 maggio. Alcuni analisti ritengono che i sauditi siano fra i finanziatori dei movimenti islamisti più integralisti come quello dei salafiti, che sono diventati il secondo movimento politico nel Parlamento egiziano, ma che insieme ai giovani rivoluzionari hanno manifestato davanti alla sede del Consiglio militare, dopo l’esclusione dalla corsa del loro candidato.

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