Le principali notizie e informazioni di natura economica, finanziaria, giuridica e politica relative all'Arabia Saudita

giovedì 21 giugno 2012

Bashar al-Assad, lo scomodo vicino

Il nemico da combattere con ogni mezzo. Un vicino che rischia di rivelarsi in futuro una minaccia ancora peggiore, qualora l’esito della rivolta dovesse volgere in suo favore.

Bashar al-Assad sempre più al centro delle preoccupazioni saudite. Malgrado l’ingente dispiegamento di forze da parte dei nemici della dinastia alawita, i risultati in campo sono tutt’ora dalla sua parte.
Il Presidente siriano continua a godere infatti dell’indiscusso sostegno di Iran e Russia, il che lo rende certamente più sicuro di quanto non fossero in passato altri leader come Mubarak o Gheddafi.
L’Arabia Saudita, dal canto suo, non vuole rinunciare all’opportunità di veder scomparire uno dei suoi peggiori incubi, pur consapevole dei rischi insiti in una diretta partecipazione alla ribellione siriana. La caduta di al-Assad porterebbe ad un risultato mediato ma sufficiente a riequilibrare l’influenza di Riad sulla penisola arabica.
E il fine dunque giustifica i mezzi.
Dai primi mesi dell’anno è in nome dell’Islam che l’Arabia Saudita ha irrigidito la sua posizione nei confronti del governo siriano, visto come una dittatura retta da una minoranza eretica che opprime i musulmani sunniti. Dietro la missione di affermare un modello statale realmente islamico, Riad si fa promotrice di una battaglia ideologico-religiosa diretta quindi non solo contro la Siria, ma anche, e soprattutto, contro l’Iran e i suoi alleati sciiti.

mercoledì 13 giugno 2012

Armi per i siriani. Si infiamma la regione mediorientale

Il Qatar e l’Arabia Saudita forniscono armi ai ribelli siriani attraverso la Turchia con sostegno servizi di Ankara.

Dopo che nei giorni scorsi l’Arabia Saudita aveva criticato il sostegno da parte dei russi nei confronti della famiglia Assad è di oggi la notizia che i ribelli siriani hanno ricevuto armi dal Qatar e proprio dal paese arabo.
Lo riporta il quotidiano britannico The Independent, spiegando che le armi sono state introdotte attraverso la Turchia e con il sostegno del Mit, il servizio di intelligence turco.
Questa nuova situazione rischia ora di infiammare l'intera regione mediorientale.
Secondo quanto si legge sul quotidiano britannico, i ribelli siriani avrebbero ricevuto, tra l'altro, carichi di kalashnikov, granate da lanciarazzi e armi anticarro. "Il governo turco ci ha aiutati ad armarci", ha confermato una fonte citata dal giornale.

mercoledì 6 giugno 2012

L’Arabia Saudita critica il sostegno di Mosca ad Assad

È giunto il momento in cui la Russia deve cambiare la propria politica nei confronti della Siria: lo ha affermato il ministro degli Esteri saudita, principe Saud al Faisal, chiedendo a Mosca di cessare il sostegno nei confronti del regime del presidente Bashar al-Assad.

Il ministro degli Esteri, Saud al-Faisal ha recentemente commentato una dichiarazione del viceministro degli Esteri russo, Gennadi Gatilov, secondo il quale la permanenza al potere di Assad non era una condizione necessaria per una soluzione della crisi siriana.
Mosca deve "agire a favore della fine delle violenze e di una transizione politica pacifica, cosa che le permetterà di salvaguardare i propri interessi in Siria e nel mondo arabo", ha concluso il capo della diplomazia saudita.
Hanno certamente influito, oltre alle parole di Gatilov, un intervento di Vladimir Putin che, nel corso di un incontro di qualche giorno fa in Germania, aveva dichiarato :”La Russia ha tradizionalmente "longeve e buone relazioni" con la famiglia Assad, "ma noi non supportiamo nessuna parte". L’intervento era poi così terminato: “Ci avvarremo di tutte le possibilità. Noi Russia, ma anche la Germania e tutte le altre parti faranno il possibile per aiutare Annan".