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mercoledì 15 febbraio 2012

L’Aie corregge al ribasso la capacità produttiva saudita

L’Agenzia Internazionale dell’Energia corregge al ribasso la capacità produttiva dell’Arabia Saudita stimata da Aramco, la società petrolifera statale.

La società petrolifera statale dell’Arabia Saudita, Aramco, afferma che la massima produzione possibile del paese è di 12,5 milioni di barili al giorno, mentre l’Agenzia Internazionale dell’Energia  ritiene che si tratti di una cifra eccessiva e la sposta a 11,88 milioni. L’ente rappresenta gli interessi dei paesi dell’Ocse ed è pertanto opportuno considerare tale valutazione al ribasso alla luce del ruolo fondamentale che Riyadh riveste per il mercato internazionale del greggio: l’Arabia detiene la più consistente quota di capacità produttiva inutilizzata ed è anche l’unica nazione petrolifera che potrebbe compensare l’eventuale riduzione dell’offerta dell’Iran causata dell’embargo di Europa e Stati Uniti.
Il ministro Ali al-Naimi il mese scorso ha affermato che il paese può “facilmente” aumentare l’estrazione, aggiungendo che in 90 giorni potrebbe raggiungere i 12,5 milioni di barili giornalieri, la capacità produttiva stimata dall’Aramco. Tuttavia, l’Aie calcola come “capacità” quella che si può ottenere in 30 giorni e conservare per almeno 3 mesi, quindi non intende considerare i 700mila barili aggiuntivi.
La correzione dell’Aie secondo alcuni esperti è anche una naturale conseguenza del calo delle risorse nei giacimenti petroliferi sauditi, un calo che negli ultimi anni è stato mascherato dai cospicui investimenti decisi da Riyadh.

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