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mercoledì 1 febbraio 2012

Il mercato del lavoro saudita si rinnova

L’Arabia Saudita distribuisce sussidi di disoccupazione e apre il proprio mercato del lavoro a donne e giovani.

L’Arabia Saudita intende riformare il suo mercato del lavoro. Come riportato dal Wall Street Journal, le nuove misure riguardano soprattutto i giovani e le donne. Il Paese presenta un tasso di disoccupazione giovanile molto alto (oltre il 30%), vicino a quelli di Yemen, Siria, Egitto, Tunisia e diversi altri paesi di Nordafrica e Medio Oriente: le autorità saudite temono che lo scontento dovuto alla mancanza di posti di lavoro possa favorire la nascita di movimenti di protesta.
L’Arabia Saudita intende inoltre modificare l’attuale organizzazione del mercato del lavoro, ingessata ormai da molto tempo: i posti di lavoro statali sono occupati prevalentemente dai sauditi, mentre in quelli del settore privato trovano impiego soprattutto gli stranieri, che costano meno. Questo sistema non è più sostenibile, in quanto gli stipendi dei dipendenti pubblici, che assorbono il 40% del budget statale, sono troppo gravosi.
Per impiegare i giovani e le donne, che sino a poco tempo fa potevano svolgere generalmente solo alcuni lavori (prevalentemente nell’ambito dell’insegnamento e della sanità pubblica), l’Arabia Saudita ha licenziato migliaia di lavoratori stranieri. Il regno saudita ha inoltre concesso ricchi sussidi ai disoccupati di età compresa tra i 20 e i 35 anni, anche se ne sono stati assegnati solo 500.000 a fronte di 3,5 milioni di domande.
Le autorità saudite intendono proporre a breve altre riforme per provvedere all’inserimento strutturale dei cittadini sauditi nel settore privato e si propongono di cambiare una mentalità molto radicata nel Paese, per la quale molti sauditi non accettano i lavori più umili, valutati come inadeguati alle loro aspettative.

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