Le principali notizie e informazioni di natura economica, finanziaria, giuridica e politica relative all'Arabia Saudita

martedì 27 settembre 2011

Re Abdullah concede il voto e la eleggibilità alle donne

Un passo in avanti è stato fatto, in Arabia Saudita, a favore delle donne: dal 2015 sarà loro concesso il diritto di voto e di eleggibilità alle elezioni municipali.

Il re Abdullah ha ufficializzato, infine, una piccola apertura nei confronti del gentil sesso: il sovrano ha annunciato davanti alla Shura che le donne potranno far parte del Consiglio esecutivo a partire dalla prossima sessione, che sarà nel 2015, e potranno candidarsi alle elezioni municipali che seguiranno quelle del prossimo 29 settembre. Inoltre, alle donne sarà concesso il diritto di voto. Tutto ciò accadrà tra quattro anni, alle prossime elezioni municipali. dove metà dei 285 seggi dei consigli municipali (l’altra metà è nominata dal governo) potranno essere eletti finalmente da entrambi i sessi.
Si tratta di un’apertura importante da parte di uno dei Paesi più conservatori al mondo, dove le donne sono però ancora fortemente discriminate. Secondo le leggi locali, infatti, le donne devono avere un tutore maschile e sono subordinate all’uomo in ogni aspetto familiare; a loro, inoltre, non è permesso circolare liberamente né tantomeno guidare. Con riferimento a questo ultimo aspetto, proprio alcuni mesi fa gruppi di donne saudite si misero al volante in segno di protesta al fine di ottenere il diritto di guidare liberamente, ma la risposta fu soltanto l’arresto di alcune manifestanti.
Il loro accesso in politica potrebbe essere il primo passo verso una futura, ma ancora lontana, parità dei diritti; la voce femminile, tra quattro anni, potrebbe portare nel Regno cambiamenti interni importanti e far emergere una realtà saudita nascosta che con il tempo regalerà nuovi scenari politici ed economici.

mercoledì 21 settembre 2011

Arabia Saudita, il bando del voto alle donne

Il bando del voto alle donne saudite per i consigli municipali in Arabia Saudita, sta provocando una campagna per il boicottaggio delle elezioni in programma il prossimo 29 settembre.

Un gruppo di circa 60 intellettuali intende boicottare le elezioni previste per il prossimo 29 settembre in Arabia Saudita. L’invito a non andare a votare ha trovato eco in alcuni blog, nazionali e internazionali, creati per contestare la decisione dello Shura Council, l’assemblea consultiva, che intende posticipare la partecipazione femminile al voto di quattro anni, quando si terranno le prossime elezioni, motivando tale decisione con l’attuale impossibilità di realizzare seggi separati per maschi e femmine: in Arabia Saudita vige il divieto di commistione dei sessi.
L’annuncio della campagna per il boicottaggio è arrivato lo scorso lunedì 19 settembre, in concomitanza con quello dell’avvio della campagna elettorale da parte della commissione elettorale. I potenziali votanti sono 1,2 milioni e sono chiamati a scegliere più di 5mila candidati alla metà dei seggi di 285 consigli municipali (l’altra metà viene nominata dal governo). Riyadh sembra non voler accogliere la richiesta di democrazia che ha scosso gran parte del mondo arabo quest’anno: i candidati alle elezioni, le seconde nella storia dell’Arabia Saudita dopo quelle del 2005, sono tutti uomini, in quanto le donne sono ancora oggi prive del diritto di voto attivo e passivo.

venerdì 16 settembre 2011

Il regno Saudita aumenta i sussidi

Con la primavera araba, che ha marginalmente toccato l’Arabia Saudita, il re Abdullah ha deciso di emanare un nuovo pacchetto di sussidi per evitare ulteriori rivolte.

L’Arabia Saudita investe molto in sovvenzioni per i cittadini: 20,2 sono i miliardi che vengono stanziati annualmente in sussidi per l’acqua e 13,3 per l’elettricità. La benzina nel Paese ha un costo irrisorio (18 centesimi di dollaro) e dal maggio scorso è entrata in vigore una tassa della solidarietà per garantire ai lavoratori privati un bonus extra di 13,3 miliardi. Con la primavera araba, inoltre, i sussidi sono aumentati ulteriormente; la reazione della famiglia reale alle turbolenze sociale nel mondo arabo è stata tale da far aumentare i consensi dei cittadini e il re Abdullah ha deciso di intervenire con un nuovo pacchetto di investimenti al fine di evitare il rischio di altri disordini. Sono 130 i miliardi di dollari che saranno spesi a favore di dipendenti pubblici, disoccupati, borse di studio, stipendi di soldati, fondi per scuole, cliniche e istituzioni religiose.
Per le aziende private, inoltre, sono in programma incentivi al ine di favorire l’occupazione nazionale: le imprese che hanno la maggioranza dei dipendenti stranieri hanno ha disposizione alcuni mesi per eseguire il turn over e favorire l’assunzione di manodopera autoctona, pena l’applicazione di sanzioni economiche.
Tuttavia, questi aiuti contrastano con la realtà del Regno; in primis, se da un alto aumentano i sussidi, dall’altro gli stipendi medi tendono a diminuire: dagli anni ‘80 ad oggi gli introiti per persona sono quasi dimezzati, fino ad arrivare a 8.550 dollari. Inoltre, l’occupazione conta molto sulla presenza straniera specializzata e con le nuove disposizioni c’è il rischio che vengano assunti disoccupati privi di esperienza e giovani senza competenze. Infine, è giusto ricordare che i membri della famiglia reale, anche se parenti alla lontana, usufruiscono di sussidi diretti e godono di innumerevoli benefici.

giovedì 8 settembre 2011

Crescono l’offerta e l’export petroliferi

Le esportazioni petrolifere saudite crescono ad un ritmo del 30%.

Il settore petrolifero sta conoscendo una lieve fase di ripresa, dopo che nel mese scorso le quotazioni sono aumentate, in parte anche a causa del clima sfavorevole negli Stati Uniti. In agosto, inoltre, nazioni quali Nigeria, Arabia Saudita e altri Paesi del Golfo avevano aumentato la produzione favorendo l’offerta sul mercato.
Il Regno Saudita, in particolare, aveva iniziato a produrre a livelli piuttosto elevati e ora assiste ad una forte crescita della domanda. Quest’anno l’Arabia Saudita ha già guadagnato 180 miliardi di euro con le esportazioni, una cifra pari a quella di tutto il 2010, con un incremento del 30% su base annuale. Quantitativamente le vendite di petrolio, invece, sono salite del 7%, con quasi 400.000 tonnellate di greggio. Tra gli acquirenti maggiori ci sono Giappone, Stati uniti e Cina.

giovedì 1 settembre 2011

+ 30% per le telecomunicazioni in Arabia

Il settore delle telecomunicazioni in Arabia Saudita crescerà del 30% entro il 2011; Alcatel si aggiudica un appalto nel Regno.

Il settore delle telecomunicazioni in Arabia Saudita è in continua espansione e registra una forte domanda, soprattutto per i servizi di banda larga. Il mercato saudita , infatti, è il più grande del Medio oriente e la sua crescita è stimata del 30% entro il 2011. Per questo molte aziende straniere stanno cercando di entrare nel Paese attraverso gli appalti offerti dai partner locali.
Recentemente l’azienda francese Alcatel Lucent è stata scelta dalla compagnia saudita Zain Saudi Arabia, il principale operatore di telefonia mobile del Regno, per la gestione della dorsale mobile su base IP/MPLS.