Le principali notizie e informazioni di natura economica, finanziaria, giuridica e politica relative all'Arabia Saudita

venerdì 20 aprile 2012

Austria e Arabia Saudita all’Expo 2015

 Con l’adesione di Austria e Arabia Saudita, sale a 81 il numero dei Paesi che parteciperanno all'Expo 2015.

Austria e Arabia Saudita hanno annunciato la loro adesione all'Esposizione Universale ospitata a Milano nel 2015: sale così a 81 il numero dei Paesi partecipanti. A tal riguardo, Giuliano Pisapia, il commissario straordinario del governo per l'Expo, si è mostrato entusiasta e ha dichiarato che si tratta di “un successo rispetto agli obiettivi iniziali e un record rispetto alle precedenti Esposizioni Universali. Il peso delle due ultime adesioni, un Paese ponte tra la Vecchia e la Nuova Europa e uno dei grandi protagonisti della scena internazionale, mi rendono certo del fatto che Expo Milano sarà un successo non solo per l'alto tasso di innovazione che lo contraddistinguerà, ma anche per i temi cui è dedicato e per il dibattito costruttivo che su questi stessi temi strategici avverrà tra il Nord e il Sud del Pianeta”.
Soddisfatto anche Roberto Formigoni, Commissario Generale della manifestazione, che ha definito “ingressi di assoluto prestigio” quelli di Austria e Arabia Saudita: “La presenza austriaca accresce il peso specifico della compagine europea consentendoci di rafforzare una partnership già a più livelli collaudata, e quella di un colosso mondiale come l'Arabia Saudita, leader di prim'ordine, dimostratasi capace di non sottrarsi al confronto con una piattaforma di dialogo internazionale quale sarà appunto la nostra Esposizione Universale”.

giovedì 12 aprile 2012

Scontri e rivolte in Arabia Saudita

In Arabia Saudita aumentano i segnali del malcontento popolare: sotto accusa le politiche conservatrici, autoritarie e inefficienti dell’élite al potere.

Le rivoluzioni della Primavera Araba dello scorso anno, sebbene in Arabia Saudita non abbiano portato allo stravolgimento dell’ordine costituito, hanno accresciuto la consapevolezza della popolazione circa i gravi problemi del Paese: corruzione, mancanza di un buon welfare, di eguaglianza tra i sessi e di libertà di espressione. Recentemente sono scoppiate rivolte anche a causa delle discriminazioni religiose ed economiche subite dalla minoranza sciita: il governo - nel timore che quest’ultima acquisti potere e  possa creare un filo conduttore con l’Iran, lo stato sciita per eccellenza - continua a non voler riconoscere la legittima volontà della minoranza sciita di partecipare alla vita politica ed economica del Paese.
Dallo scorso Marzo a oggi, sono aumentate le dimostrazioni anti-governative e, di conseguenza, anche gli arresti tra attivisti, giornalisti e politici di opposizione. Il ministro degli interni saudita, a tal riguardo, ha recentemente parlato di forme di “nuovo terrorismo”, anche se in realtà si tratta soprattutto di proteste silenziose, alle quali i media, per salvaguardare l’immagine di facciata di ricchezza e riformismo che il Paese vuole mostrare, non danno spazio: Riyadh controlla e reprime le libertà dei cittadini, attraverso l’utilizzo arbitrario della pena di morte e delle detenzioni, con l’imposizione di divieti di viaggio e di un “codice di comportamento” per coloro che lavorano per i media e con il supporto di organi quali il Comitato di Promozione della Virtù e Prevenzione del Vizio.
Il crescente malcontento popolare è dovuto anche alle concentrazione delle rendite petrolifere nelle mani reali e gli alti tassi di inflazione e di disoccupazione. Quest’ultima riguarda almeno il 30% dei giovani, sfavoriti anche dal fatto che le aziende saudite preferiscono assumere manodopera straniera, più economica e più competente. Tuttavia, grazie ai social network e alla possibilità di un confronto continuo con gli altri Paesi, anche i giovani sauditi stanno acquistando sempre più consapevolezza dei loro diritti.

mercoledì 4 aprile 2012

Snamprogetti: un sistema di drenaggio delle acque piovane

Si rafforza la presenza in Arabia Saudita di Snamprogetti, la società di ingegneria del gruppo ENI che dal 2008 fa parte della Saipem S.p.A.

La Snamprogetti, società di ingegneria del gruppo ENI inglobata dalla Saipem S.p.A., nei giorni scorsi si è aggiudicata un contratto da 260 milioni di euro per la realizzazione di un sistema di drenaggio delle acque piovane in Arabia Saudita, a nord di Gedda, nell'area dell'aeroporto internazionale King Abdulaziz. Il progetto prevede la costruzione di un condotto di 56 chilometri per lo scarico delle acque piovane a mare e di altri condotti laterali per il collegamento al sistema di drenaggio creato in precedenza. Inoltre, l’impianto sarà dotato di 250 vasche per il recupero delle acque e una fossa di raccolta di circa 600.000 metri cubi.
Come hanno spiegato fonti diplomatiche a Gedda, il contratto di Snamprogetti, si inscrive nel programma di riqualificazione del sistema fognario e di drenaggio delle acque della città, avviato dalle autorità saudite in seguito alle alluvioni del novembre 2009 e del gennaio 2011, a causa delle quali oltre 130 persone hanno perso la vita. Infatti, oltre a quello affidato alla società del Gruppo Saipem, il piano comprende altri 7 progetti, che sono stati assegnati a due società saudite e una cinese e che prevedono, fra l'altro, la costruzione di 5 dighe e l'espansione dei canali presenti a nord, est e sud di Gedda.