Le principali notizie e informazioni di natura economica, finanziaria, giuridica e politica relative all'Arabia Saudita

mercoledì 25 gennaio 2012

La Lega araba procede con la missione in Siria

La Lega araba ha proposto di posticipare la scadenza  della missione in Siria, nonostante l’Arabia Saudita abbia deciso di ritirare i propri osservatori.

L’organizzazione intergovernativa araba ha proposto di posticipare la scadenza  della missione “dal 24 gennaio al 23 febbraio 2012”. Come riportato dall’agenzia di stampa governativa Sana, il ministro degli esteri siriano Walid Mouallem ha accettato la proroga.
Pochi giorni fa l’Arabia Saudita ha deciso di ritirare i propri osservatori dalla missione in Siria, a causa della mancata applicazione del patto proposto dalla Lega araba, patto che a sua volta avrebbe dovuto assicurare “la partenza pacifica del regime”. Il principato arabo, oltre a richiamare gli osservatori, ha chiesto che i Paesi arabi, la Cina, la Russia, l'Europa e gli Stati Uniti premano affinché il governo del presidente Bashar Assad fermi le violenze: dallo scoppio delle rivolte l’Onu ha confermato l’uccisione di 5.000 civili a cui si aggiungono altri 800 morti durante l’ultimo mese. A tal riguardo, El-Baradei - ex direttore dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) e premio Nobel per la pace nel 2005 - ha espresso molte “preoccupazioni per il ruolo della Russia” che ha fornito legalmente armi sia alle milizie presidenziali che agli oppositori del regime.
Con le richieste saudite è arrivata, da parte della Lega, anche la richiesta formale di udienza al segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon: l’idea è quella di spodestare il presidente siriano, come è avvenuto lo scorso giugno con quello yemenita, Ali Abdullah Saleh, allontanato dal Paese in cambio di un’immunità politica.

mercoledì 18 gennaio 2012

Accordi energetici Arabia Saudita-Cina

Si intensificano i rapporti tra Cina e Arabia Saudita: domenica scorsa i due Paesi hanno firmato diversi accordi energetici.

Il 14 gennaio scorso, a Riyadh, il premier cinese Wen Jiabao ha incontrato il principe ereditario, vice premier e ministro degli interni saudita, Nayef Bin Abdul Aziz; durante il colloquio il premier cinese ha affermato che la Cina intende intensificare gli scambi e la cooperazione in tutte le direzioni con l’Arabia Saudita, per affrontare le sfide e salvaguardare gli interessi comuni nel quadro della difficile situazione internazionale attuale. Il giorno successivo Wen ha incontrato anche il re Abdullah: come riportato dall’agenzia di stampa statale araba SPA, i due leader “hanno discusso degli sviluppi regionali e internazionali, nonché della cooperazione tra i due paesi”.
La visita va considerata alla luce della tensione causata dal programma nucleare iraniano che sta innescando timori relativamente all'approvvigionamento petrolifero. L'Arabia Saudita è il più grande fornitore di petrolio del Dragone: secondo l'agenzia cinese Xinhua, nei primi 11 mesi del 2011, il commercio bilaterale tra i due Paesi ammontava a 58,5 miliardi dollari.
La Cina, che ora intende elevare ulteriormente le relazioni con l’Arabia Saudita, domenica scorsa ha firmato diversi accordi economici e culturali, tra i quali un protocollo d'intesa tra il colosso petrolchimico saudita Sabic e Sinopec della Cina volto a costruire un impianto petrolchimico a Tianjin; inoltre, è stato firmato un accordo di cooperazione per “l'uso pacifico dell'energia nucleare”.

mercoledì 11 gennaio 2012

Riyad punta su fotovoltaico e solare termico

L’Arabia Saudita punta sull’energia pulita: Riyad intende arrivare a una generazione di energia elettrica da fonte rinnovabile che sfrutti almeno 5 GW di potenza istallata entro il 2020.

L’Arabia Saudita ha elaborato un piano energetico ambizioso: punta ad ottenere il 10% della produzione totale dallo sfruttamento del sole entro il 2020. Si prevede che il fotovoltaico arriverà a soddisfare il 10% della domanda del Paese, mentre il solare termico produrrà 2.200 kWh per metro quadrato.
Se la penisola riuscirà a portare a termine l’impegno preso, potrà conquistare e assumere il ruolo di leader mondiale nella produzione di energia da fonte solare.
Lo sviluppo del comparto del solare, oltre ai vantaggi in termini di ecosostenibilità, porterà alla creazione di 15mila nuovi posti di lavoro: il termine del 2020 spinge a velocizzare la costruzione di nuove centrali elettriche, di impianti per la trasformazione delle materie prime e per la formazione di un network tra le diverse aziende.
Attualmente, sono già stati investiti circa 3 miliardi di dollari per il finanziamento di nuovi impianti nella città di Jubail e in provincia di Al Madinah; inoltre, sono stati impegnati 380 milioni di dollari per la realizzazione di un impianto di produzione di polisilicio che, già entro il 2014, sarà in grado di produrre 3.350 tonnellate di silicio multi-cristallino, materiale utilizzato nella realizzazione dei pannelli fotovoltaici.