La Lega araba ha proposto di posticipare la scadenza della missione in Siria, nonostante l’Arabia Saudita abbia deciso di ritirare i propri osservatori.
L’organizzazione intergovernativa araba ha proposto di posticipare la scadenza della missione “dal 24 gennaio al 23 febbraio 2012”. Come riportato dall’agenzia di stampa governativa Sana, il ministro degli esteri siriano Walid Mouallem ha accettato la proroga.
Pochi giorni fa l’Arabia Saudita ha deciso di ritirare i propri osservatori dalla missione in Siria, a causa della mancata applicazione del patto proposto dalla Lega araba, patto che a sua volta avrebbe dovuto assicurare “la partenza pacifica del regime”. Il principato arabo, oltre a richiamare gli osservatori, ha chiesto che i Paesi arabi, la Cina, la Russia, l'Europa e gli Stati Uniti premano affinché il governo del presidente Bashar Assad fermi le violenze: dallo scoppio delle rivolte l’Onu ha confermato l’uccisione di 5.000 civili a cui si aggiungono altri 800 morti durante l’ultimo mese. A tal riguardo, El-Baradei - ex direttore dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) e premio Nobel per la pace nel 2005 - ha espresso molte “preoccupazioni per il ruolo della Russia” che ha fornito legalmente armi sia alle milizie presidenziali che agli oppositori del regime.
Con le richieste saudite è arrivata, da parte della Lega, anche la richiesta formale di udienza al segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon: l’idea è quella di spodestare il presidente siriano, come è avvenuto lo scorso giugno con quello yemenita, Ali Abdullah Saleh, allontanato dal Paese in cambio di un’immunità politica.
Pochi giorni fa l’Arabia Saudita ha deciso di ritirare i propri osservatori dalla missione in Siria, a causa della mancata applicazione del patto proposto dalla Lega araba, patto che a sua volta avrebbe dovuto assicurare “la partenza pacifica del regime”. Il principato arabo, oltre a richiamare gli osservatori, ha chiesto che i Paesi arabi, la Cina, la Russia, l'Europa e gli Stati Uniti premano affinché il governo del presidente Bashar Assad fermi le violenze: dallo scoppio delle rivolte l’Onu ha confermato l’uccisione di 5.000 civili a cui si aggiungono altri 800 morti durante l’ultimo mese. A tal riguardo, El-Baradei - ex direttore dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) e premio Nobel per la pace nel 2005 - ha espresso molte “preoccupazioni per il ruolo della Russia” che ha fornito legalmente armi sia alle milizie presidenziali che agli oppositori del regime.
Con le richieste saudite è arrivata, da parte della Lega, anche la richiesta formale di udienza al segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon: l’idea è quella di spodestare il presidente siriano, come è avvenuto lo scorso giugno con quello yemenita, Ali Abdullah Saleh, allontanato dal Paese in cambio di un’immunità politica.