Le principali notizie e informazioni di natura economica, finanziaria, giuridica e politica relative all'Arabia Saudita

mercoledì 30 maggio 2012

Saudia diventa il 16° membro di SkyTeam

Anche Saudia, la compagnia di bandiera dell'Arabia Saudita, entra a far parte dell'alleanza SkyTeam.

Saudia, la compagnia di bandiera saudita, diventa il primo membro mediorientale di SkyTeam, l'alleanza di cui fa parte anche Alitalia. Dagli hub di Jeddah, Riyadh e Dammam, Saudia offre un network che collega e serve tutta la penisola araba, il subcontinente indiano e il Nord Africa; con l’ingresso della compagnia araba al network mondiale di SkyTeam si aggiungono 51 nuove destinazioni: tra queste Islamabad in Pakistan, Colombo nello Sri Lanka e Alessandria in Egitto.
Michael Wisbrun, Direttore Generale di SkyTeam, durante una cerimonia tenutasi a Jeddah, ha dichiarato: “L’ingresso di Saudia aggiunge grande valore all'Alleanza perché apre ai nostri clienti l'importante mercato dell'Arabia Saudita. […] Con l'adesione di uno dei maggiori vettori della regione rispondiamo alle richieste dei nostri clienti che desiderano avere maggiori possibilità di viaggio in Medio Oriente. Ora possiamo offrire un maggior numero di destinazioni continuando a concentrarci sul miglioramento dei prodotti e dei servizi per i nostri clienti in tutto il mondo”.
Il Direttore Generale di Saudia, Khalid Al-Molhem, ha ricordato che l'adesione a SkyTeam si inserisce nella strategia di trasformazione a lungo termine della compagnia mediorientale, che ha in programma inoltre un rinnovamento del marchio, una ristrutturazione delle principali attività e un miglioramento dei servizi offerti in volo e negli aeroporti.

mercoledì 23 maggio 2012

Riyadh acquista aerei da addestramento Bae e Pilatus

L'Arabia Saudita acquisterà 55 aerei turboelica Pilatus PC-21 e 22 caccia addestratori Bae Systems Hawk.

Riyadh ha firmato un contratto per l’acquisto di 55 aerei turboelica Pilatus PC-21 e 22 caccia addestratori Bae Systems Hawk: i PC-21 inizieranno nel 2014, mentre la nuova versione dell'Hawk arriverà nel 2016. Relativamente agli aerei da addestramento, la forza aerea attuale del Paese è composta principalmente da 45 vecchi Hawk 65 e da 47 turboelica Pilatus PC-9.
Il contratto, di circa 1,6 miliardi di sterline, è comprensivo di manutenzione, simulatori, equipaggiamenti e addestramento del personale locale; tale appalto costituisce quindi una grande opportunità per Bae Systems e Pilatus, che cercano da molto tempo nuovi clienti per i loro addestratori: Bae Systems aveva in ordine solo 28 Hawk 128 per la Royal Air Force, mentre Pilatus - partner svizzero che condivide alcune tecnologie con la corporazione inglese - come la prima, aveva in cantiere un “appalto domestico”, oltre a una partita di aerei per gli Emirati Arabi Uniti.

mercoledì 16 maggio 2012

Mercati “nelle mani” di Grecia e Arabia Saudita

Il Brent risente delle incertezze greche e delle esternazioni del ministro dell’Arabia Saudita, secondo il quale 100 dollari al barile è il prezzo adeguato per il petrolio.

Il mercato delle commodities risulta condizionato dai fallimenti delle trattative per formare il nuovo governo in Grecia e dalle accresciute possibilità di uscita dall’euro del Paese; in particolare, il Brent risente delle esternazioni del ministro dell’Arabia Saudita, paese che ha un ruolo chiave relativamente alla produzione petrolifera, il quale ha affermato che 100 dollari al barile sarebbe il prezzo adeguato per il petrolio.
Dai dati riportati nell’oil market report mensile, pubblicato dall’IEA (International Energy Agency), risulta evidente che il mercato mondiale del petrolio è più teso, a causa della crescita nelle stime della domanda (90 milioni di barili al giorno, in crescita di quasi l’1%) e dei rischi geopolitici, che contribuiscono a mantenere alto il prezzo dell’oro nero.

mercoledì 2 maggio 2012

Tensione tra Egitto e Arabia

Riyadh ha deciso di chiudere la sua sede diplomatica al Cairo e i consolati di Alessandria e Port Said.

L’escalation di tensione fra Egitto e Arabia Saudita, è iniziata lo scorso 17 aprile, quando le autorità dell’aeroporto di Gedda hanno fermato Ahmad el Guinzawi - avvocato e attivista egiziano che ha denunciato il trattamento riservato - accusandolo di avere tentato di entrare nel paese con una valigia contenente oltre ventimila pastiglie di un antidepressivo che è considerato uno stupefacente nella monarchia del Golfo; la sorella dell’attivista ha avviato le proteste denunce sulla detenzione del fratello davanti all’ambasciata saudita.
 L’Arabia Saudita, alleato storico dell’Egitto e suo finanziatore con un flusso di 4 miliardi di dollari l’anno, ha sempre sostenuto l’ex rais egiziano Hosni Mubarak. Tuttavia, dopo giorni di proteste “ingiustificate”, Riyadh ha deciso di chiudere la propria sede diplomatica al Cairo e i consolati di Alessandria e Port Said: come ha ammesso il capo del Consiglio militare egiziano, Hussein Tantawi, è iniziata la prima crisi diplomatica fra i due Paesi dalla fine del regime dell’ex rais egiziano.
Le autorità egiziane hanno voluto evidenziare i rapporti fraterni e privilegiati fra i due paesi e il capo del Consiglio militare Hussein Tantawi si è messo in contatto col governo di Riyadh per tentare di placare la disputa, anche in vista delle elezioni presidenziali che si terranno in Egitto il 23 e 24 maggio. Alcuni analisti ritengono che i sauditi siano fra i finanziatori dei movimenti islamisti più integralisti come quello dei salafiti, che sono diventati il secondo movimento politico nel Parlamento egiziano, ma che insieme ai giovani rivoluzionari hanno manifestato davanti alla sede del Consiglio militare, dopo l’esclusione dalla corsa del loro candidato.